Cassazione Penale, Sentenza n. 18069/2023 del 02/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha proposto tre motivi di cassazione: (1) incompetenza territoriale del Tribunale di Torino in favore del Tribunale di Milano, sostenendo che il reato piu grave (art. 166 TUF) sia reato abituale e che la competenza debba essere determinata, secondo art. 8, comma 3 c.p.p., dal luogo di perfezionamento iniziale dell'abitudine (Milano); (2) vizio di motivazione e violazione di legge in ordine alla ritenuta "professionalita'" dell'attivita' di investimento posta in essere, lamentando che la decisione si fonderebbe su mere apparenze o sentito dire; (3) vizio di motivazione circa il dolo nel concorso, sostenendo che la Corte non avrebbe adeguatamente accertato la consapevolezza di Micalizzi circa il disegno criminoso degli altri concorrenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutti i suoi motivi. Ha ritenuto infondata l'eccezione di incompetenza territoriale: il reato di cui all'art. 166 TUF e' qualificato come reato abituale e per i reati abituali la competenza territoriale va individuata nel luogo del compimento dell'ultimo atto antigiuridico (il circondario torinese, come correttamente individuato dai giudici di merito). Il secondo motivo e' stato dichiarato generico e, in ogni caso, la Cassazione ha confermato che la responsabilita' di Micalizzi emerge non per la sola qualita' dell'attivita' esercitata ma per il suo contributo fattuale all'attivita' illecita di Orsi, gia' accertata con sentenza definitiva; la motivazione di merito e' stata ritenuta adeguata. Anche il terzo motivo e' infondato: la valutazione congiunta delle motivazioni di primo e secondo grado dimostra la consapevolezza e il contributo partecipativo di Micalizzi (frequente collaborazione, rapporti e trattative con i clienti, conoscenza dell'assenza di abilitazione, condotte successive idonee a ostacolare il recupero delle somme). Conseguentemente il rigetto del ricorso lascia ferma la sentenza di appello che aveva dichiarato l'estinzione dei reati per prescrizione e aveva confermato le statuizioni civili; il ricorrente e' condannato alle spese processuali in Cassazione. E' stata respinta la richiesta della parte civile di liquidazione delle spese a suo favore perche' la parte civile non ha partecipato alla discussione orale.
Norme richiamate
d.lgs. n. 58 del 1998 (TUF)
art. 166, comma 1, lett. a)
La condotta di abusivismo nell'offerta o gestione collettiva di risparmio e' stata inquadrata come reato abituale; per tale fattispecie la competenza territoriale si determina con riferimento al luogo dell'ultimo atto antigiuridico, non al luogo di inizio.
codice penale
La contestazione di truffa e' stata valutata in concomitanza con i fatti di intermediazione; la sentenza di appello ha comunque dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, decisione confermata dal rigetto del ricorso.
codice di procedura penale
La norma che individua la competenza per i reati permanenti non e' applicabile ai reati abituali; per i reati abituali il luogo rilevante e' quello dell'ultimo atto.
codice di procedura penale
La norma sulla devoluzione alla sezione civile in caso di impugnazione 'ai soli effetti civili' e il suo regime transitorio sono richiamati, ma non trovano applicazione nel caso di specie perche' il ricorso non mirava esclusivamente ad effetti civili.
codice civile
Richiamato dal ricorrente per sostenere che il contratto di investimento si sarebbe concluso a Milano; la Corte ha ritenuto irrilevante tale argomento rispetto alla determinazione della competenza per reato abituale.
legge n. 262 del 2005
art. 39 (prime disposizioni richiamate in motivazione)
Richiamata per spiegare l'aumento della pena ed il rilievo dell'art. 166 TUF come reato piu grave nel cumulo delle imputazioni.
Massime di principio
- Per i reati abituali la competenza territoriale si individua nel luogo dell'ultimo atto illecito; la regola dell'art. 8 c.p.p. per i reati permanenti non e' applicabile ai reati abituali.
- Nei giudizi di gravita' tecnica o dove e' contestata la 'professionalita'' dell'attivita', il giudice puo' fondare la responsabilita' sul contributo fattuale del singolo alla condotta illecita di altri; non serve che ogni coautore abbia svolto in proprio un'attivita' professionalmente organizzata.
- Per dimostrare il dolo nel concorso e l'idoneita' conoscitiva del concorrente, rilevano elementi quali: reiterazione della collaborazione, incontri e trattative con clienti a nome anche di terzi, conoscenza dell'assenza di autorizzazioni, modalita' di accreditamento dei fondi e comportamenti successivi volti a eludere il recupero delle somme.
- In Cassazione la decisione di secondo grado va letta congiuntamente alla motivazione di primo grado; censure che ribadiscono questioni gia' esaustivamente decise in primo grado possono essere inammissibili o generiche.
- La parte civile che non interviene alla discussione pubblica ma deposita solo memorie e nota spese puo' essere esclusa dalla liquidazione dei costi processuali in Cassazione.
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