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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45212/2024 del 09/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Napoli che, nel riesame del sequestro probatorio disposto sul denaro rinvenuto durante perquisizioni, aveva revocato il sequestro sulla somma di euro 7.000 ma confermato il vincolo reale sulla somma di euro 20.160 rinvenuta nell'abitazione ritenuta coniugale. Angelina Conforti denunciava nullità del decreto e carenza/illogicità della motivazione, sostenendo che la somma di euro 20.160 era stata vincolata come presunto profitto di reato senza finalità probatorie e che la decisione risultava contraddittoria rispetto alla restituzione della somma di euro 7.000; sosteneva inoltre che la somma di 20.160 appartenesse esclusivamente a lei per ragioni estranee al reato contestato a Giampiero Federico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo nel complesso infondato e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il riesame in Cassazione, in materia di sequestro, è ammesso solo per violazione di legge e che le censure sulla motivazione sono ammissibili solo se la motivazione è inesistente o meramente apparente. Ha altresì evidenziato che il terzo opponente al sequestro può dedurre soltanto la propria disponibilità esclusiva e l'assenza di collegamenti personali con la provenienza illecita del bene, non potendo sindacare le ragioni processuali che hanno giustificato il sequestro. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale, che ha spiegato i motivi per cui ha ritenuto l'appartenenza della somma di euro 20.160 all'indagato (criterio dell'importo, relazioni personali e luogo di rinvenimento), nonché la differenziazione rispetto alla somma minore di euro 7.000.

Norme richiamate

  • art. 441 cod. pen.

    Articolo indicato per descrivere il reato contestato a Giampiero Federico; fornisce il contesto del procedimento penale rispetto al quale è stato disposto il sequestro

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 4, n. 43480 del 30/09/2014; Sez. 3, n. 23713 del 23/04/2024)

    Richiamata per i principi applicabili al sequestro probatorio: il ricorso per cassazione in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge e la motivazione può essere sindacata in Cassazione solo se inesistente o meramente apparente; il terzo opponente può dedurre unicamente la propria titolarità esclusiva e l'assenza di legami con l'illecita provenienza del bene

Massime di principio

  • In materia di sequestro probatorio il ricorso per cassazione è limitato a vizio di legge; le critiche alla valutazione di merito non sono ammissibili se non attengono a manifesta assenza di motivazione
  • Un terzo che contesta un sequestro può validamente agire solo dimostrando la propria disponibilità esclusiva del bene o l'assenza di collegamenti con la provenienza illecita; non può sindacare le esigenze probatorie dell'indagine
  • La diversità di trattamento tra somme rinvenute in luoghi diversi (es. abitazione coniugale vs altra abitazione) può giustificare il mantenimento del vincolo su una somma e la restituzione di un'altra, purché il giudice motivi le ragioni concrete di tale differenziazione
  • La motivazione del giudice deve spiegare perché il denaro sia ritenuto riconducibile all'indagato (es. importo, luogo di rinvenimento, relazioni personali); l'assenza di tale spiegazione può rendere la decisione vulnerabile in sede di cassazione se la motivazione è meramente apparente
  • Quando si impugna un provvedimento cautelare, è utile per il terzo focalizzarsi su prove documentali o indici che attestino la titolarità esclusiva o l'origine lecita del bene, perché le argomentazioni che attaccano le finalità investigative non sono rilevanti per la sua posizione

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