Cassazione Penale, Sentenza n. 37480/2024 del 11/10/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva dichiarato inammissibile per carenza di interesse la richiesta di riesame proposta contro il sequestro probatorio del 22/04/2024. Il ricorrente censura la decisione sul punto che l'istanza sarebbe stata proposta dal difensore soltanto nell'interesse dell'indagato, mentre il difensore era munito di procura speciale e aveva impugnato anche nell'interesse della società Digital Italia s.r.l., di cui CHEN è legale rappresentante; inoltre il ricorrente deduceva di avere comunque interesse alla verifica del requisito del "fumus boni iuris" sotteso al sequestro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha ritenuto che, dalla lettura unitaria degli atti (la dichiarazione di nomina in atti e la procura speciale che menziona la qualità di amministratore unico della Digital Italia s.r.l.), risultava logicamente che il difensore aveva presentato la richiesta di riesame anche nell'interesse della società, i cui beni erano stati sequestrati. Per tali motivi l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Milano per il giudizio di merito.
Norme richiamate
art. 257 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai presupposti del riesame e al sindacato sull'interesse all'impugnazione: la Corte ha interpretato la norma nel senso che l'interesse all'impugnazione non può essere escluso automaticamente se risulta che il difensore era munito di procura speciale a rappresentare anche la società titolare dei beni sequestrati.
art. 324 cod. proc. pen.
Richiamato in riferimento alle forme e alle modalità dell'impugnazione: la Corte ha valutato la qualità soggettiva del ricorrente/mandante del difensore alla luce degli atti di nomina e della procura speciale, considerando che tale documentazione può dimostrare l'interesse a proporre il riesame.
art. 23 co. 8 D.L. n. 137/20 e s.m.i.
Richiamato per l'ammissione del contraddittorio scritto: la causa è stata trattata con contraddittorio scritto ai sensi della disposizione, che disciplina modalità semplificate di trattazione.
Massime di principio
- L'interesse ad impugnare un provvedimento di sequestro probatorio deve essere valutato considerando non solo la qualità formale del ricorrente ma anche la rappresentanza effettivamente documentata: una procura speciale che abilita il difensore a rappresentare la società titolare dei beni può fondare l'interesse all'impugnazione.
- Se il sequestro ha colpito beni societari, è essenziale che l'atto difensivo espliciti la rappresentanza della società (procura speciale, qualifica di amministratore) per evitare l'eccezione di carenza di interesse.
- La verifica del requisito del "fumus boni iuris" e di altri profili sostanziali del provvedimento cautelare può comunque costituire interesse processuale, pertanto il giudice di merito non deve limitarsi a un controllo meramente formale della titolarità dell'interesse quando vi siano elementi che connettano il ricorrente alla proprietà o alla gestione dei beni sequestrati.
- In sede di impugnazione cautelare è consigliabile allegare e richiamare espressamente tutta la documentazione (nomina, procura speciale, visura societaria, verbali) che provi la qualità in cui si agisce per evitare pronunce di inammissibilità basate su valutazioni sommative.
- Quando la documentazione produce una lettura unitaria che collega la qualità del difensore al soggetto titolare dei beni sequestrati, il giudice deve considerare tale elemento per riconoscere l'interesse e decidere sul merito del riesame anziché dichiarare l'inammissibilità.
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