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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51225/2023 del 21/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Napoli che aveva riformato la decisione di primo grado ritenendo Amato e Perillo responsabili dei reati di corruzione e di falso in atto pubblico fidefaciente (capi A) e B)). Le principali censure riguardavano: la qualificazione di Amato quale "pubblico ufficiale" per il rilascio della certificazione EIPASS e la natura di atto pubblico del certificato; la mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale e la valutazione della prova testimoniale (in particolare la deposizione di Pontrandolfo); profili procedurali proposti da Perillo (nullità per immediato, omesso interrogatorio, utilizzabilità delle intercettazioni eseguite con ausilio di personale/mezzi privati, richiesta di integrazione probatoria).

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso di Amato (con estensione a Perillo) limitatamente ai capi A) e B), annullando senza rinvio la sentenza di condanna per quei capi perché il fatto non sussiste: la Corte ha ritenuto che il Campus Academy non avesse poteri certificativi pubblici al tempo dei fatti e che la Certipass aveva ottenuto l'accreditamento per il rilascio delle certificazioni EIPASS solo dopo gli eventi contestati. Il ricorso del Perillo è stato invece dichiarato inammissibile nel resto: le censure procedurali sono state ritenute infondate o generiche. Conseguentemente la condanna di Perillo è stata rideterminata limitatamente ai capi C) e D) (pena fissata in anni 4 e mesi 6 di reclusione) come dal primo giudice.

Norme richiamate

  • D.M. n. 59 del 2008

    punto 7 tabella valutazione titoli

    Il D.M. equipara l'EIPASS a un "attestato di addestramento professionale" valido ai fini di attribuzione di punteggio nei concorsi, ma ciò non attribuisce automaticamente natura di atto pubblico né conferisce poteri certificativi pubblici ai centri privati

  • D.lgs. n. 13 del 16 gennaio 2013

    Definisce l'"ente titolato" al rilascio delle certificazioni: senza autorizzazione o accreditamento da parte dell'ente pubblico titolare o norma statale/regionale, non si può riconoscere potere di certificazione e quindi pubblicistica la posizione dell'ente privato

  • Direttiva n. 170/2016

    Disciplina l'accreditamento degli enti di formazione: l'avvenuto accreditamento per la formazione non equivale automaticamente a riconoscimento di funzioni certificative pubbliche prima della data di effettivo accreditamento per le certificazioni

  • Art. 2699 cod. civ. (richiamato nella giurisprudenza)

    La nozione di atto pubblico in sede penale è più ampia di quella civilistica, ma occorre comunque che l'atto abbia attitudine a rilevare internamente nella pubblica amministrazione per assumere valore pubblico

  • Art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Regola la rinnovazione dell'istruttoria: l'appellante deve indicare con precisione le prove richieste e la loro rilevanza; la Corte non era obbligata a rinnovare prove il cui apporto non fosse decisivo o non specificato

  • Art. 453 cod. proc. pen.

    commi relativi al giudizio immediato

    Il giudizio immediato, anche nella sua forma custodiale, è compatibile con il proseguimento di indagini su altri profili non ostative all'instaurazione del rito quando sussiste evidenza della prova e/o custodia cautelare

  • Art. 268, comma 3, cod. proc. pen.

    L'utilizzo di impianti o ausili di privati per intercettazioni è ammissibile se le operazioni avvengono sotto il diretto controllo degli organi di polizia giudiziaria; la presenza di tecnico esterno non invalida automaticamente la utilizzabilità

  • Artt. 319, 321, 479 cod. pen.

    Norme sostanziali relative ai reati contestati (corruzione, falso, disposizione sull'aggravante e sulle pene); la sentenza applica e interpreta queste norme rispetto alla qualificazione del soggetto e della natura dell'atto

  • Legge 19 gennaio 1942, n. 86

    Riferimento normativo che ha storicamente equiparato, in alcuni casi, le scuole private parificate alle scuole statali ai fini della qualificazione del personale come pubblico ufficiale

Massime di principio

  • La semplice utilizzazione di un titolo privato in graduatorie o concorsi pubblici (attribuzione di punteggio) non trasforma automaticamente la certificazione privata in atto pubblico né conferisce al soggetto che lo rilascia la qualifica di pubblico ufficiale: occorre un accreditamento/autorità pubblica vigente che attribuisca potere certificativo
  • Per rovesciare un'assoluzione il giudice d'appello deve fornire una motivazione rafforzata che affronti puntualmente e confuti le argomentazioni del giudice di primo grado; decisioni sommative possono essere annullate in cassazione
  • L'assenza di identificazione del pubblico ufficiale corrotto non impedisce automaticamente l'integrazione del reato di corruzione quando vi siano prove dirette (es. videoriprese, ammissioni, pagamenti) che attestino la dazione per ottenere un titolo falso
  • Le censure procedurali relative al rito immediato, all'omesso interrogatorio di garanzia o all'utilizzabilità delle intercettazioni richiedono esercizio puntuale del diritto di difesa: tuttavia, l'utilizzo di ausili tecnici privati per intercettazioni è ammissibile se le operazioni sono sotto il diretto controllo della P.G.
  • Le richieste di rinnovazione istruttoria in grado di appello devono indicare con precisione le prove richieste, la loro rilevanza e in che modo possano incidere sul giudizio; censure generiche sono inammissibili

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