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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18438/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della decisione che ha rigettato l'istanza di rescissione del giudicato relativa alla sentenza del Tribunale di Ancona del 16/03/2022. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata redazione del verbale di elezione/dichiarazione di domicilio al momento del primo rintraccio dopo la dichiarazione di irreperibilità e per la successiva incongrua dichiarazione di assenza, sostenendo che tali profili avrebbero inciso sui suoi diritti partecipativi e sulla consapevolezza della pendenza del processo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la rescissione del giudicato sia uno strumento straordinario volto a rimuovere patologie che non sono state intercettate e risolte nel corso del processo di cognizione; nel caso di specie il ricorrente aveva già sollevato analoghe eccezioni davanti al Tribunale di Ancona, che le aveva respinte e la decisione era divenuta irrevocabile. Pertanto il rimedio straordinario è stato considerato surrogatorio di un'impugnazione ordinaria non proposta. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende, come sanzione pecuniaria.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna al pagamento delle spese processuali e l'imposizione di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso infondato/irricevibile; applicata per sanzionare l'impugnazione ritenuta inammissibile e valutare profili di colpa dell'impugnante.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 2, n. 27134 del 18/05/2023 (El Hadji); Sez. U, n. 15498 del 26/11/2020 dep. 2021 (Lovric); Sez. U, n. 32848 del 17/07/2014 (Burba)

    La rescissione del giudicato è uno strumento eccezionale: può operare solo se le lesioni dei diritti partecipativi non sono state individuate e sanate nel processo di cognizione. Non può sostituire un'impugnazione ordinaria né rinnovare eccezioni già dedotte e decise nel primo grado.

Massime di principio

  • La rescissione del giudicato è ammissibile solo quando si dimostra che la violazione dei diritti partecipativi dell'imputato non è stata rilevata o sanata nei normali gradi di cognizione; non può essere usata per riproporre questioni già dedotte e decide dal giudice di merito.
  • Se l'imputato ha avuto possibilità di partecipare o è stato comunque avvisato (es. notifica del verbale d'udienza), sussiste una presunzione di conoscenza che ostacola la domanda di rescissione per mancata conoscenza del processo.
  • Le eccezioni procedurali rilevabili in sede di cognizione devono essere tempestivamente sollevate e, se ritenute infondate, non possono poi costituire base valida per la rescissione; chi non esercita l'impugnazione ordinaria perde in genere la possibilità di ottenere rimedi straordinari.
  • Tentare ricorsi straordinari quando sussistono alternative ordinarie espone al rischio di condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; valutare sempre la fondatezza e la tempestività delle impugnazioni.
  • Per aumentare le chance di successo in casi di mancata notifica o irreperibilità, è necessario provare l'incolpevolezza dell'assenza di conoscenza del processo e che la patologia non sia stata già affrontata e risolta nel giudizio di merito.

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