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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31123/2024 del 30/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo disposto sui veicoli ritenuti utilizzati per il trasporto di gasolio di contrabbando. La ricorrente denunciava carenza/insufficienza di motivazione, sosteneva di aver acquistato i mezzi dopo l'inizio delle indagini (pertanto di buona fede), allegava una certificazione a sostegno della non utilizzazione dei mezzi per la società incriminata e lamentava che il Tribunale avrebbe errato nel valutare la buona fede riferendola al momento dell'utilizzo anziché a quello dell'acquisto; inoltre richiamava vicende di cessione/vendita di altri mezzi da parte della C&R per negare la verosimiglianza dell'ipotesi di trasferimento simulato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione adeguata, facendo propri gli argomenti del GIP: i veicoli erano stati utilizzati per commettere reati quando erano ancora di proprietà della C&R Trasporti e vi erano molteplici indizi che le cessioni fossero finalizzate a sottrarre i beni al sequestro, con conseguente assenza della buona fede dell'acquirente. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile la censura per omessa motivazione perché generica e priva della precisa indicazione delle doglianze e del loro contenuto dimostrativo. Ha respinto le altre allegazioni (certificazione e presunte vendite estere) come non convincenti o generiche. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 322-bis c.p.p.

    Norma che disciplina il rito del riesame (Tribunale) per i provvedimenti cautelari: indica il tipo di impugnazione del provvedimento e il relativo procedimento.

  • art. 44 d.lgs. 504/1995

    Consente il sequestro preventivo sui beni utilizzati per commettere le violazioni tributarie previste dal decreto; qui invocato per il vincolo su veicoli usati nel trasporto di gasolio di provenienza illecita.

  • art. 301 d.P.R. 43/1973

    Disciplina il sequestro e la restituzione dei beni; contiene la previsione relativa alla buona fede del terzo acquirente e le condizioni per la restituzione dei beni sottoposti a vincolo.

  • art. 125 comma 3 in relazione all'art. 321 comma 1 c.p.p.

    Richiamati dalla ricorrente come presunta violazione procedurale e di motivazione dell'ordinanza d'appello; la Corte precisa che il sindacato in Cassazione è ammesso solo per specifiche violazioni di legge o vizi motivazionali gravi e che il ricorso deve esporre con precisione le doglianze.

  • art. 49 comma 1 e art. 40 comma 4 d.lgs. 504/1995

    Norme sostanziali che integrano l'ipotesi di trasporto di prodotto di contrabbando (fattispecie penal-tributaria) che hanno costituito il fondamento dell'indagine e del rischio di confisca/sequestro dei mezzi.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo di beni utilizzati per reati tributari è legittimo se sussistono indizi specifici che collegano gli oggetti al reato; il giudice deve motivare l'apprezzamento probatorio in modo coerente e analitico.
  • La buona fede del terzo acquirente è valutata al momento dell'acquisto: per ottenere la restituzione è necessario provare concretamente l'assenza di conoscenza della destinazione illecita dei beni e che la cessione non sia stata finalizzata ad eludere provvedimenti ablativi.
  • In Cassazione i motivi devono essere specifici: non è sufficiente lamentare genericamente omissioni o mancanza di confronto con le censure dell'appello; occorre indicare esattamente quali questioni sono state omesse e perché la motivazione sarebbe radicalmente viziata.
  • Documenti o certificazioni contrarie all'accusa devono essere concreti e offrire elementi tali da confutare gli indizi prospettati; allegazioni generiche (es. vendite a estero senza dettagli) sono spesso inidonee a incidere sull'esito del provvedimento cautelare.
  • Chi propone un ricorso dichiarato inammissibile può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie se non emergono elementi che giustifichino l'inammissibilità.

Testo integrale

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