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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18039/2023 del 02/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili perché, prima della decisione, i ricorrenti hanno rinunciato ai ricorsi per sopravvenuta carenza di interesse: il G.i.p. ha emesso il 09/03/2023 un provvedimento autorizzatorio relativo al bene sottoposto a sequestro, e in data 13/03/2023 gli imputati hanno rinunciato, rendendo vano il motivo dell'impugnazione. La Corte ha dunque dichiarato l'inammissibilità dei ricorsi all'udienza del 24/03/2023

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha convalidato il sequestro preventivo relativo all'area, ai manufatti e ai rifiuti in Belpasso, contestando che le violazioni contestate alla ditta Motta & Cavallaro s.n.c. riguardassero operazioni di mera sistemazione e riordino autorizzate da un provvedimento autorizzatorio precedente ancora efficace; inoltre sostengono che il nuovo provvedimento autorizzativo (AUA n.1/22) era subordinato a sopralluogo mai effettuato e quindi non produceva effetti

Norme richiamate

  • D.L.vo 152/2006, art. 256 comma 4

    art. 256, comma 4, D.L.vo 152/2006

    La norma viene indicata come titolo del reato per cui è stato eseguito il sequestro (illecita gestione/rilascio di rifiuti); nella sentenza la Corte non entra nel merito della qualificazione delle attività contestate, limitandosi a registrare che il provvedimento cautelare era stato adottato sulla base di tale contestazione

  • D.L. 137/2020, art. 23 comma 8

    art. 23 comma 8 D.L. 137/2020

    Richiamato solo in relazione alla modalità di trattazione del ricorso (procedura ex art. 23 c.8 del D.L. 137/2020); non incide sul merito sostanziale ma sul percorso processuale seguito per l'esame del ricorso

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso da parte dell'impugnante può determinare l'inammissibilità quando sopraggiunge una carenza di interesse dovuta a un atto successivo che rimuove l'oggetto della controversia (es. provvedimento autorizzatorio che riguarda il bene sottoposto a sequestro)
  • Se un provvedimento successivo sopperisce o annulla l'effetto cautelare impugnato, il motivo di impugnazione diventa privo di interesse e il giudice può dichiarare inammissibile o improcedibile il ricorso
  • Nelle impugnazioni di misure cautelari ambientali è cruciale preservare l'interesse processuale fino alla pronuncia definitiva: atti amministrativi intervenuti in corso di causa possono estinguere la materia del contendere
  • Quando il ricorrente sostiene che l'attività era autorizzata da precedenti provvedimenti, è necessario produrre e documentare efficacemente la continuità e l'efficacia di tali autorizzazioni al momento dei fatti per contrastare il sequestro
  • Questioni procedurali (es. condizioni di efficacia di un'AUA subordinata a sopralluogo) possono essere decisive, ma se successivamente viene emesso un provvedimento autorizzatorio pienamente efficace la controversia sostanziale può perdere di rilevanza
  • In sede di impugnazione cautelare conviene valutare tempestivamente la possibilità di ottenere l'annullamento o la modifica del provvedimento amministrativo che ha determinato il sequestro per evitare la perdita di interesse processuale

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