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Sentenza

Sentenza n. 3458/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento per l'annullamento, previa istanza cautelare, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: A) del decreto di occupazione d''urgenza ex art. 22 bis del D.P.R.n.327/01 n.1510 del 25/6/24 nella parte in cui dispone l’occupazione d’urgenza della particella n.1089 del foglio n.34; Per quanto riguarda i motivi aggiunti depositati da IZZO FRANCESCO il 30\6\2025, per l’annullamento, previa istanza cautelare: B) della determinazione ex. art. 14 – quater L. 241/90, a firma del Responsabile Unico del Procedimento dell’Ente Autonomo Volturno srl (di seguito, per brevità, “EAV”), di conclusione positiva della Conferenza di servizi decisoria in forma simultanea e modalità sincrona del 5/2/25, notificata il suc-cessivo 16/4/25, avente ad oggetto l’approvazione del progetto «Realizzazione deposito officina Piscinola – Di Vittorio. Linea metropolitana EAV Aversa – Piscinola – 2^fase, CUP: F91820001110007 – Deposito di Giugliano» e suo perfezionamento ad ogni fine urbanistico ed edilizio, nonché per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità, ai sensi degli artt. 8,10,11 e 12 DPR 327/2001”;

Giustizia amministrativa202403724

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto di occupazione d’urgenza relativo a una particella catastale e determinazione conclusiva positiva della conferenza di servizi per l’approvazione di un progetto ferroviario, l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni e soggetto attuatore)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, con il ricorso introduttivo, il decreto di occupazione d’urgenza adottato ai sensi dell’art. 22-bis del d.P.R. 327/2001, limitatamente alla particella di sua proprietà. Con motivi aggiunti ha impugnato la determinazione conclusiva della conferenza di servizi decisoria, adottata ai sensi dell’art. 14-quater l. 241/1990, relativa all’approvazione del progetto per la realizzazione di un deposito-officina della linea metropolitana, nonché al perfezionamento urbanistico ed edilizio del progetto, all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità. Il testo della sentenza non riporta l’esposizione dei singoli motivi di illegittimità, richiamando la ricostruzione contenuta in una precedente ordinanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso e i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che le parti avevano transatto la controversia e che il ricorrente aveva depositato una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, sottoscritta anche dai procuratori delle parti costituite. In assenza di repliche o di richieste contrarie, il giudice ha applicato il principio dispositivo: la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse impedisce la decisione nel merito e impone la declaratoria di improcedibilità. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione della natura della decisione e della concorde richiesta delle parti.

Norme richiamate

  • art. 22-bis d.P.R. 327/2001

    Il ricorso introduttivo aveva a oggetto un decreto di occupazione d’urgenza adottato ai sensi di tale disposizione; la sentenza non ne esamina la legittimità nel merito.

  • art. 14-quater l. 241/1990

    I motivi aggiunti riguardavano la determinazione conclusiva della conferenza di servizi decisoria; anche tale atto non è stato esaminato nel merito.

  • artt. 8, 10, 11 e 12 d.P.R. 327/2001

    Le disposizioni erano richiamate nell’atto conclusivo della conferenza di servizi in relazione all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità; la sentenza non ne valuta l’applicazione.

Massime di principio

  • La dichiarazione del difensore, riferibile alla parte, di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, non contrastata dalle altre parti, comporta l’improcedibilità del ricorso, poiché il principio dispositivo impedisce al giudice amministrativo di decidere nel merito una controversia divenuta priva di interesse.
  • Quando le parti hanno transatto la controversia e il ricorrente dichiara il sopravvenuto difetto di interesse, il giudizio deve essere definito con una pronuncia di improcedibilità, salvo che emergano richieste contrarie o diverse ragioni processuali.
  • La concorde richiesta delle parti e la natura della pronuncia di improcedibilità giustificano, in assenza di elementi contrari, la compensazione integrale delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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