Cassazione Penale, Sentenza n. 3337/2024 del 26/01/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale e funzionale riguardante un procedimento per reati (associazione per delinquere, rapina aggravata, ricettazione, sequestro di persona, violazione norme armi, e reati di intercettazione ex art. 617-bis c.p.) connessi ad altro procedimento pendente presso la Procura di Bari. Il GUP di Foggia aveva dichiarato la propria incompetenza (sentenza 5/12/2018) ritenendo competente il Tribunale di Bari ai sensi degli artt. 51, commi 3-bis e 3-quinquies, e 328 c.p.p.; il GUP di Bari, ricevuti gli atti e a fronte della richiesta di rinvio a giudizio, ha invece sollevato conflitto negativo (ordinanza 26/05/2023) ritenendo che, per effetto di sviluppi processuali (tra cui il transito alla fase di giudizio e la contestazione di reati ritenuti commessi prima nel circondario di Foggia), dovesse prevalere la competenza per territorio del Tribunale di Foggia.
La decisione
La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha affermato la competenza del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bari. Ha ritenuto prevalente l'interpretazione secondo cui l'art. 51 (comma 3-bis e 3-quinquies) istituisce una deroga assoluta ai criteri ordinari di competenza per territorio: quando un reato elencato nella norma (qui l'art. 617-bis c.p.) è stato oggetto di iscrizione e pendenza nella fase delle indagini preliminari presso l'ufficio distrettuale, la vis attractiva permane anche se il pubblico ministero ha disgiunto o trasmesso separatamente le posizioni per i reati connessi o ha chiesto il rinvio a giudizio. La separazione disposta dal P.M. non dissolve il vincolo di connessione né la competenza distrettuale, salvo che il reato qualificante venga eliminato definitivamente (es. archiviazione). Di conseguenza gli atti sono stati disposti in favore della competenza del GUP di Bari.
Norme richiamate
art. 51 cod. proc. pen. (commi 3-bis e 3-quinquies)
Stabilisce una deroga assoluta ai criteri ordinari di competenza per territorio per i reati elencati, attribuendo la competenza all'ufficio del pubblico ministero e al giudice del capoluogo distrettuale; la fattispecie qualificante esercita una "vis attractiva" sui reati connessi anche se più gravi, e tale competenza, radicatasi in fase di indagini preliminari, persiste salvo la definitiva emersione della causa di estinzione della pendenza del reato qualificante.
art. 12 cod. proc. pen.
Definisce i presupposti della connessione tra reati; la connessione è criterio autonomo di attribuzione della competenza e alimenta la vis attractiva prevista dall'art. 51 quando ricorrono i presupposti.
art. 328 cod. proc. pen.
Richiamato per il potere del giudice di dichiarare incompetenza e per i profili di regolazione della competenza funzionale; la disciplina conferma il carattere speciale della competenza distrettuale in presenza dei reati elencati.
art. 16 cod. proc. pen.
Norma ordinaria sulla competenza per territorio la cui efficacia è derogata dall'art. 51 quando ricorrono i reati indicati; il principio non prevale sulla deroga assoluta.
art. 335 cod. proc. pen.
Riguarda l'iscrizione della notizia di reato; la persistenza dell'iscrizione del reato qualificante nel registro è elemento decisivo per la conservazione della competenza distrettuale.
art. 32 cod. proc. pen.
Predisposizione della Corte a decidere il conflitto di competenza; norma procedurale che disciplina l'intervento della Corte risolutiva del conflitto.
art. 23 d.l. n. 137/2020 (norme su requisitoria)
Richiamato in relazione alla partecipazione del Procuratore generale con requisitoria scritta; non incide direttamente sulla questione di merito ma sulla procedura di intervento dell'Autorità requirente.
Principio costituzionale della precostituzione del giudice naturale
Principio fondamentale che limita la possibilità per il pubblico ministero di determinare la competenza con scelte operative; rafforza l'effetto vincolante della competenza già radicata per connessione.
Massime di principio
- Se in fase di indagini preliminari è stato contestato un reato ricompreso nell'elenco di cui all'art. 51 (3-bis / 3-quinquies), la competenza si radica nell'ufficio del pubblico ministero e nel giudice del capoluogo distrettuale e esercita una vis attractiva sui reati connessi, anche più gravi.
- La separazione dei procedimenti disposta dal pubblico ministero o la trasmissione separata degli atti non dissolve automaticamente la connessione né la competenza distrettuale originata dall'art. 51: è necessaria l'effettiva estinzione della pendenza del reato qualificante (es. archiviazione) per far venir meno la competenza speciale.
- Per valutare la competenza in casi di connessione occorre guardare alla situazione processuale nella fase delle indagini preliminari (iscrizione/iscrizioni e pendenza), perché tale momento è decisivo per il radicamento della competenza funzionale.
- Quando esistono provvedimenti contrastanti tra giudici di sedi diverse sulla medesima materia, è opportuno proporre il conflitto di competenza: la Corte nomofilattica dirime la controversia facendo prevalere i criteri normativi e i principi costituzionali (perpetuatio iurisdictionis, precostituzione del giudice naturale).
- La separazione operata dal P.M. può incidere sulla competenza solo se comporta l'effettivo venir meno del reato qualificante (es. archiviazione) o, in casi particolari, la dichiarazione di insussistenza degli elementi di reato con effetti tali da eliminare la pendenza; altrimenti la competenza distrettuale persiste.
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