Cassazione Penale, Sentenza n. 31626/2022 del 24/08/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Richiesta di ammissione al regime di semilibertà per svolgimento di attività lavorativa presso una carrozzeria a Teverola. Il Tribunale di Roma aveva ritenuto idonei i progressi rieducativi del detenuto ma aveva respinto l'istanza perché il luogo di lavoro era nel territorio di origine (vicino a Casandrino e Grumo Nevano), dove operava il sodalizio mafioso di appartenenza, e perché il detenuto non risultava formalmente dissociato dal gruppo. Il ricorrente ha censurato la motivazione come contraddittoria e congetturale, lamentando l'omessa considerazione dell'ultima relazione di sintesi (12/11/2021) che evidenziava volontariato e attività lavorativa presso l'UEPE di Viterbo, nonché l'assenza di elementi probatori sulla attuale operatività dell'organizzazione criminale e la precedente statuizione del Tribunale di Sorveglianza de L'Aquila sulla inesigibilità della collaborazione che andava a superare l'ostatività prevista.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato per vizi di motivazione. Ha rilevato che il Tribunale di Roma, pur avendo riconosciuto positivi e concreti risultati del trattamento rieducativo, ha poi neutralizzato questa valutazione con affermazioni generiche e congetturali (es. 'potrebbe essere oggetto di attenzione') prive di elementi di fatto e di prove sulla attuale operatività del sodalizio. Ha inoltre evidenziato la contraddizione rispetto alla precedente statuizione del Tribunale di Sorveglianza de L'Aquila circa l'inesigibilità della collaborazione (art. 58-ter) e la mancata valutazione della relazione più recente. Per tali carenze motivazionali la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Sorveglianza di Roma per nuovo giudizio che colmi le lacune e risolva le contraddizioni.
Norme richiamate
legge 25 luglio 1975, n. 354, art. 50
Disciplina l'ammissione al regime di semilibertà; la Corte ricorda che l'accesso richiede valutazioni sia sul trattamento individualizzato sia sulle condizioni di reinserimento sociale, e che il diniego deve essere motivato con elementi concreti.
ordinamento penitenziario, art. 58-ter
Riguarda la collaborazione con la giustizia e la sua valutazione; la Corte ha richiamato la statuizione di altro Tribunale che aveva ritenuto inesigibile la collaborazione, circostanza rilevante per il superamento dell'ostatività.
normativa sull'ostatività (art. 4-bis e art. 416-bis c.p.)
L'art. 4-bis disciplina l'ostatività per i condannati per associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.); la Corte osserva che l'accertamento sulla dissociazione o sulla inesigibilità della collaborazione incide sulla applicabilità di tale ostatività e deve essere valutato coerentemente.
Massime di principio
- Il diniego della semilibertà non può fondarsi su affermazioni generiche o congetturali: il giudice deve indicare elementi probatori concreti che giustifichino il rischio collegato al ritorno nel territorio di origine.
- Le valutazioni positive sul percorso rieducativo (permessi premio, lavoro esterno, partecipazione a programmi, condotta) devono essere confrontate e pesate rispetto ai precedenti e alla gravità dei reati, senza che i precedenti assumano automaticamente rilievo decisivo.
- Se esistono preesistenti provvedimenti giudiziari (es. accertamenti su inesigibilità della collaborazione) questi vanno considerati e motivatamente ponderati; non possono coesistere affermazioni inconciliabili senza spiegazione.
- La mancata valutazione di relazioni recenti o di elementi probatori rilevanti costituisce vizio formale che può portare all'annullamento e al rinvio per nuovo giudizio.
- Non è ammissibile introdurre, di fatto, un requisito aggiuntivo non previsto dalla legge (es. 'ostatività territoriale') che renda irraggiungibile il beneficio; ogni limitazione deve avere fondamento normativo e probatorio.
- In presenza di paventati rischi di contatto con la criminalità organizzata, il giudice deve riferirsi a informative di polizia giudiziaria o altri elementi oggettivi che attestino l'attuale operatività o la capacità di influenza dell'organizzazione sul territorio.
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