Cassazione Penale, Sentenza n. 31271/2025 del 18/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Lecce che aveva rigettato il gravame avverso l'ordinanza del GIP applicativa della custodia cautelare in carcere. Unico motivo principale: inosservanza o erronea applicazione degli artt. 275 e 275-bis c.p.p., nonché vizio di motivazione per mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità e omessa/erronea valutazione delle emergenze investigative e della documentazione prodotta. Nel dettaglio il ricorrente censura (i) l'errata valutazione del periodo di attività delittuosa (sostiene che i fatti risalgono a gennaio-febbraio 2022 e non fino a luglio 2022); (ii) l'erronea considerazione di un presunto arresto o rinvenimento significativo nella perquisizione, mentre risulterebbe solo un ritrovamento di 0,9 g di marijuana contestato come violazione amministrativa; (iii) l'insufficienza e intempestività della misura cautelare, posto che l'indagato avrebbe interrotto i rapporti con i complici e intrapreso un'attività lavorativa, circostanze che avrebbero dovuto escludere esigenze cautelari; (iv) la mancata considerazione dell'interrogatorio e dell'assenza di riscontri investigativi successivi al febbraio 2022.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso. La decisione richiama che il ricorso non contesta i gravi indizi di colpevolezza riconosciuti dai giudici di merito in relazione ai vari episodi contestati, tra cui la partecipazione ad un'associazione finalizzata al narcotraffico (capo 4B). I giudici di merito hanno applicato la presunzione relativa prevista dall'art. 275, comma 3, ultimo periodo, c.p.p., secondo la quale in presenza di gravi indizi per taluni delitti deve essere applicata la custodia cautelare in carcere salvo elementi contrari. La Corte ritiene legittima la valutazione del Tribunale che ha ritenuto insufficienti il modesto impiego lavorativo e il presunto cambiamento di vita per escludere il pericolo di reiterazione; ha inoltre ritenuto rilevante il controllo del 21/10/2024 in compagnia di una persona poi arrestata per reati in materia di stupefacenti, come elemento indicativo di legami criminali persistenti. Le deduzioni difensive ritenute meramente fattuali e non adeguatamente provate sono state escluse. Il ricorso è quindi infondato e respinto; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali. La Cancelleria è incaricata degli adempimenti di legge.
Norme richiamate
art. 275 c.p.p.
quando esistono gravi indizi di colpevolezza in ordine a uno dei delitti di cui all'art. 51, commi 3-bis e 3-quater, [...] deve essere applicata la custodia cautelare in carcere a meno che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari o che, in relazione al caso concreto, esse possono essere soddisfatte con altre misure
Applicata dai giudici di merito come presunzione relativa che obbliga all'applicazione della custodia carceraria in presenza di gravi indizi per taluni reati, salvo prove concrete fornite dalla difesa dell'insussistenza delle esigenze cautelari
art. 275-bis c.p.p.
Richiamata nel ricorso come norma la cui corretta applicazione sarebbe stata omessa/erronea; la Corte non ha ritenuto fondata la censura sulla sua applicazione rispetto ai fatti e alle valutazioni di merito
art. 51, commi 3-bis e 3-quater c.p.p.
Richiamati come riferimento per i delitti che attivano la speciale presunzione di custodia cautelare prevista dall'art. 275; il delitto associativo in materia di stupefacenti rientra tra quelli indicati
D.P.R. n. 309/1990, artt. 73 e 74
Norme sostanziali in materia di stupefacenti che disciplinano i delitti contestati (traffico, detenzione e associazione finalizzata al traffico di droga); i fatti contestati sono stati qualificati alla luce di queste disposizioni
art. 110 cod. pen.
Norma sul concorso di persone nel reato, richiamata per la configurazione della partecipazione concorrente dell'indagato nelle condotte di spaccio e rifornimento
art. 81, comma finale, cod. pen.
Richiamata quale valutazione della partecipazione e delle circostanze aggravanti nel concorso di reati
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.
Norme che individuano i motivi di cassazione dedotti dal ricorrente (vizi di motivazione e inosservanza di norme processuali), utilizzate per enunciare i motivi del ricorso
art. 94, comma I-ter, disp. att. c.p.p.
Richiamata in ordine agli adempimenti della Cancelleria qualora la decisione non comporti la rimessione in libertà del ricorrente
Massime di principio
- Quando sussistono gravi indizi per reati previsti tra quelli indicati dall'art. 51 (compresi delitti associativi e connessi al narcotraffico), opera una presunzione relativa a favore della custodia cautelare in carcere ex art. 275 c.p.p.; spetta alla difesa fornire elementi concreti e probatori per superare tale presunzione
- La mera produzione di circostanze fattuali non adeguatamente provate (es. affermazioni su rapporti familiari o collegamenti) non è sufficiente a dimostrare l'assenza di esigenze cautelari; la prova deve essere documentale o fondata su elementi probatori solidi
- Il ritrovamento di una modesta quantità di stupefacente per uso personale può essere valutato in modo neutro o sfavorevole a seconda del contesto investigativo e non necessariamente sminuisce la rilevanza di precedenti indagini che mostrino una partecipazione continuativa a una rete di spaccio
- Un periodo di lavoro sporadico o limitato nel tempo non basta, da solo, a dimostrare un 'radicale cambiamento di vita' e ad escludere il pericolo di reiterazione, soprattutto se le indagini documentano partecipazioni pregresse e contatti successivi con soggetti ritenuti attivi nel mercato degli stupefacenti
- I controlli o le frequentazioni successive, anche se non immediatamente coincidenti con nuovi arresti, possono essere utilizzati come indizi della persistenza di legami criminali e quindi a sostegno del mantenimento della misura cautelare
- In sede di impugnazione cautelare in Cassazione il sindacato riguarda principalmente la corretta applicazione del diritto e la rappresentazione logico-giuridica degli argomenti; le valutazioni di merito sui fatti e sull'apprezzamento della prova sono difficilmente rimproverabili se adeguatamente motivate
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