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Sentenza

Sentenza n. 3590/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: - del provvedimento del Comune di Marano di Napoli - Settore Ambiente - Servizio Attività produttive/Ufficio SUAP prot. n. -OMISSIS- 2026, avente a oggetto “Diniego di rinnovo dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività funebre - Conferma del divieto di prosecuzione dell’attività di cui al-OMISSIS- - Presa d’atto della permanenza/pendenza del giudizio amministrativo R.G. n. -OMISSIS- innanzi al TAR Campania Sezione III”; - di ogni atto, anche endoprocedimentale e non conosciuto, consequenziale, connesso, preordinato e presupposto, comunque lesivo degli interessi della ricorrente;

Giustizia amministrativa202602423

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse. Gli atti sopravvenuti — la presa d’atto comunale della precedente sentenza di annullamento e la riapertura del procedimento di rinnovo — hanno fatto venir meno l’efficacia del provvedimento impugnato e, conseguentemente, l’interesse attuale alla decisione di merito. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell’esito in rito del giudizio.

TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività funebre e conferma del divieto di prosecuzione dell’attività

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, il provvedimento comunale con cui era stato negato il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività funebre ed era stato confermato il precedente divieto di prosecuzione dell’attività. Nel corso del giudizio il Comune ha rappresentato di avere preso atto di una precedente sentenza della stessa Sezione, che aveva annullato il provvedimento antecedente di sospensione dell’attività, revoca dell’autorizzazione e divieto di prosecuzione, e di avere comunicato la riapertura del procedimento di rinnovo. Ha inoltre dedotto che, alla luce di tali atti sopravvenuti, il provvedimento impugnato aveva perso efficacia.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Sentenza in forma semplificata

    Ha consentito la definizione del giudizio in camera di consiglio, sentite le parti, con sentenza semplificata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti e degli altri soggetti menzionati.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti e della dignità delle parti mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La sopravvenuta perdita di efficacia dell’atto impugnato, conseguente ad atti amministrativi successivi adottati in attuazione o presa d’atto di una pronuncia giudiziale, determina il venir meno dell’interesse attuale alla decisione e comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse.
  • La riapertura del procedimento amministrativo relativo al rilascio o al rinnovo del titolo richiesto può rendere improcedibile l’impugnazione del precedente diniego quando, per effetto degli atti sopravvenuti, il provvedimento impugnato non produce più effetti lesivi attuali.

Come è indicizzato

MaterieAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoria

Testo integrale

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