Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7809/2023 del 22/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di cui all'art. 416-bis cod. pen. (commi 1, 2, 4 e 6). Contestava la gravità indiziaria relativa alla sua partecipazione al clan Nardo nel periodo 27/02/2017-09/06/2018, sollevando profili di inaffidabilità e scarsa rilevanza delle dichiarazioni dei collaboratori (Mangiameli, Blandino, Ruggeri, Guttuso, Amarindo, Scandurra), la loro collocazione temporale anteriore o successiva al periodo contestato, presunte contraddizioni, mancanza di riscontri individualizzanti, il precedente giudicato di assoluzione per analogo reato e la carenza di elementi dinamici e causali che dimostrassero la partecipazione attiva. Inoltre impugnava il riconoscimento della qualità di "reggente" ai sensi del comma 2 dell'art. 416-bis, sostenendo che indagini e dichiarazioni non dimostravano un ruolo direttivo e che alcuni riscontri (ambientali e intercettazioni) erano poco intelligibili o collocati temporalmente dopo l'arresto.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo entrambi i motivi manifestamente infondati. Ha confermato la valutazione del Tribunale del riesame secondo cui: le dichiarazioni dei collaboratori anteriori possono avere efficacia di riscontro se omogenee con quelle più recenti; il giudicato di assoluzione per un periodo diverso non esclude la valutazione di nuovi elementi riferiti a un arco temporale successivo; le dichiarazioni recenti risultano convergenti sul nucleo centrale e accompagnate da riscontri investigativi (intercettazioni, servizi di polizia, contatti telefonici e incontri con esponenti mafiosi come Rinaldi e Guercio) tali da sostenere la gravità indiziaria; le presunte contraddizioni dei collaboratori sono state adeguatamente esaminate e non tali da escludere la credibilità complessiva; la ritrattazione non elimina automaticamente la rilevanza di dichiarazioni rese in precedenza; gli elementi intercettivi e gli incontri documentati supportano la qualificazione della posizione direttiva/reggenza del ricorrente anche se svolta in coesistenza con altri soggetti emergenti. Conseguentemente il ricorso è respinto, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa per le ammende (art. 616 c.p.p.), non è disposta la rimessione in libertà e si applicano le conseguenze previste dall'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Riconosciuta la rilevanza degli elementi indiziari e della convergenza delle chiamate in correità per valutare la partecipazione all'associazione mafiosa e la qualifica di ruolo direttivo/reggente; il Tribunale applica i principi di valutazione della chiamata in correità (convergenza sul nucleo centrale e riscontri individualizzanti)

  • art. 74 D.P.R. n. 309/1990

    Richiamato in riferimento a precedenti vicende processuali del ricorrente; la Corte osserva che eventuali pronunce relative a quell'articolo non escludono la valutazione di nuovi elementi riferiti ad un periodo diverso

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito dell'inammissibilità del ricorso

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Richiamato per stabilire che l'adozione del provvedimento non determina la rimessione in libertà e per le conseguenti misure da adottare

  • Giurisprudenza (Sez. U., Modaffari e altre pronunce indicate)

    La Corte si è attenuta ai principi giurisprudenziali richiamati: 1) valutazione della chiamata in correità (convergenza sul nucleo essenziale e riscontri esterni), 2) possibile valore probatorio di dichiarazioni rese anche se antecedenti o poi ritrattate purché sottoposte a controllo più incisivo, 3) nozione di 'capo' associativo estesa anche a chi svolge compiti direttivi/risolutivi nell'ambito del sodalizio

Massime di principio

  • La presenza di dichiarazioni di più collaboratori anche rese in momenti diversi può concorrere a formare la gravità indiziaria se c'è convergenza sul nucleo essenziale dei fatti e riscontri esterni
  • Un precedente giudicato di assoluzione relativo a un periodo storico diverso non impedisce la valutazione di nuove prove o dichiarazioni riferite a un arco temporale successivo
  • La ritrattazione di un collaboratore non annulla automaticamente il valore delle sue dichiarazioni: il giudice può comunque attribuire loro valore dopo un controllo più incisivo sulle ragioni della ritrattazione
  • Le intercettazioni, gli incontri documentati e i riscontri investigativi (contatti telefonici, servizi di polizia) possono integrare e rafforzare la portata indiziaria delle dichiarazioni testimoniali
  • Per riconoscere un ruolo direttivo o di 'reggenza' nell'ambito di un'associazione mafiosa non è necessario che la persona sia l'unico o indiscusso capo; è sufficiente che svolga compiti direttivi e risolutivi nella vita quotidiana del gruppo
  • In sede cautelare la configurazione della gravità indiziaria si basa su valutazioni complessive e non richiede la prova piena: convergenza e riscontri concreti possono giustificare la custodia cautelare
  • Ricorsi manifestamente infondati possono determinare condanne per spese e somme a favore della Cassa per le ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.