Sentenza n. 373/2026 - Bari, Sezione U
per il risarcimento dei danni per la lesione da interesse legittimo, ai sensi dell’art. 30, comma 3, c.p.a. derivante dall’asserita illegittima declaratoria di non ammissibilità da parte degli enti intimati della domanda di sostegno n. -OMISSIS- presentata dalla società ricorrente nell'ambito del progetto P.S.R. PUGLIA 2014 - 2020 — Misura 4.1 Azione A. BURP n. 87 del 27/07/2016 - Sostegno per investimenti materiali e immateriali finalizzati a migliorare la redditività e la sostenibilità delle aziende singole e associate di cui alla nota Prot. n. A00/180/0oac53 del 25 febbraio 2020.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: declaratoria di non ammissibilità della domanda di sostegno nell'ambito del PSR Puglia 2014-2020, confermata con il rigetto della richiesta di riesame
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha chiesto il risarcimento dei danni da lesione di interesse legittimo, previo accertamento dell'illegittimità della non ammissione della domanda di sostegno per investimenti agricoli. La domanda era stata ritenuta inammissibile perché il legale rappresentante aveva riportato condanne irrevocabili per omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali e per bancarotta fraudolenta. La ricorrente ha sostenuto che il bando richiamasse l'art. 80 del d.lgs. 50/2016 soltanto con riferimento ai reati gravi in danno dello Stato o dell'Unione europea e che i reati contestati non rientrassero nel numerus clausus delle cause di esclusione. Ha inoltre dedotto l'illegittimità della decisione di rigetto della richiesta di riesame. La Regione ha eccepito la tardività della domanda risarcitoria, notificata oltre otto mesi dopo la comunicazione del provvedimento, e ne ha comunque sostenuto l'infondatezza nel merito. La ricorrente ha invocato l'applicazione del termine più ampio per la notificazione nei confronti di soggetti residenti all'estero e la rimessione in termini per errore scusabile, richiamando il proprio soggiorno in Marocco e l'emergenza pandemica.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, rilevando che la domanda risarcitoria era stata notificata il 21 ottobre 2020, oltre il termine decadenziale di 120 giorni previsto dall'art. 30, comma 3, c.p.a., decorrente dalla conoscenza della nota del 25 febbraio 2020. Anche la domanda di annullamento sarebbe stata tardiva rispetto al termine di 60 giorni. Il giudice ha escluso l'applicabilità dell'art. 41, comma 5, c.p.a., perché nessuna parte risultava residente all'estero; il soggiorno temporaneo del rappresentante della società in Marocco non incideva sul termine. È stata altresì esclusa la rimessione in termini ex art. 37 c.p.a., poiché l'emergenza Covid-19 non giustificava un ritardo di otto mesi e sarebbe stato possibile procurare tempestivamente la procura alle liti e notificare il ricorso. Il TAR ha comunque esaminato il merito, ritenendolo infondato. La condanna per omesso versamento di contributi previdenziali integrava una violazione grave e definitivamente accertata degli obblighi contributivi, rilevante ai sensi dell'art. 80, comma 4, del d.lgs. 50/2016. La condanna per bancarotta fraudolenta costituiva inoltre, secondo le Linee guida ANAC n. 6, un grave illecito professionale idoneo a incidere sull'integrità e affidabilità dell'operatore. La società non aveva dichiarato le condanne nel modello allegato alla domanda. Il TAR ha osservato che l'omissione di informazioni rilevanti richiede, in linea generale, una valutazione amministrativa sulla loro effettiva influenza e sull'affidabilità dell'operatore, ma ha ritenuto non tempestivamente impugnata la mancata specifica valutazione da parte dell'Amministrazione. Ha escluso anche il nesso tra utile inserimento in graduatoria e conseguimento automatico del contributo, poiché l'inserimento avrebbe consentito soltanto l'accesso alla successiva istruttoria tecnico-amministrativa. Non risultando né l'illegittimità dell'azione amministrativa né la colpa della Regione, il ricorso è stato respinto con condanna della società alle spese, liquidate in euro 2.000, oltre accessori.
Norme richiamate
art. 30, comma 3, c.p.a.
La domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi è proposta entro il termine di decadenza di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo.
Il termine di 120 giorni per la domanda risarcitoria decorre dalla conoscenza del provvedimento direttamente lesivo; la sua inosservanza comporta l'inammissibilità della domanda.
art. 41, comma 5, c.p.a.
