Cassazione Penale, Sentenza n. 32069/2024 del 06/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso contro la sentenza di condanna per il reato di introduzione nel territorio e commercio di prodotti con segni falsi (1.674 calzature con marchi contraffatti "Adidas" e "Saucony"). Il ricorrente ha proposto due motivi: (1) violazione dell'art. 606, lett. e) c.p.p. per manifesta illogicità ed eventuale travisamento della prova, sostenendo che la valutazione delle risultanze processuali è errata; (2) violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. per mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto provata la destinazione alla vendita delle calzature contraffatte (esposte in negozio, con contraffazione celata che emergeva rimuovendo parti), osservando che la presenza della Guardia di Finanza e l'assenza di vendite non escludevano la responsabilità. Sul primo motivo la Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità: la Cassazione non può rinnovare la valutazione del merito né sovrapporre la propria lettura delle prove a quella del giudice di merito; il dedotto travisamento non è stato specificato né dimostrato come decisivo e non è stata rispettata l'autosufficienza richiesta al ricorrente. Sul secondo motivo il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche è stato ritenuto una valutazione discrezionale congruamente motivata (rilevante quantità di merce contraffatta e assenza di elementi favorevoli) e quindi non sindacabile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen., lett. e)
Limita il controllo della Cassazione alla verifica della motivazione; non consente una rinnovata valutazione del merito. Il "travisamento della prova" è deducibile solo se indicato in modo specifico e se la prova travisata è decisiva; grava sul ricorrente l'onere di autosufficienza.
art. 609 cod. proc. pen.
Richiamato quale limite cognitivo insieme all'art. 606: la Corte di cassazione non può eccedere nei poteri di riesame del merito.
art. 133 cod. pen.
Definisce i criteri per il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; la valutazione dei criteri soggettivi e oggettivi è discrezionale e, se adeguatamente motivata, non sindacabile in sede di legittimità.
art. 533 cod. proc. pen.
Il principio della condanna "oltre ogni ragionevole dubbio" non modifica il limite del sindacato di legittimità: non legittima la Cassazione a rinnovare la valutazione delle prove già compiuta dal giudice di merito.
Massime di principio
- La Corte di cassazione verifica la completezza e la correttezza della motivazione, non i fatti: non è competente a riconsiderare il quadro probatorio in termini sostanziali.
- Il vizio di travisamento della prova è ammissibile in Cassazione solo se indicato in modo specifico e riguarda un dato probatorio decisivo; il ricorrente deve adempiere all'onere di autosufficienza (esporre e/o allegare gli atti decisivi).
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è una valutazione discrezionale del giudice di merito: se motivata con elementi oggettivi (es. grande quantità di merce contraffatta, assenza di elementi favorevoli) non è sindacabile in Cassazione.
- La semplice richiesta di una "rivisitazione" della valutazione del primo giudice, senza nuove argomentazioni o indicazione di specifici errori decisivi, è insufficiente per ottenere il riesame giudiziale in sede di legittimità.
- Nelle ipotesi di commercio di prodotti con segni falsi, l'esposizione della merce e modalità di occultamento dei marchi (anche se visibili solo dopo rimozione di parti) possono essere valutate come prova della destinazione alla vendita.
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