Sentenza del 23/09/2016 n. 18672 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’IPAB ha impugnato un avviso di accertamento relativo all’INVIM straordinaria, contestando sia la motivazione dell’atto sia la determinazione del valore del terreno effettuata sulla base di una stima UTE con metodo sintetico-comparativo. In particolare, ha dedotto l’errata inclusione di particelle già espropriate, la mancata considerazione della reale estensione del terreno e della sua ubicazione periferica e degradata, l’assenza di destinazione urbanistica, la mancata valutazione della volumetria edificabile e l’erronea qualificazione dell’area come edificabile residenziale. Ha inoltre lamentato omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione e omessa pronuncia.
La decisione
La Corte Suprema di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o infondate le censure perché non autosufficienti, non supportate da specifici elementi probatori e dirette, in sostanza, a ottenere una nuova valutazione del merito e della congruità della stima, attività non consentita in sede di legittimità. La Corte ha inoltre precisato che non vi era omessa pronuncia, ma al più un rigetto implicito delle contestazioni. L’IPAB è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 2.300,00 oltre spese prenotate a debito.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione del valore economico di un bene, della correttezza della stima o degli elementi di fatto già esaminati dai giudici di merito, salvo specifici vizi giuridici o motivazionali rilevanti.
- Le censure devono essere autosufficienti: chi ricorre deve indicare con precisione gli atti, i documenti e gli elementi probatori sui quali fonda la contestazione, spiegando la loro decisività.
- La contestazione della stima amministrativa richiede allegazioni concrete e documentate, come dati catastali, prove dell’esproprio, caratteristiche urbanistiche, indici di edificabilità e comparabili di mercato; il semplice dissenso dalla valutazione non è sufficiente.
- L’omessa pronuncia non ricorre necessariamente quando il giudice non risponde espressamente a ogni argomento: può configurarsi un rigetto implicito se la decisione contiene una motivazione incompatibile con l’accoglimento della tesi proposta.
- Se la sentenza di merito fonda la legittimità dell’accertamento sull’esame di ubicazione, consistenza, caratteristiche urbanistiche, edificabilità e prezzi di mercato, il ricorrente deve criticare specificamente tali elementi e non limitarsi a riproporre le contestazioni già svolte contro l’atto impositivo.
- La parte soccombente in cassazione è normalmente condannata al pagamento delle spese della fase di giudizio.
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