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Sentenza

Sentenza n. 549/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento, n. 14 del 23.05.25, reg. prot. uff. 0040799, avente ad oggetto il rigetto della richiesta di sanatoria di un fabbricato rurale, prot. n. 44198 del 10.07.2020;

Giustizia amministrativa202501092

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della richiesta di sanatoria di un fabbricato rurale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego comunale della sanatoria richiesta per un fabbricato rurale. Il Comune aveva rilevato l'impossibilità di ottenere l'autorizzazione paesaggistica postuma, poiché le opere abusive avevano comportato la creazione di nuove superfici e volumetrie in area vincolata; il contrasto con le N.T.A. della zona agricola per il mancato rispetto delle distanze dai confini e dai fabbricati; la carenza dei requisiti soggettivi richiesti dalla L.R.C. n. 14/1982 per la realizzazione di residenze in zona agricola; l'insussistenza dei presupposti per l'accorpamento dei lotti; e la realizzazione di una seconda unità immobiliare residenziale nello stesso lotto. Il ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 31, 32, 34, 34-bis, 36 e 36-bis del d.P.R. 380/2001, del d.P.R. 31/2017, nonché eccesso di potere per carenza di istruttoria, erroneità, difetto assoluto del presupposto e della motivazione e violazione del principio tempus regit actum. Ha sostenuto che gli abusi fossero riconducibili a difformità parziali o variazioni essenziali e che non fossero stati acquisiti il parere della commissione locale per il paesaggio e quello della Soprintendenza. Ha inoltre lamentato la mancata valutazione della sanabilità ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. 380/2001.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso, ritenendo infondate le censure e prescindendo dall'esame delle eccezioni di inammissibilità sollevate dal Comune. Ha escluso che il Comune fosse tenuto a esaminare d'ufficio la domanda secondo l'art. 36-bis d.P.R. 380/2001, rilevando che spettava all'interessato chiedere la conversione del procedimento e integrare l'istanza con la documentazione prevista dalla nuova disciplina, tra cui la dichiarazione del professionista abilitato, gli elaborati grafici, le relazioni tecniche e i calcoli aggiornati. Nel merito, ha ritenuto le opere insanabili. Per la sanatoria ordinaria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 è necessaria la doppia conformità alla disciplina urbanistico-edilizia vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda; l'onere di provarla grava sul richiedente. Non è ammissibile una sanatoria condizionata a ulteriori opere né una sanatoria parziale di singole porzioni di una costruzione considerata unitariamente. Inoltre, per opere realizzate in area paesaggisticamente vincolata, la creazione di nuove superfici o volumetrie impedisce il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica postuma ai sensi dell'art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004. Il fabbricato ricadeva in area sottoposta a vincolo paesaggistico ex art. 136, comma 1, lett. d), d.lgs. 42/2004, oltre a presentare i contestati contrasti urbanistico-edilizi e soggettivi. Tali profili erano sufficienti a confermare la legittimità del diniego. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La sanatoria ordinaria richiede la conformità dell'opera alla disciplina urbanistico-edilizia vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della presentazione della domanda; la prova dei presupposti grava sul richiedente.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    dichiarazione del professionista abilitato che attesti le necessarie conformità

    L'interessato che intenda avvalersi della nuova disciplina deve chiedere la conversione del procedimento e integrare l'istanza con la documentazione specificamente richiesta; il Comune non deve procedere d'ufficio alla conversione.

  • art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004

    esclude dalla compatibilità paesaggistica interventi già realizzati, che abbiano comportato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati

    L'autorizzazione paesaggistica postuma è esclusa per interventi abusivi che abbiano creato nuove superfici o volumetrie, salvo i limitati casi previsti dalla disposizione.

  • art. 136, comma 1, lett. d), d.lgs. 42/2004

    Costituisce la base del vincolo paesaggistico gravante sull'area in cui ricade il fabbricato.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza autonoma applicazione decisiva nella motivazione.

  • art. 32 d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla qualificazione delle opere, senza autonoma applicazione decisiva nella motivazione.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente in relazione alle difformità edilizie, senza autonoma applicazione decisiva nella motivazione.

  • art. 34-bis d.P.R. 380/2001

    Richiamato dal ricorrente in relazione alle tolleranze costruttive, senza autonoma applicazione decisiva nella motivazione.

  • d.P.R. 31/2017

    Richiamato dal ricorrente in materia di autorizzazione paesaggistica, senza che il giudice ne faccia applicazione autonoma nella decisione.

Massime di principio

  • La sanatoria edilizia ordinaria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 è subordinata alla doppia conformità dell'opera alla disciplina urbanistico-edilizia vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della presentazione della domanda; la mancanza di uno solo dei due requisiti impedisce il rilascio del titolo.
  • L'onere di dimostrare la doppia conformità necessaria per l'accertamento di conformità edilizia grava integralmente sul soggetto che richiede la sanatoria.
  • La sanatoria non può essere subordinata alla realizzazione di ulteriori opere necessarie a rendere conforme l'intervento, né può essere rilasciata limitatamente a singole porzioni di una costruzione quando l'opera deve essere valutata unitariamente.
  • In area sottoposta a vincolo paesaggistico, la realizzazione abusiva di nuove superfici o volumetrie impedisce il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica postuma ai sensi dell'art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004, fuori dai limitati casi tassativi previsti dalla norma.
  • L'interessato che intenda avvalersi dell'art. 36-bis d.P.R. 380/2001 deve chiedere la conversione del procedimento e presentare la documentazione richiesta dalla nuova disciplina; l'amministrazione non è tenuta a procedere d'ufficio alla conversione di una domanda proposta ai sensi dell'art. 36.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutorizzazione paesaggisticaQualificazione degli interventi
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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