Il termine più lungo per la notificazione si applica quando le parti o alcune di esse risiedono all'estero; non è applicabile per il mero soggiorno temporaneo all'estero del rappresentante della società.
art. 37 c.p.a.
La rimessione in termini per errore scusabile non può essere riconosciuta per il solo richiamo all'emergenza Covid-19 quando il ritardo nella notificazione si protrae per otto mesi ed era possibile agire tempestivamente.
art. 80, comma 4, d.lgs. 50/2016
Un operatore economico è escluso dalla partecipazione a una procedura d'appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti.
La condanna irrevocabile per omesso versamento di contributi previdenziali costituisce una violazione grave e definitivamente accertata rilevante ai fini dell'esclusione.
art. 80, comma 5, lett. c), d.lgs. 50/2016
I gravi illeciti professionali, anche di natura penale, possono incidere sull'integrità o affidabilità dell'operatore e rilevare ai fini dell'esclusione; le omissioni dichiarative rilevanti richiedono una valutazione amministrativa sulla loro effettiva incidenza.
par. 8.1, punto 7, dell'avviso pubblico PSR Puglia 2014-2020
Assenza di reati gravi in danno dello Stato o della Comunità Europea (art. 80 del D. Lgs. 50/2016).
La clausola del bando è stata interpretata come richiamo alle condizioni di affidabilità e alle cause di esclusione disciplinate dall'art. 80 del d.lgs. 50/2016, comprese le violazioni contributive e i gravi illeciti professionali.
art. 216, comma 1, art. 219, commi 1 e 2, e art. 223 R.D. 267/1942
Le condanne per bancarotta fraudolenta sono state considerate, alla luce delle Linee guida ANAC n. 6, elementi idonei a integrare un grave illecito professionale.
art. 38, comma 4, direttiva 2014/23/UE
Le amministrazioni aggiudicatrici ... escludono un operatore economico ... qualora siano a conoscenza del fatto che l'operatore economico non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento di imposte o contributi previdenziali e se ciò è stato stabilito da una decisione giudiziaria o amministrativa avente effetto definitivo e vincolante.
La disciplina europea conferma la rilevanza dell'inadempimento contributivo definitivamente accertato quale causa di esclusione nelle procedure di concessione.
Linee guida ANAC n. 6, par. 2.1
Rilevano quali cause di esclusione ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c) del codice gli illeciti professionali gravi accertati con provvedimento esecutivo, tali da rendere dubbia l’integrità del concorrente ... o la sua affidabilità ...
I reati fallimentari, inclusa la bancarotta fraudolenta, possono costituire gravi illeciti professionali rilevanti ai fini dell'esclusione, indipendentemente dalla natura civile, penale o amministrativa dell'illecito.
Massime di principio
- La domanda risarcitoria per lesione di interessi legittimi deve essere proposta entro 120 giorni dalla conoscenza del provvedimento direttamente lesivo; la proposizione tardiva determina l'inammissibilità della domanda, anche quando l'azione di annullamento sia formulata soltanto in via eventuale.
- Il termine più ampio previsto per la notificazione degli atti processuali nei confronti di soggetti residenti all'estero non si applica quando l'unico elemento estero consiste nel soggiorno temporaneo del rappresentante della società.
- L'emergenza sanitaria da Covid-19, considerata isolatamente, non giustifica la rimessione in termini per un ritardo di otto mesi nella proposizione del ricorso, se era concretamente possibile conferire la procura e notificare tempestivamente l'atto.
- La condanna irrevocabile per omesso versamento di contributi previdenziali integra una violazione grave e definitivamente accertata degli obblighi contributivi, rilevante ai fini dell'esclusione ai sensi dell'art. 80, comma 4, del d.lgs. 50/2016.
- La bancarotta fraudolenta può integrare un grave illecito professionale idoneo a porre in dubbio l'integrità o l'affidabilità dell'operatore economico; le omissioni dichiarative rilevanti devono essere valutate dall'amministrazione quanto alla loro effettiva incidenza sulle decisioni di ammissione, selezione o aggiudicazione.
- L'inserimento in graduatoria nell'ambito di una procedura di sostegno pubblico non attribuisce automaticamente il beneficio economico quando il bando subordina l'erogazione alla positiva conclusione di una successiva istruttoria tecnico-amministrativa.
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