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Sentenza

Sentenza n. 493/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'annullamento, del provvedimento n. -OMISSIS- di diniego della Cittadinanza Italiana

Giustizia amministrativa202214508

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana fondato su una precedente condanna penale per lesioni personali aggravate

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego ministeriale della cittadinanza italiana deducendo, in primo luogo, la violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990, il difetto assoluto dei presupposti e dell'istruttoria, l'omessa comunicazione e la mancata instaurazione del contraddittorio, assumendo di non avere potuto conoscere il preavviso di rigetto. In secondo luogo, ha dedotto la violazione dell'art. 9 della legge n. 91/1992 e il difetto e l'erroneità della motivazione, sostenendo che la condanna penale posta a fondamento del diniego era stata superata dalla sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila, che aveva dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato. Il Ministero ha chiesto il rigetto del ricorso, evidenziando nella propria relazione gli elementi istruttori posti a fondamento del diniego.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha qualificato la concessione della cittadinanza per residenza come esercizio di un potere discrezionale di alta amministrazione, non riconducibile a un diritto automatico dello straniero in presenza dei requisiti formali, e ha ritenuto sindacabile soltanto sotto il profilo estrinseco, verificando l'adeguatezza dell'istruttoria, la veridicità dei fatti e la logicità, coerenza e ragionevolezza della motivazione. Ha escluso la violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990, poiché il preavviso di rigetto era stato trasmesso telematicamente mediante la piattaforma online utilizzata per la presentazione e la gestione della domanda di cittadinanza. La consultazione costante del portale e della posta elettronica associata costituisce onere e interesse del richiedente, in presenza del domicilio digitale e della validità normativa delle comunicazioni telematiche. Ha inoltre ritenuto non decisiva la successiva declaratoria di prescrizione del reato: l'Amministrazione può valutare il fatto storico oggetto dell'imputazione o della condanna, anche quando il procedimento penale sia stato archiviato, prescritto o seguito da riabilitazione, quale elemento sintomatico della personalità del richiedente. La condanna per lesioni personali aggravate risaliva al 2016, quindi rientrava nel decennio anteriore alla domanda presentata nel 2018. Le spese sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 5 febbraio 1992, n. 91

    la cittadinanza italiana "può" essere concessa allo straniero che risieda legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica

    La disposizione attribuisce all'Amministrazione un potere discrezionale: la sussistenza del requisito della residenza decennale non determina un diritto automatico alla cittadinanza, imponendo una valutazione complessiva dell'integrazione e dell'irreprensibilità della condotta.

  • art. 10-bis l. 7 agosto 1990, n. 241

    Il preavviso di rigetto può essere comunicato mediante la piattaforma telematica attraverso cui è presentata e gestita la domanda di cittadinanza, quando il sistema consente la trasmissione delle comunicazioni e il richiedente è tenuto a monitorarlo.

  • artt. 3-bis e 41 d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82

    Il riconoscimento del domicilio digitale e delle comunicazioni telematiche comporta, per il richiedente che utilizza il portale amministrativo, l'onere e l'interesse di consultare costantemente la piattaforma e la posta elettronica associata per verificare notifiche e stato della pratica.

  • art. 582 c.p.

    La condanna per lesioni personali è stata considerata dall'Amministrazione quale elemento storico e sintomatico rilevante nella valutazione dell'irreprensibilità del richiedente.

  • art. 585 c.p.

    L'aggravamento della fattispecie di lesioni personali ha concorso a integrare il fatto storico valutato negativamente nel procedimento di cittadinanza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Ha costituito la base normativa, insieme agli artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679, per disporre l'oscuramento delle generalità della parte.

Massime di principio

  • La concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992 è espressione di un potere discrezionale di alta amministrazione e non costituisce un diritto automatico dello straniero in presenza del requisito della residenza decennale.
  • Nel procedimento di concessione della cittadinanza, l'Amministrazione deve valutare complessivamente l'integrazione del richiedente e la sua irreprensibilità morale e civile, ponderando l'interesse pubblico all'inserimento stabile del nuovo cittadino nella comunità nazionale.
  • Il sindacato giurisdizionale sul diniego di cittadinanza resta estrinseco e riguarda l'adeguatezza dell'istruttoria, la veridicità dei fatti posti a fondamento della decisione e la logicità, coerenza e ragionevolezza della motivazione, senza estendersi al merito della valutazione amministrativa.
  • La comunicazione del preavviso di rigetto mediante la piattaforma telematica utilizzata per presentare e gestire la domanda di cittadinanza è idonea a soddisfare gli obblighi partecipativi, quando il richiedente è tenuto a monitorare il portale e la posta elettronica associata.
  • Ai fini della valutazione discrezionale sulla concessione della cittadinanza, l'Amministrazione può considerare il fatto storico relativo a condotte penalmente rilevanti anche se il reato è stato dichiarato prescritto, archiviato o seguito da riabilitazione, purché tale elemento sia utilizzato come indice sintomatico della personalità del richiedente e sia adeguatamente motivato.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanza
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPartecipazione procedimentaleEfficacia ed esecutorietàDifetto di istruttoria

Testo integrale

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