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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37802/2025 del 20/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Farooq Abid impugna la sentenza di condanna (sfruttamento del lavoro ex art. 603-bis c.p., truffa e tentata estorsione) per: 1) improcedibilità di taluni fatti per superamento del termine massimo del giudizio d'appello ai sensi dell'art. 344-bis c.p.p. (segmenti dei reati verificatisi dall'1/1/2020 in poi); 2) nullità della notificazione del decreto di citazione in appello perché effettuata al difensore senza indagini sull'irreperibilità del destinatario; 3) illegittimità del rigetto della richiesta di giudizio abbreviato condizionato e mancata acquisizione delle indagini difensive; 4) vizio di motivazione sulla responsabilità per sfruttamento del lavoro, contestando la attendibilità della persona offesa e la mancanza di riscontri probatori a carico; 5) errata qualificazione della truffa come consumata nonostante l'assenza di un danno patrimoniale effettivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha dichiarato l'improcedibilità, ai sensi dell'art. 344-bis c.p.p., dei segmenti dei reati continuati relativi al capo 1) (sfruttamento) per i fatti del 01/01/2020 e 02/01/2020 e del capo 3) (tentata estorsione) per i fatti del 12/01/2020 e 20/01/2020, con annullamento della sentenza impugnata limitatamente alle statuizioni penali e civili connesse a tali segmenti e rinvio per nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio e sulle statuizioni civili. Ha respinto i motivi processuali relativi alla nullità della notifica e alla richiesta di abbreviato condizionato e ha ritenuto congrua la valutazione di attendibilità della persona offesa rispetto al capo 1) (sfruttamento), confermando la possibilità di fondare la condanna anche sulle dichiarazioni della persona offesa quando adeguatamente motivate e supportate da riscontri. Quanto al capo 2) (truffa), la Cassazione ha ritenuto che la sentenza di merito avesse indicato solo un danno potenziale e non provato, per cui ha annullato la qualifica di reato consumato e ha rinviato per nuovo accertamento sulla natura consumata o tentata del fatto e per la determinazione della pena.

Norme richiamate

  • art. 603-bis cod. pen.

    Reato di sfruttamento del lavoro

    La norma è passo centrale dell'accusa; la Corte di legittimità conferma che la valutazione del coinvolgimento può fondarsi anche sulle dichiarazioni della persona offesa se corredate da riscontri esterni

  • art. 344-bis cod. proc. pen.

    Improcedibilità dell'azione per superamento dei termini di durata massima del giudizio di impugnazione

    Applicata ai reati commessi dal 1/1/2020 in poi; nei reati continuati la norma opera in modo 'parziale' sul segmento temporale successivo alla predetta data, determinando improcedibilità solo per quelle porzioni

  • legge 27 settembre 2021 n. 134, art. 2 comma 5

    Rileva per la determinazione del termine massimo di durata (tre anni) per impugnazioni proposte entro il 31/12/2024

    Ha consentito di fissare il termine massimo di tre anni applicabile al caso concreto per il calcolo dell'improcedibilità

  • art. 585 e art. 544 cod. proc. pen.

    Termini per proporre impugnazione dopo sentenza di primo grado

    Utilizzati per calcolare la decorrenza del termine ai fini dell'art. 344-bis c.p.p.; termine di impugnazione ordinario è stato considerato per la decorrenza dei termini

  • art. 161 comma 4 cod. proc. pen.

    Notifica al difensore di fiducia in caso di irreperibilità del destinatario

    La notifica al difensore è stata ritenuta regolare e, in mancanza di tempestiva eccezione del difensore, idonea a sanare la presunta nullità

  • art. 184 cod. proc. pen.

    Sanzione della nullità per comportamento concludente/assenza di eccezione in udienza

    Richiamato per giustificare la sanatoria della presunta nullità di notifica non eccepita tempestivamente dal difensore

  • art. 458 comma 2 e art. 438 comma 4 cod. proc. pen.

    Disciplina del giudizio abbreviato nel giudizio immediato e delle ipotesi di abbreviato dopo deposito delle indagini difensive

    La disciplina del giudizio immediato non prevede la possibilità di chiedere abbreviato dopo l'acquisizione di indagini difensive come previsto per l'udienza preliminare; pertanto la richiesta condizionata è stata correttamente respinta

  • art. 158 cod. pen.

    Regola la decorrenza della prescrizione dal giorno in cui è cessata la consumazione

    Assunta a supporto dell'argomentazione che non esiste norma analoga per l'improcedibilità, ma comunque conforta l'applicazione parziale dell'art. 344-bis ai reati continuati

  • art. 192 comma terzo cod. proc. pen.

    Regole sulla valutazione delle dichiarazioni dei testimoni (eccezioni per la persona offesa)

    Ribadito che le dichiarazioni della persona offesa possono, se adeguatamente motivate e riscontrate, da sole fondare la condanna

Massime di principio

  • L'art. 344-bis c.p.p. può rendere improcedibili soltanto i segmenti temporali dei reati continuati che cadono dopo la data di decorrenza prevista (es. 1/1/2020), pertanto in reati continuati si applica una improcedibilità 'parziale' riferita ai singoli episodi successivi alla decorrenza
  • La notifica al difensore di fiducia effettuata ai sensi dell'art. 161 c.p.p. è efficace se il difensore non eccepisce tempestivamente in udienza: l'omessa ricerca domiciliare dell'ufficiale giudiziario può dar luogo al massimo a nullità sanabile
  • Nel giudizio immediato la richiesta di giudizio abbreviato dopo il deposito delle indagini difensive è normalmente incompatibile con la disciplina del rito immediato; i termini speciali del rito possono escludere richieste condizionate ammesse in altri riti
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono, se idoneamente motivate e sostenute da riscontri (anche indiretti come localizzazioni GPS, intercettazioni, documenti o altre testimonianze), fondare la condanna; la censura in Cassazione richiede l'indicazione di manifeste contraddizioni o argomentazioni meramente congetturali
  • Nel reato di truffa il danno patrimoniale deve essere concreto e non meramente potenziale per configurare la consumazione; in assenza di prova di un danno effettivo l'ipotesi più corretta può essere la tentata truffa e va disposta la valutazione di merito da parte del giudice di rinvio

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