Cassazione Penale, Sentenza n. 43698/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato la misura interdittiva (divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e uffici direttivi per la durata di 1 anno) disposta dal GIP. La misura era motivata da gravi indizi relativi a due fattispecie contestate: 1) bancarotta per distrazione per la cessione a prezzi di favore di due rami d'azienda della fallita a società riconducibili agli Amoddio (GEPA e GCA/GGA), e 2) bancarotta preferenziale per il versamento, senza titolo, di euro 240.000 dalla fallita alla GGA che poi aveva pagato la banca Monte dei Paschi di Siena, in danno degli altri creditori. Il ricorrente (difeso) lamentava violazioni di legge e carenze motivazionali: omissione di considerazione di documentazione favorevole (sentenza civile di rigetto della revocatoria, nota tecnica che giustificava i pagamenti, transazioni con il fallimento, assenza di sottrazione di documenti fiscali, decorso del tempo e collaborazione), e contestava la sussistenza dell'attualità delle esigenze cautelari.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese. Ha ritenuto congrua e adeguata la motivazione del Tribunale del Riesame: il giudice di merito ha correttamente distinto la più ampia piattaforma probatoria disponibile nel procedimento penale rispetto a quella civile, ha valutato le prove e le note tecniche difensive ritenendole insufficienti a escludere i gravi indizi, e ha illustrato in modo coerente i fatti che formano il quadro indiziario (denunce e accertamenti tributari, cessioni successive, acquisto quote e consulenza tecnica). Ha altresì ritenuto attuali le esigenze cautelari nonostante il tempo trascorso, perché gli Amoddio risultano ancora titolari dei beni riconducibili alle società beneficiarie e potrebbe sussistere il rischio di reiterazione delle condotte in vista della definizione delle vertenze con l'Agenzia delle Entrate.
Norme richiamate
art. 292 disp. att. c.p.p.
comma 2, lett. c)-bis e comma 2-ter
Regole sul contenuto della motivazione del provvedimento di riesame e sull'obbligo di considerare le censure difensive; la Corte ha ritenuto che il Tribunale del Riesame abbia adeguatamente risposto alle osservazioni difensive.
art. 274 c.p.p.
Norma sulle esigenze cautelari e sulla valutazione della loro attualità; la Corte ha ritenuto che il Tribunale del Riesame abbia correttamente motivato la persistenza delle esigenze cautelari nonostante il tempo intercorso.
art. 192 c.p.p.
Distinzione tra prova indiziaria e gravità degli indizi: la Corte ha richiamato che per la misura cautelare è sufficiente una qualificata probabilità di colpevolezza (gravi indizi), diversa dalla prova critica richiesta per la condanna.
art. 173 disp. att. c.p.p.
Limiti alla trattazione dei motivi in cassazione; il ricorso è stato esaminato nei limiti previsti dalle disposizioni sulle modalità di impugnazione.
Massime di principio
- La valutazione probatoria in sede penale è più ampia di quella civile: un rigetto della revocatoria in sede civile non esclude automaticamente la sussistenza di gravi indizi penali quando emergano elementi d'indagine non valutati in sede civile.
- Il giudice del riesame deve motivare specificamente il rigetto delle doglianze difensive, ma tale motivazione può ritenere irrilevanti documenti difensivi se questi non contrastano efficacemente il quadro indiziario ricostruito.
- Per l'applicazione di misure cautelari personali è sufficiente la presenza di gravi indizi (qualificata probabilità di responsabilità), che è un criterio meno stringente rispetto alla prova richiesta per la condanna definitiva.
- Il semplice trascorrere del tempo non annulla automaticamente l'attualità delle esigenze cautelari; occorre valutare se permangono rischi concreti, come la disponibilità di beni che possono agevolare reiterazioni o l'influenza sull'istruttoria.
- Transazioni civili o pagamenti a favore del fallimento possono influire sulla valutazione del rischio e sulla percezione difensiva, ma non dispongono automaticamente l'inesistenza del reato se dagli atti emergono elementi che configurano distrazione o preferenza verso soggetti correlati.
- In situazioni analoghe, è fondamentale documentare e dimostrare tempestivamente la legittimità degli atti (valutazioni economiche, motivazioni delle cessioni, provvedimenti amministrativi o civili) e spiegare perché non sussiste il rischio di reiterazione, per incidere efficacemente sulla valutazione delle esigenze cautelari.
Testo integrale
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