Cassazione Penale, Sentenza n. 49498/2022 del 29/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva rigettato l'istanza di revoca dell'ordine di demolizione relativo ad abusi edilizi. Il ricorrente deduceva violazione delle norme sul condono edilizio (art. 32, comma 25, d.l. 269/2003 e art. 39, comma 19, l. 724/1994), sostenendo la propria legittimazione a chiedere il permesso di costruire in sanatoria anche dopo l'acquisizione del bene al patrimonio comunale; lamentava inoltre violazione del giudicato amministrativo (sentenza TAR Campania favorevole) e violazione dei principi di proporzionalità e tutela dei diritti fondamentali (art. 2 Cost., art. 8 CEDU) per età, salute e mancanza di alternative abitative.
La decisione
La Corte annulla l'ordinanza impugnata e rinvia il processo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per nuovo esame. Il Collegio rileva che l'ordinanza aveva inesattamente investito questioni già comprese nel giudicato amministrativo e aveva tratto conclusioni sull'indebita emanazione del permesso in sanatoria (determinazione comunale del 2008) senza rispettare la delimitazione delle materie devolute al giudice dell'esecuzione. La Corte dispone che il giudice di merito, nel nuovo esame, si astenga dall'esaminare profili ormai coperti da giudicato amministrativo e verifichi invece la legittimità e i presupposti del permesso di costruire in sanatoria (compresa la legittimazione a presentare la domanda e la condonabilità delle opere), valutando i profili di fatto e di diritto residui.
Norme richiamate
art. 32, comma 25, d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (convertito dalla l. 24 novembre 2003, n. 326)
La norma è stata invocata dal ricorrente per sostenere la propria legittimazione a chiedere il permesso di sanatoria anche in presenza di acquisizione del bene al patrimonio comunale; la Corte ha ritenuto che la verifica della legittimazione e della condonabilità rientrino tra i profili che il giudice dell'esecuzione deve valutare nel nuovo esame, salvo i profili già coperti da giudicato amministrativo.
art. 39, comma 19, l. 23 dicembre 1994, n. 724
Citata insieme alla disciplina sul condono per sostenere l'efficacia della domanda di sanatoria; la Corte ha indicato che tali disposizioni vanno valutate con riferimento ai presupposti di legittimazione e alla condonabilità delle opere, ma nel rispetto del giudicato amministrativo.
art. 31, comma 3 e 4, d.P.R. n. 380/2001
Rilevante ai fini dell'acquisto d'ufficio del bene da parte del Comune: la Corte evidenzia che l'acquisizione opera di diritto dopo il decorso del termine, ma ai fini dell'efficacia è decisiva la prova della notifica dell'accertamento di inottemperanza; la mancata prova della notifica è stata decisiva per il TAR nel ritenere non compiuta l'acquisizione.
art. 444 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla sentenza penale che aveva imposto la pena e l'ordine di demolizione; la vicenda penale costituisce il quadro fattuale oggetto dell'esecuzione.
art. 2 Cost.
Invocato dal ricorrente in relazione al principio di uguaglianza e alla tutela dei diritti fondamentali; la Corte ha richiamato la necessità di bilanciare tali profili, ma ha motivato l'annullamento soprattutto sulla delimitazione tra giudicato amministrativo e poteri del giudice dell'esecuzione.
art. 8 CEDU
Richiamato in tema di diritto alla vita privata e familiare/abitazione per dedurre irragionevolezza/proporzionalità dell'ordine demolitorio; la Corte non decide nel merito tale bilanciamento ma dispone che il giudice di rinvio valuti i profili residui nel rispetto del giudicato.
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione deve rispettare i limiti del giudicato amministrativo e non riesaminare questioni già decise dall'autorità amministrativa o dal giudice amministrativo.
- Se il TAR ha annullato l'annullamento in autotutela del permesso di sanatoria, gli effetti del permesso devono essere valutati dal giudice dell'esecuzione nell'ambito non coperto dal giudicato, verificando la legittimazione a presentare la domanda e la condonabilità delle opere, valutando le opere "parte per parte".
- L'acquisizione del bene al patrimonio comunale per effetto dell'inottemperanza richiede la prova della notifica dell'accertamento: l'assenza di tale prova può impedire il perfezionamento dell'acquisto e incidere sulla legittimazione a richiedere la sanatoria.
- Le condizioni personali del destinatario dell'ordine di demolizione (età, salute, mancanza di alternative abitative) sono rilevanti in un bilanciamento di proporzionalità, ma non consentono al giudice dell'esecuzione di sovrapporsi al giudicato amministrativo.
- In caso di intervento difforme del giudice dell'esecuzione rispetto al perimetro del giudicato amministrativo, la via corretta è l'annullamento con rinvio per nuovo esame, con istruzioni al giudice di merito sui profili da valutare.
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