Cassazione Penale, Sentenza n. 31252/2025 del 18/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di condanna per il possesso e la commercializzazione di circa 1 kg di cocaina: 1) contestano l'utilizzabilità delle captazioni acquisite tramite Ordine europeo di indagine dalla Autorità giudiziaria francese, lamentando violazioni procedurali e la mancata conservazione di una copia forense dell'originale; 2) censurano l'affidabilità dell'identificazione delle voci nelle intercettazioni, ritenendola equivocabile; 3) impugnano il riconoscimento della recidiva/peggior favorevole valutazione della pericolosità sociale a loro carico.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi come manifestamente infondati. Ha ritenuto legittima l'utilizzazione delle captazioni acquisite tramite Ordine europeo di indagine, applicando i principi richiamati nella giurisprudenza delle Sezioni unite e affermando che la disciplina applicabile è l'art. 270 c.p.p.; ha escluso rilievo dalla mancata produzione di una copia forense o dell'algoritmo, in assenza di specifica allegazione di errore nella decrittazione o nella trascrizione; ha ritenuto corretta la valutazione identitaria basata su circostanze e contenuti delle conversazioni e sulla valutazione probatoria del giudice, con onere della parte che contesta di portare elementi oggettivi contrari; ha confermato la valutazione della recidiva per entrambi alla luce della natura, della gravità e della continuità della condotta pregresse. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 270 cod. proc. pen.
La Corte ritiene che l'acquisizione, tramite autorità giudiziaria straniera mediante Ordine europeo di indagine, delle risultanze di captazione debba essere disciplinata dall'art. 270 c.p.p.; i requisiti di utilizzabilità sono stati ritenuti soddisfatti nel caso concreto.
art. 234-bis cod. proc. pen.
Richiamato indirettamente per negare la sua applicabilità alla acquisizione di captazioni eseguite da autorità estere; la Corte precisa che la disciplina applicabile è invece l'art. 270 c.p.p.
Sezioni unite, Corte di cassazione, ordinanza n. 23756, 14 giugno 2024
Giurisprudenza di riferimento che chiarisce i limiti e le condizioni per l'utilizzabilità delle captazioni acquisite tramite autorità estere e il rilievo della mancata produzione di elementi tecnici solo se accompagnata da specifica allegazione di erroneità nella decrittazione o trascrizione.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma invocata per la condanna alle spese processuali e per la liquidazione a favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Le captazioni acquisite tramite Ordine europeo di indagine sono valutate secondo l'art. 270 c.p.p.; la loro ammissibilità richiede l'accertamento dei requisiti previsti e può essere confermata anche senza copia forense locale se non viene specificamente allegata l'erroneità della decrittazione o della trascrizione.
- La mancata produzione dell'algoritmo o della copia forense non è rilevante di per sé: la parte che contesta deve allegare fatti concreti e specifici che dimostrino l'errore nella decrittazione o nella trascrizione per giustificare ulteriori accertamenti.
- In tema di intercettazioni, l'identificazione dei parlanti può essere fondata su elementi contesto-contenutistici e su riconoscimenti da parte di operatori di polizia o giudici; non è sempre necessaria una perizia fonica, salvo che la parte che contesta fornisca indizi oggettivi di confusione o di errore.
- La valutazione della recidiva considera non solo la temporalità dei precedenti ma anche la tipologia, la gravità e la continuità di contatto con ambienti criminali: precedenti gravi e successivi possono giustificare la ricorrenza dell'aggravante.
- Le doglianze di carattere generale o meramente insinuatorie sono inefficaci in Cassazione: devono essere formulate con specificità e sostenute da elementi probatori per superare la valutazione di legittimità.
- I ricorsi privi di prospettazione specifica dei vizi sono spesso dichiarati inammissibili o manifestamente infondati; pertanto la difesa deve puntare su censure precise e documentate.
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