Cassazione Penale, Sentenza n. 36180/2024 del 27/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti censuravano la sentenza d'appello per vari motivi principali: errata qualificazione giuridica dei fatti (sostenevano che si trattasse di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ex art. 393 c.p. e non di estorsione ex art. 629 c.p.); mancata o insufficiente prova del dolo estorsivo e della partecipazione soggettiva di taluni (in particolare Ferri e Pantalone), con richiesta di riqualificazione o esclusione della loro responsabilità; contestazione dell'attendibilità delle dichiarazioni delle parti offese (in particolare delle deposizioni di Panfili) e della motivazione dei giudici di merito; doglianze sulla dosimetria della pena e sul mancato riconoscimento di circostanze attenuanti (art. 62 n.2, circostanze generiche, art. 114 c.p.), nonché istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Tiziana Nobili, Ettore Chiusano e Renato Pantalone, confermando le condanne di merito e disponendo la condanna alle spese e ad un contributo di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle Ammende; ha inoltre confermato la condanna dei ricorrenti, solidalmente con Ferri, alla rifusione delle spese delle parti civili. Quanto a Ferri Cristiano, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'episodio indicato come punto E) (per non aver commesso il fatto), ha dichiarato inammissibile il resto del ricorso e ha ridotto la pena complessiva di Ferri di 1 mese e 15 giorni di reclusione e di euro 150 di multa, rideterminandola in anni 6, mesi 4 e giorni 15 di reclusione e euro 5.350 di multa. La richiesta di patrocinio a spese dello Stato di Nobili è stata ritenuta inammissibile per difetto di competenza della Corte di cassazione su tale istanza.
Norme richiamate
art. 629 cod. pen.
Il reato di estorsione è stato ritenuto applicabile perché la pretesa vantata dalla Nobili era priva di titolo giuridico azionabile e fondata su una causa illecita (accettazione dell'incarico di "testa di legno"), sicché gli agenti miravano consapevolmente a ottenere un profitto contra ius.
art. 393 cod. pen.
Il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni è stato esaminato ma escluso: per essere applicabile la pretesa dell'agente deve essere, in astratto, ragionevolmente tutelabile davanti all'autorità giudiziaria e l'agente deve agire nella convinzione di esercitare un proprio diritto; qui la Corte ha ritenuto che tale requisito mancasse.
Giurisprudenza SS.UU. ('Filardo', 2020)
La pronuncia delle Sezioni Unite è richiamata come criterio di distinzione tra art. 393 e art. 629: occorre una verifica preliminare sulla effettiva idoneità della pretesa a tutela giudiziale e sulla buona fede ragionevole dell'agente; inoltre chiarisce i limiti del concorso del terzo nel reato proprio.
D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, artt. 93 e 96
Le norme sul patrocinio a spese dello Stato riservano ai giudici di merito la valutazione dell'ammissione; la Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta presentata direttamente in Cassazione perché l'istanza doveva essere proposta al magistrato che ha emesso il provvedimento impugnato.
art. 62 n.2 cod. pen.
La difesa chiedeva il riconoscimento dell'attenuante (situazione economica/societaria) per Nobili; la Corte ha ritenuto la censura non utilizzabile in cassazione per difetto di specifica richiesta in appello e di adeguata motivazione probatoria.
art. 62-bis cod. pen.
Richiamato in relazione alle attenuanti generiche: la Corte ha osservato che il giudice di merito ha adeguatamente motivato il rigetto delle attenuanti, valorizzando precedenti penali e altri elementi ritenuti decisivi.
art. 114 cod. pen.
La contestata applicazione dell'art. 114 (minore incidenza causale del singolo coautore) è stata valutata in senso negativo: per ottenere la riduzione è necessaria una partecipazione effettivamente marginale, non riscontrata nei fatti.
art. 81 cod. pen.
Richiamato nella costruzione del capo di imputazione come pluralità di episodi collegati dalla continuazione; utilizzato per spiegare la determinazione e poi la riduzione della pena in relazione al numero di episodi.
art. 110 cod. pen.
Riferito al concorso di persone nel reato: la Corte ha analizzato la partecipazione soggettiva e oggettiva dei vari imputati e ha confermato che, quando le condotte si integrano funzionalmente nell'impresa delittuosa, ciascun concorrente risponde degli eventi.
art. 606 cod. proc. pen.
La Corte ha richiamato i limiti delle censure ammissibili in cassazione: molte doglianze (sulla valutazione della prova e sulla motivazione di merito) sono di fatto insindacabili ove non ricorra vizio formale previsto dall'art. 606.
Massime di principio
- Per distinguere estorsione (art. 629) da esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393) il giudice deve preliminarmente verificare se la pretesa dell'agente sia in astratto suscettibile di tutela giudiziale e se l'agente agisse nella ragionevole convinzione di un proprio diritto; in mancanza di tale requisito la fattispecie va inquadrata come estorsione.
- La valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni e la ricostruzione fattuale appartengono al giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo per vizi qualificati (contraddittorietà manifesta, illogicità, omissione di motivazione su punti decisivi).
- Il terzo che partecipa a una pretesa può essere responsabile di estorsione se il suo interesse è meramente strumentale e concorre consapevolmente nell'ottenere un profitto illecito; se il terzo ha un interesse proprio e ragionevole base giuridica la sua condotta può essere valutata diversamente.
- Le circostanze attenuanti (specifiche o generiche) devono essere richieste e sviluppate in modo concreto in sede di appello/per il merito: in Cassazione la loro mancata valutazione può essere inammissibile se non era oggetto di motivazione richiesta ai giudici di merito.
- Le istanze processuali di natura amministrativa (es. ammissione al patrocinio a spese dello Stato) devono essere presentate all'organo competente indicato dalla legge (giudice di merito); non sono valutabili direttamente dalla Corte di cassazione.
- Nella determinazione della pena per reati continuati o plurisoggettivi occorre chiarire la base della pena e gli aumenti per ogni episodio; la correzione di un addebito (es. esclusione di un episodio) comporta la rideterminazione aritmetica della pena.
- In casi di concorso di persone, la responsabilità ricade anche su chi non abbia posto in essere l'azione tipica se il suo contributo si è inserito con efficacia causale nell'impresa criminosa complessiva.
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