Sentenza del 15/12/2020 n. 28563 - Corte di Cassazione
Tributi locali (comunali, provinciali, regionali) - Tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972 ici - Concessionario di area demaniale marittima titolare di stabilimento balneare - Disciplina successiva alla modifica di cui all'art. 18, comma 3, l. n. 388 del 2000 - Imposta - Applicabilità - Verifica della natura reale od obbligatoria del diritto di costruire - Necessità - Esclusione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento ICI relativo all'anno 2002 su ampia area demaniale portuale concessa al Consorzio; questioni principali: (i) se, dopo la modifica normativa (art. 18, comma 3, L. n. 388/2000), il concessionario sia soggetto passivo ICI anche per le aree demaniali scoperte senza accertare la natura reale od obbligatoria del diritto, (ii) legittimità della determinazione provvisoria della rendita e dell'accertamento comunale in presenza di inerzia del contribuente, (iii) applicabilità del termine quinquennale di decadenza fissato dal Comune, (iv) applicabilità di sanzioni per omesso versamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso del Consorzio nonché il ricorso incidentale. Ha affermato che, dalla annualità 2001, il concessionario di aree demaniali è soggetto passivo ICI (art. 18, comma 3, L. n. 388/2000), con obbligo anche formale, eliminando la necessità di accertare effetti reali/obbligatori della concessione. Il Comune poteva liquidare l'imposta sulla base di una rendita provvisoria e procedere ad accertamento in presenza dell'inerzia del contribuente. Le aree scoperte sono state ritenute assoggettabili a ICI se autonome e indispensabili allo svolgimento dell'attività del concessionario; pertanto l'avviso è legittimo anche rispetto alle aree scoperte. Le sanzioni sono applicabili in presenza di colpa del contribuente, ritenuta nella reiterata negligenza del Consorzio nella regolarizzazione catastale. Sono state compensate le spese del grado di merito; il Consorzio è condannato alle spese della Cassazione.
Norme richiamate
L. n. 388 del 2000, art. 18, comma 3
nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario
Ha modificato il D.lgs. n. 504/1992 disponendo che il concessionario è soggetto passivo ICI; la Corte interpreta la norma come rendente il concessionario obbligato anche formalmente, facendo venire meno la necessità di accertare la realtà degli effetti della concessione.
D.lgs. n. 504 del 1992 (articoli 1, 3, 5, 7, 11 citati)
Quadro normativo dell'ICI; la modifica operata dalla L. n. 388/2000 incide sull'art. 3 comma 2 e la disciplina degli accertamenti (art. 11) consente al Comune di procedere in via presuntiva quando il contribuente è inerte.
D.lgs. n. 446 del 1997, art. 59
Attribuisce ai comuni la facoltà di disciplinare aspetti dell'imposta, tra cui il termine di decadenza per l'accertamento; la delibera comunale che fissa un termine più lungo è legittima se non opera retroattivamente.
L. n. 296 del 2006 (Finanziaria 2007), art. 1 (commi citati)
Menziodata nel controricorso/ricorso incidentale sul punto dell'abrogazione/introduzione di termini di decadenza; la Corte esclude applicazione retroattiva del nuovo termine quinquennale quando non compatibile con principi di certezza.
L. n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente), art. 3
Rilevante nella verifica di retroattività e di tutela dei contribuenti; la Corte la considera compatibile con la delibera comunale che ha introdotto il termine quinquennale per le annualità future.
D.lgs. n. 472 del 1997, art. 5
Nelle violazioni punite con sanzioni amministrative ciascuno risponde della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa
Stabilisce il principio della responsabilità personale e la necessità della colpa per l'applicazione delle sanzioni amministrative tributarie; la Corte lo applica per affermare la legittimità delle sanzioni nella specie, per colpa del contribuente.
Leggi e decreti catastali (L. n. 1249 del 1939; DPR n. 1142 del 1949)
Attribuiscono competenza all'Agenzia del Territorio per l'attribuzione delle rendite catastali; nondimeno il Comune può procedere ad accertamento presuntivo in caso di inerzia del contribuente.
Decreto Legge n. 262 del 2006, art. 2, comma 40 (conv. L. n. 286/2006)
Usato per richiamare il principio che in certe categorie catastali non possono essere inclusi immobili aventi autonoma funzione reddituale; rilevante per la valutazione dell'autonomia funzionale delle aree scoperte.
Massime di principio
- Dalla annualità 2001 il concessionario di aree demaniali è soggetto passivo ICI: non è più necessario accertare se la concessione produca effetti reali (diritto reale) o solo obbligatori per individuare la tassabilità.
- Il Comune può procedere a liquidare e ad accertare l'ICI sulla base di una rendita provvisoria quando il contribuente omette di richiedere il classamento; non sussiste un obbligo preventivo del Comune di chiedere la rendita all'Agenzia in tutti i casi di inerzia del contribuente.
- Aree demaniali scoperte possono essere assoggettate a ICI se presentano autonomia funzionale e reddituale o sono indispensabili per lo svolgimento dell'attività del concessionario: la loro natura di "aree scoperte" non comporta automaticamente esenzione.
- Le sanzioni tributarie amministrative sono applicabili solo se sussiste elemento soggettivo di colpa (negligenza, imperizia o inosservanza): l'assenza di dolo non esclude automaticamente la sanzione se è dimostrabile colpa del contribuente.
- Deliberazioni comunali che fissano termini di decadenza più lunghi sono legittime se non operate retroattivamente e se l'estensione del termine è giustificata e riferita a periodi non ancora consolidati al momento della delibera.
- In sede di cassazione non è possibile proporre nuove questioni di fatto non trattate nel merito: le censure devono essere state sollevate nei precedenti gradi di giudizio per essere ammesse.
- Se il contribuente è inerte nella regolarizzazione catastale, l'ente impositore rientra nei suoi poteri procedere presuntivamente all'accertamento, senza che ciò configuri un'onere aggiuntivo a carico del Comune di ottenere preventivamente il classamento dall'Agenzia.
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