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Sentenza

Sentenza n. 5344/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo (Sezione Prima) n. 496/2025.

Giustizia amministrativa202603808

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Abruzzo che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione amministrativa sulla controversia relativa alla decadenza da un contributo per tardiva presentazione della domanda di saldo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha appellato la sentenza del TAR che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario. Ha sostenuto che il ricorso di primo grado non riguardasse soltanto la decadenza dal contributo già concesso, ma anche gli atti regionali che avevano fissato il termine per la presentazione della domanda di saldo e disciplinato le conseguenze della sua violazione, nonché gli atti di proroga dei termini per il completamento dei lavori e per la presentazione della domanda di saldo. Secondo l’appellante, tali atti avrebbero dovuto essere conosciuti dal giudice amministrativo, mentre il TAR avrebbe erroneamente ravvisato il difetto di giurisdizione anche rispetto al secondo motivo del ricorso. La controversia traeva origine dall’ammissione del Comune a un contributo nell’ambito del programma di sviluppo rurale regionale, dalla successiva presentazione tardiva della domanda di saldo, dal rigetto della richiesta di proroga per assenza di forza maggiore, dalla dichiarazione di irricevibilità della domanda di saldo e dalla conseguente dichiarazione di decadenza dal sostegno.

La decisione

L’appello è stato respinto. Il Consiglio di Stato ha applicato il consolidato criterio di riparto secondo cui, prima dell’attribuzione del contributo, l’aspirante è titolare di un interesse legittimo; dopo l’adozione del provvedimento di concessione, sorge invece un diritto soggettivo alla concreta erogazione, salvo che l’amministrazione eserciti poteri autoritativi di autotutela, annullando o revocando il beneficio per vizi di legittimità o per originario contrasto con l’interesse pubblico. La controversia esaminata riguarda la decadenza dal contributo già concesso per il successivo inadempimento del beneficiario all’obbligo di presentare tempestivamente la domanda di saldo. Essa attiene quindi alla fase esecutiva del rapporto e alla verifica dell’adempimento di un obbligo condizionante l’erogazione o la permanenza del beneficio, senza esercizio di autotutela sulla fase pubblicistica di ammissione; la relativa cognizione spetta al giudice ordinario. La circostanza che il Comune avesse contestato anche gli atti presupposti, concernenti i termini di presentazione della domanda e le conseguenze della loro violazione, non modifica il riparto di giurisdizione: tali atti incidono sulle modalità esecutive del rapporto e possono essere disapplicati dal giudice ordinario ai sensi dell’art. 5 dell’allegato E alla l. n. 2248/1865, ove la loro illegittimità costituisca questione pregiudiziale rispetto alla decisione sul diritto soggettivo al contributo. La stessa conclusione vale per gli atti di proroga, richiamati dal Comune esclusivamente per contestare la decadenza. Il Collegio ha distinto il caso da una precedente pronuncia nella quale la giurisdizione amministrativa era stata affermata perché la controversia riguardava una modifica sopravvenuta della disciplina sostanziale della procedura e dei costi ammissibili, con incidenza su un interesse legittimo. Le spese del grado sono state integralmente compensate in ragione della difesa meramente formale della Regione.

Norme richiamate

  • art. 5, allegato E, l. n. 2248/1865

    può disapplicare gli atti amministrativi presupposti

    Nelle controversie devolute alla giurisdizione ordinaria aventi a oggetto diritti soggettivi, il giudice ordinario può disapplicare gli atti amministrativi presupposti, anche quando sia parte una pubblica amministrazione, se la loro illegittimità costituisce questione pregiudiziale alla decisione.

  • artt. 38 e 60 c.p.a.

    La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata in sede camerale, previo avviso alle parti.

  • allegato 10 al bando del programma di sviluppo rurale Regione Abruzzo 2014-2022

    Prevedeva l’obbligo di presentare tempestivamente la domanda di saldo, la cui violazione poteva determinare la decadenza dal contributo.

Massime di principio

  • Dopo l’adozione del provvedimento di concessione di un contributo, la controversia sulla concreta erogazione o sulla decadenza per inadempimento del beneficiario agli obblighi esecutivi condizionanti il beneficio appartiene alla giurisdizione ordinaria, perché riguarda il diritto soggettivo del beneficiario e non l’esercizio di un potere autoritativo di autotutela.
  • La giurisdizione amministrativa permane nella fase successiva alla concessione del contributo quando la mancata erogazione, il ritiro o la revoca derivino dall’esercizio di poteri autoritativi di annullamento per vizi di legittimità o di revoca per originario contrasto con l’interesse pubblico.
  • Nelle controversie devolute al giudice ordinario aventi a oggetto il diritto soggettivo al contributo, gli atti amministrativi presupposti relativi alle modalità esecutive del rapporto possono essere disapplicati ai sensi dell’art. 5 dell’allegato E alla l. n. 2248/1865, se la loro illegittimità costituisce una questione pregiudiziale.
  • La contestazione di atti amministrativi presupposti o di proroga dei termini non attribuisce di per sé la controversia alla giurisdizione amministrativa quando tali atti siano richiamati esclusivamente per contestare la decadenza dal contributo per inadempimento e non siano oggetto di autonoma contestazione riferita alla fase pubblicistica di attribuzione del beneficio.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiGiurisdizione e ripartoAppello
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizionePrincipio di legalità e tipicità

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