Ordinanza n. 253/2026 - Bologna, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Questore di Bologna che ha revocato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il provvedimento è stato contestato sotto il profilo della legittimità dell’esercizio del potere amministrativo, con riferimento alla valutazione della pericolosità del ricorrente e alla conseguente revoca del titolo di soggiorno, nonché al mancato rilascio di un permesso ad altro titolo.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistente il fumus boni iuris. In questa fase, impregiudicata ogni diversa valutazione nel merito, il Collegio ha rilevato che il provvedimento impugnato è ampiamente motivato e che l’Amministrazione ha esercitato legittimamente la propria ampia discrezionalità, rappresentando in modo compiuto e non manifestamente illogico la pericolosità del ricorrente. Tale valutazione è stata ritenuta idonea a giustificare anche il mancato rilascio di un permesso di soggiorno ad altro titolo. Non viene esplicitata una distinta valutazione del periculum in mora. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.
art. 9 d.lgs. 286/1998
Il testo richiama il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ma non esplicita una specifica interpretazione della disposizione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito il presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
È stato richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- In sede cautelare, il fumus boni iuris può essere negato quando il provvedimento di revoca del titolo di soggiorno risulti ampiamente motivato e dia conto, in modo compiuto e non manifestamente illogico, della pericolosità dello straniero.
- La valutazione amministrativa della pericolosità dello straniero rientra in un’ampia discrezionalità dell’Amministrazione; in sede cautelare essa supera il vaglio giudiziale quando sia adeguatamente rappresentata e non risulti manifestamente illogica.
- La valutazione di pericolosità posta a fondamento della revoca del permesso di soggiorno può giustificare anche il mancato rilascio di un permesso di soggiorno ad altro titolo.
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