Sentenza del 15/12/2020 n. 248 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione dell'avviso di accertamento n. xxxxxxxx/2010 relativo all'IRPEF e addizionali regionali per l'anno 2005, che aveva recuperato a tassazione il maggior reddito di partecipazione (e conseguente maggiore imposta) derivante da somme distratte dallo studio associato e ritenute emolumenti professionali non dichiarati. Nel ricorso e nelle conclusioni venivano indicati numeri di avvisi diversi (errore materiale nella parte conclusiva), con conseguente incertezza sull'atto effettivamente impugnato.
La decisione
Il giudice d'appello ha respinto l'appello e confermato la sentenza di primo grado che aveva dichiarato l'inammissibilita del ricorso per incertezza assoluta sull'oggetto della domanda ai sensi dell'art. 18 D.Lgs. 546/1992. La Corte ha ritenuto che, nonostante l'esame complessivo dell'atto, non fosse possibile individuare con certezza quale avviso fosse impugnato, soprattutto alla luce dei numerosi avvisi e contenziosi collegati allo studio e della qualifica professionale dell'appellante. Condanna dell'appellante alle spese del grado, liquidate in Euro 5.000,00 oltre accessori.
Norme richiamate
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 18
comma 4; punto 1 lett. d)
L'art. 18 disciplina i requisiti del ricorso e l'inammissibilita per incertezza dell'oggetto. Il giudice può dichiarare inammissibile il ricorso quando non e possibile individuare il petitum. La norma va interpretata restrittivamente ma impone comunque che la parte specifichi sufficientemente l'oggetto della domanda.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 22
Richiamato dalla ricorrente per sostenere che le cause di inammissibilita debbano applicarsi solo in casi estremi; tuttavia la Corte ha ritenuto applicabile l'art. 18 per la concreta incertezza dell'atto introduttivo.
Massime di principio
- Il ricorso tributario deve indicare con precisione l'atto impugnato e l'oggetto della domanda; errori materiali nel numero dell'avviso possono compromettere l'ammissibilita se rendono incerta l'individuazione del petitum.
- Il giudice ha l'obbligo di tentare di individuare l'oggetto del ricorso esaminando l'atto nel suo complesso, ma tale opera non puo sostituire la chiara determinazione dell'oggetto demandata alla parte.
- In presenza di piu avvisi e di contenziosi collegati la parte, soprattutto se professionista, e tenuta a maggiore cura nella specificazione dell'atto impugnato; la sua qualifica puo aggravare l'onere di precisione.
- Se l'errore e meramente materiale, la parte deve tempestivamente rettificarlo o integrare il ricorso o chiedere l'ammissione di correzione entro termini utili, allegando documentazione probante (copia dell'avviso effettivamente ricevuto).
- In casi analoghi e consigliabile allegare al ricorso copia dell'atto impugnato e indicare chiaramente il petitum per evitare l'inammissibilita e il rischio di soccombenza, con conseguente condanna alle spese.
- Le disposizioni sull'inammissibilita vanno interpretate in senso restrittivo per non ledere le garanzie processuali, ma non esonerano la parte dall'onere minimo di specificazione richiesto dalla legge.
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