Cassazione Civile, Ordinanza n. 35355/2022 del 01/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (importatore)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento con cui l'Ufficio doganale ha rettificato, ai fini di maggiori dazi e IVA all'importazione, il valore in dogana delle merci importate nel 2014 da fabbricanti extra UE, includendovi i diritti di licenza corrisposti dalla società importatrice alla licenziante titolare del marchio; è stato inoltre irrogato un provvedimento sanzionatorio. La Commissione tributaria provinciale aveva annullato gli atti, ma la CTR, in appello dell'Agenzia, aveva riformato la decisione. In cassazione la società ha proposto undici motivi: il primo denunciava motivazione apparente e violazione delle norme sul contenuto della sentenza e sul processo tributario, lamentando che la CTR avesse aderito in modo apodittico alla tesi dell'Ufficio senza spiegare perché, nel caso concreto, le royalties dovessero essere aggiunte al valore doganale e senza esaminare le doglianze sulla duplicazione dell'IVA, sulle sanzioni e sugli interessi; gli altri motivi prospettavano omessa pronuncia su eccezioni relative a competenza/legittimazione dell'ufficio, violazione delle norme doganali europee in tema di valore in dogana e diritti di licenza, omesso esame di fatti decisivi, e illegittimità delle sanzioni per incertezza normativa, sproporzione e altre violazioni invocate.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, assorbendo tutti gli altri. Ha affermato che la motivazione della CTR era solo apparente: la sentenza d'appello, pur richiamando i presupposti teorici per l'inclusione delle royalties nel valore in dogana, non aveva indicato gli elementi concreti e il percorso logico-giuridico da cui desumere, nel caso specifico, il controllo della licenziante sul produttore estero e quindi il necessario legame tra venditore/fabbricante e licenziante. Manca dunque la spiegazione del perché il pagamento delle royalties costituirebbe condizione di vendita delle merci importate. Per questa ragione la sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
norma invocata per denunciare violazioni di legge sostanziale e processuale in tema di valore doganale e motivazione della decisione
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
norma invocata per denunciare nullità della sentenza per motivazione apparente e omessa pronuncia
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
norma invocata per omesso esame di fatti decisivi, ma il vizio rilevante è stato ricondotto alla motivazione apparente
art. 132 c.p.c.
richiamato come parametro del requisito di motivazione della sentenza
art. 118 disp. att. c.p.c.
richiamato come parametro del requisito di motivazione della sentenza
art. 36 d.lgs. n. 546 del 1992
richiamato come parametro del contenuto della sentenza tributaria
art. 112 c.p.c.
richiamato nei motivi di ricorso per omessa pronuncia
artt. 87 e 101 Reg. UE 9 ottobre 2013 n. 952
invocati dalla ricorrente in tema di disciplina doganale
art. 143, par. 1, lett. e), art. 157, par. 2, artt. 159 e 160 Reg. CEE 2454/1993
disciplinano l'aggiunta dei diritti di licenza al valore doganale solo al ricorrere di requisiti cumulativi e, in particolare, della condizione di vendita e del legame/controllo rilevante
art. 32, comma 1, lett. c), Reg. CEE n. 2913/1992
prevede l'inclusione nel valore doganale dei corrispettivi e diritti di licenza dovuti come condizione della vendita
artt. 1362 e 1363 c.c.
richiamati dalla ricorrente per l'interpretazione dei contratti rilevanti ai fini del rapporto di licenza
artt. 2727 e 2729 c.c.
richiamati per la prova presuntiva dei fatti costitutivi della pretesa doganale
artt. 115 e 116 c.p.c.
richiamati per il dedotto omesso esame e la valutazione delle prove
artt. 220 e 239 c.d.c.
richiamati nei motivi della ricorrente in relazione alla disciplina doganale
art. 232 c.d.c.
richiamato nei motivi della ricorrente in relazione alla disciplina doganale
art. 7 d.lgs. n. 472 del 1997
invocato per contestare le sanzioni amministrative tributarie e il principio di proporzionalità
art. 12, comma 5, d.lgs. n. 472 del 1997
invocato per contestare l'applicazione delle sanzioni
art. 32 del codice doganale comunitario
norma centrale: il valore di transazione può essere aumentato dei diritti di licenza solo se essi si riferiscono alle merci e costituiscono condizione della vendita
art. 157, par. 2, del regolamento n. 2454/93
richiede che il pagamento del diritto di licenza si riferisca alle merci oggetto di valutazione e sia condizione di vendita
art. 159 del regolamento n. 2454/93
specifica le condizioni per l'aggiunta delle royalties quando il diritto di licenza riguarda marchi di fabbrica
art. 160 del regolamento n. 2454/93
prevede che, se il diritto è versato a un terzo, la condizione di vendita sussiste solo se il venditore o persona legata ne impone il pagamento
art. 12 delle preleggi
richiamato per l'interpretazione delle norme sul sindacato di legittimità della motivazione
art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134
ha rimodulato il vizio di motivazione ex art. 360, n. 5 c.p.c. verso il 'minimo costituzionale'
art. 380 bis c.p.c.
richiamato nel procedimento camerale per la proposta del relatore
Massime di principio
- La motivazione è apparente, e quindi la sentenza è nulla, quando il giudice enuncia formule o richiami astratti ma non rende percepibile il percorso logico-giuridico seguito per decidere il caso concreto.
- Nel giudizio di legittimità, il controllo sulla motivazione è ridotto al minimo costituzionale: è censurabile solo l'anomalia motivazionale che si traduce in assenza sostanziale di motivazione, non la mera insufficienza argomentativa.
- Ai fini dell'inclusione delle royalties nel valore in dogana, non basta che il diritto di licenza esista o sia collegato al marchio: occorre verificare in concreto se esso riguardi le merci importate e costituisca una condizione di vendita.
- La condizione di vendita ricorre solo se, nei rapporti tra venditore o soggetto a esso legato e acquirente, il pagamento del corrispettivo sia tale che il venditore non sarebbe disposto a vendere senza di esso.
- Quando il diritto di licenza è pagato a un terzo, l'aggiunta al valore doganale richiede che il venditore o un soggetto ad esso legato abbia imposto o richiesto tale pagamento.
- L'accertamento doganale fondato sull'aggiunta delle royalties deve essere sorretto da elementi concreti che dimostrino il controllo del licenziante sulla scelta del produttore e sull'attività produttiva o commerciale; in mancanza, la decisione è viziata.
- In presenza di motivazione apparente sul punto decisivo, restano assorbiti gli ulteriori motivi di ricorso relativi alle altre questioni sostanziali o sanzionatorie.
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