Sentenza del 22/01/2018 n. 172 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Imposte sui redditi - Accertamento induttivo - Società in accomandita semplice - Movimentazione bancaria socio accomandante - Presunzioni semplici.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la legittimità dell'accertamento induttivo fondato sui versamenti e prelevamenti effettuati su un conto corrente formalmente intestato al socio accomandante. L'Amministrazione ha ritenuto che, in virtù del rapporto societario, tali operazioni fossero riferibili alla società e costituissero ricavi non dichiarati. Il contribuente poteva superare tale presunzione dimostrando, anche mediante presunzioni semplici, che le movimentazioni erano estranee all'attività sociale.
La decisione
La movimentazione del conto corrente del socio accomandante è stata ritenuta riferibile alla società in accomandita semplice, poiché la mera esistenza del rapporto societario consente di presumere che le operazioni siano state effettuate nell'interesse della società. Di conseguenza, versamenti e prelevamenti possono essere imputati a ricavi societari, salvo prova contraria fornita dal contribuente. L'esito è quindi favorevole all'Amministrazione finanziaria.
Norme richiamate
Disciplina dell'accertamento induttivo delle imposte sui redditi
L'Amministrazione può ricostruire induttivamente i ricavi sulla base di elementi presuntivi, comprese le movimentazioni bancarie, purché il contribuente abbia la possibilità di fornire una prova contraria.
Presunzioni semplici
Le movimentazioni bancarie del socio accomandante possono essere presuntivamente riferite alla società in ragione del rapporto societario. La presunzione non è assoluta e può essere superata con elementi documentali o con altre presunzioni semplici idonee a dimostrare l'estraneità delle operazioni all'attività sociale.
Disciplina della società in accomandita semplice
Il rapporto societario costituisce un elemento sufficiente, in assenza di prova contraria, per collegare alla società le operazioni bancarie effettuate dal socio accomandante.
Massime di principio
- Le operazioni bancarie personali di un socio possono essere imputate alla società quando esiste un rapporto societario idoneo a far presumere che egli abbia agito nell'interesse dell'impresa.
- La presunzione derivante dalla movimentazione bancaria non è irrefragabile: il contribuente deve però dimostrare concretamente l'origine e la destinazione privata delle somme, preferibilmente mediante documentazione coerente e tracciabile.
- Versamenti e prelevamenti non adeguatamente giustificati possono essere considerati ricavi non dichiarati nell'accertamento fiscale.
- La contestazione non richiede necessariamente una prova diretta dell'utilizzo societario delle somme, poiché possono essere sufficienti presunzioni semplici dotate di gravità, precisione e concordanza.
- Per prevenire contestazioni, è opportuno mantenere separati i conti personali e quelli societari e conservare la documentazione relativa a ogni movimentazione estranea all'attività d'impresa.
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