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Ordinanza

Ordinanza n. 13358/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento Impugnazione del decreto del Ministero dell'Interno n. K10/-OMISSIS-/R, di data 11 maggio 2023, a firma del Sottosegretario di Stato On. Wanda Ferro, di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana, notificato a mezzo raccomandata di data 29.8.2023, inviata dalla Prefettura di Pordenone in data 30.8.2023 / richiesta di annullamento dell'atto impugnato

Giustizia amministrativa202314704

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto ministeriale di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana per possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno che ha rigettato la domanda di concessione della cittadinanza italiana. Il diniego è stato motivato dal rilievo che, nel corso dell'istruttoria, erano emersi elementi concernenti il richiedente tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Ai fini della decisione, il Collegio ha ritenuto necessario acquisire la documentazione istruttoria posta a fondamento del provvedimento, oppure una relazione dell'Amministrazione che esponga le specifiche ragioni per cui gli atti non possano essere trasmessi. La documentazione dovrà essere depositata con le cautele necessarie alla tutela delle fonti informative e a evitare pregiudizi all'attività di intelligence, mediante eventuali stralci e omissis.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Ha disposto specifici incombenti istruttori a carico del Ministero dell'Interno, ordinando il deposito della documentazione istruttoria rilevante, con le cautele necessarie per proteggere le fonti e l'attività di intelligence, oppure di una relazione motivata sulle ragioni ostative alla trasmissione degli atti. Il deposito dovrà avvenire entro il 5 ottobre 2026 secondo modalità riservate e in doppia busta. La visione della documentazione è stata riservata al Collegio e al difensore nella camera di consiglio istruttoria del 7 ottobre 2026, senza possibilità di estrarne copia, per consentire l'esercizio dell'attività difensiva. La trattazione è stata quindi rinviata. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate quale base per la richiesta e l'acquisizione di elementi istruttori nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Base normativa per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei diritti o della dignità dell'interessato.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata nel trattamento e nella pubblicazione dei dati personali.

Massime di principio

  • Quando il diniego di concessione della cittadinanza è fondato su elementi attinenti alla possibile pericolosità per la sicurezza della Repubblica, il giudice amministrativo può disporre l'acquisizione della documentazione istruttoria posta a fondamento dell'atto, anche imponendo modalità riservate di deposito e consultazione.
  • La tutela delle fonti informative e dell'attività di intelligence può giustificare l'acquisizione di documenti con stralci od omissis e, qualora l'Amministrazione ritenga di non poterli trasmettere, la presentazione di una relazione che esponga le specifiche ragioni dell'impedimento.
  • Le cautele di riservatezza nella consultazione della documentazione istruttoria devono essere bilanciate con l'esigenza di consentire l'attività difensiva, anche mediante visione riservata degli atti da parte del difensore senza estrazione di copia.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoTutela cautelare

Testo integrale

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