Sentenza n. 2647/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento Ottemperanza alla sentenza n. -OMISSIS- resa dal Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro, GdL dr. -OMISSIS- a definizione del giudizio incardinato con n. -OMISSIS- R.G., pubblicata in data 20.02.2024, non appellata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro, passata in giudicato, recante condanna al pagamento di € 4.907,27 oltre interessi legali
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore da sentenza)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. per ottenere l'attuazione di una sentenza del giudice ordinario, non appellata e divenuta definitiva, che aveva condannato l'amministrazione al pagamento di € 4.907,27, oltre interessi legali, a titolo di retribuzioni professionali maturate in determinati periodi di servizio. La sentenza era stata notificata all'amministrazione il 13 febbraio 2025, ma il pagamento non era avvenuto. Il ricorrente ha inoltre dedotto l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni e ha chiesto la nomina di un commissario ad acta in caso di perdurante inerzia, nonché la condanna al pagamento di astreintes.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti indicati in motivazione. Ha ritenuto ammissibile e tempestiva l'azione di ottemperanza, poiché la sentenza del giudice ordinario era passata in giudicato, era stata ritualmente notificata all'amministrazione e risultava decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Non essendo stata fornita prova dell'adempimento, il giudice ha dichiarato l'obbligo dell'amministrazione di dare esatta e integrale esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. È stato nominato sin da subito quale commissario ad acta un dirigente della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, con facoltà di delega, incaricato, se necessario, di stanziare le somme e svolgere le fasi di impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento. Il TAR ha precisato che l'insufficienza dei fondi di bilancio o la carenza di cassa non costituiscono impedimenti legittimi all'esecuzione del giudicato. È stata invece respinta la domanda di astreintes, ritenuta non equa nel caso concreto. L'amministrazione è stata condannata alle spese di lite, liquidate in € 500,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.
La disposizione consente il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.
art. 114, comma 1, c.p.a.
Il termine per la proposizione dell'azione di ottemperanza è stato ritenuto rispettato.
art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.
Sono stati ritenuti rispettati i termini processuali applicabili al rito camerale dell'ottemperanza.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito nella l. n. 30/1997
Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione; l'inerzia dell'amministrazione giustifica l'adozione delle misure proprie dell'ottemperanza.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione, nei confronti della pubblica amministrazione, di una sentenza passata in giudicato pronunciata dal giudice ordinario che imponga all'amministrazione un obbligo di pagamento o altro obbligo conformativo.
- Ai fini dell'ottemperanza di una sentenza del giudice ordinario nei confronti di una pubblica amministrazione, rilevano la definitività del titolo, la sua rituale notificazione all'amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione forzata contro le pubbliche amministrazioni.
- In assenza di prova dell'adempimento del giudicato, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di eseguire integralmente il titolo entro un termine assegnato e nominare contestualmente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- La mancanza di stanziamento di bilancio, l'esaurimento dei fondi o l'indisponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, legittime cause di impedimento all'esecuzione di un giudicato di condanna pecuniaria della pubblica amministrazione; il commissario ad acta deve adottare le iniziative necessarie a rendere possibile il pagamento.
- La concessione dell'astreinte nel giudizio di ottemperanza non è automatica, ma richiede una valutazione di equità e adeguatezza della misura in relazione alle circostanze concrete del caso.
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