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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28638/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari (anche con braccialetto elettronico), deducendo un affievolimento delle esigenze cautelari dopo la condanna in abbreviato per concorso esterno in associazione mafiosa (artt. 110 e 416-bis c.p.) e per il reato di cui all'art. 512-bis c.p.; ha invocato come elementi nuovi il tempo trascorso dai fatti (2021), la sentenza di condanna che avrebbe riqualificato la fattispecie, la dissociazione e il venir meno del ruolo politico-amministrativo, la disponibilità di un'abitazione in provincia di Brescia dove scontare i domiciliari. Con un secondo motivo ha contestato l'applicazione della presunzione di pericolosità di cui all'art. 275, comma 3, c.p.p. (sostendo che, trattandosi di concorrente esterno, occorrevano elementi concreti e specifici per superare la presunzione), lamentando carenza motivazionale del Tribunale rispetto alla possibilità di misure alternative.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale ha esaminato gli elementi indicati dalla difesa e ha correttamente escluso che vi fossero novità tali da mutare il quadro cautelare: la condanna in abbreviato non costituiva novum rispetto alla valutazione cautelare già effettuata, essendo la fattispecie sostanzialmente coincidente con gli accertamenti precedenti; le intercettazioni e le informazioni del 2023 hanno evidenziato collegamenti e condotte recenti del ricorrente con soggetti legati a Cosa Nostra, giustificando la prognosi di pericolo e la permanenza della custodia in carcere. La Corte ha ricordato che il mero decorso del tempo o il semplice periodo di detenzione non sono, di per sé, idonei a superare la presunzione relativa di adeguatezza della custodia in carcere per il concorrente esterno, salvo elementi positivi e specifici che dimostrino la perdita dei contatti e l'impossibilità di contribuire all'associazione. Per legge è stata condannata la parte al pagamento delle spese e disposta la trasmissione della decisione alle autorità competenti.

Norme richiamate

  • art. 310 c.p.p.

    Norma procedurale che disciplina il riesame e le decisioni sulle misure cautelari: la Corte ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale sia stata adottata correttamente nell'ambito di tale procedimento

  • art. 416-bis c.p.

    Fattispecie di associazione mafiosa: richiamata per il contesto dei reati collegati all'attività di Cosa Nostra; la pronuncia ha valutato la rilevanza delle condotte e dei collegamenti con soggetti organici alla mafia

  • art. 110 c.p.

    Concorso di persone nel reato: utilizzato per qualificare la posizione del ricorrente come concorrente esterno nell'ambito delle valutazioni

  • art. 512-bis c.p.

    Norma contestata per uno dei capi di imputazione; la pronuncia ne considera la rilevanza nel complesso delle contestazioni

  • art. 274 c.p.p.

    Richiesto dalla difesa per vizio di motivazione: la Corte ha ritenuto che non vi sia stata carenza logica o di legge nella motivazione del Tribunale

  • art. 299 c.p.p.

    Regola sull'istanza di revoca/sostituzione della misura: la Corte ha richiamato i limiti e l'ambito di valutazione degli eventuali elementi nuovi

  • art. 275, comma 3, c.p.p.

    Presunzione relativa di adeguatezza della custodia in carcere per talune fattispecie (tra cui reati associativi): la Corte ha ritenuto applicabile la presunzione anche al concorrente esterno, richiedendo elementi specifici e concreti per superarla

  • art. 292 c.p.p.

    Richiami sul 'tempo silente': la Corte ha precisato che il tempo rilevante è quello intercorrente tra i fatti e l'applicazione della misura e che il mero decorso del tempo non basta a mutare le esigenze cautelari se non accompagnato da segni positivi

  • art. 111 Cost.

    Richiamata la natura impugnabile delle misure cautelari e i limiti della formazione del giudicato in sede cautelare

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che dispone la condanna alle spese per il ricorrente in caso di rigetto; applicata dalla Corte

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Disposizione sull'obbligo di trasmissione della decisione quando la sentenza non comporta la rimessione in libertà: attivata dalla Corte

Massime di principio

  • In caso di concorso esterno in associazione mafiosa opera una presunzione relativa di adeguatezza della custodia cautelare in carcere: per ottenere la sostituzione con misure meno afflittive è necessario fornire elementi specifici, concreti e sopravvenuti che dimostrino l'impossibilità o l'elevata improbabilità che l'imputato possa ancora apportare contributi all'associazione.
  • La mera condanna in sede abbreviata non è automaticamente 'novum' rispetto alla valutazione cautelare quando la condotta accertata nella sentenza sia sostanzialmente coincidente con gli elementi già valutati in sede cautelare; anzi può consolidare la portata probatoria e la necessità della misura.
  • Il semplice decorso del tempo o il fatto di aver scontato un periodo di custodia non sono, di per sé, sufficienti a dimostrare l'affievolimento delle esigenze cautelari: il tempo deve essere accompagnato da fatti e comportamenti esterni che evidenzino un reale distacco dall'ambiente criminoso.
  • Intercettazioni, informative e condotte recenti antecedenti all'applicazione della misura assumono grande rilievo nella prognosi di pericolosità; la difesa deve contrastare tali elementi con prove positive di discontinuità e di perdita dei canali di collegamento con il sodalizio.
  • La possibilità di scontare gli arresti domiciliari in luogo distante e con presidio elettronico può essere valutata, ma richiede dimostrazione concreta dell'efficacia di tali misure nel prevenire contatti o condotte ulteriori (es. assenza di reti di rapporto, forte controllo esterno, elementi di dissociazione verificabili).

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