Sentenza del 11/05/2017 n. 11624 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’Agenzia aveva revocato l’agevolazione fiscale connessa al mutuo fondiario di 400.000 euro, recuperando l’imposta sostitutiva nella misura ordinaria del 2% anziché in quella agevolata dello 0,25%, perché l’abitazione acquistata con i benefici prima casa era stata ritenuta di lusso: la superficie utile superava i 240 mq includendo il piano interrato. Il contribuente contestava la valutazione delle prove, il computo del piano interrato e delle superfici interne, l’omesso esame della sua natura di cantina e la pretesa formazione di un giudicato interno. L’Agenzia, con ricorso incidentale, contestava invece l’esclusione delle sanzioni, confermata dai giudici di merito per la buona fede del contribuente.
La decisione
La Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale sia quello incidentale. Ha confermato il recupero dell’imposta: secondo la disciplina applicabile al trasferimento, la superficie utile si determina secondo il D.M. 2 agosto 1969 e il piano interrato va incluso se concretamente utilizzabile; le esclusioni sono tassative e non si possono sottrarre le superfici di muri, divisori e simili applicando i criteri di un diverso decreto. Ha inoltre escluso che fosse stato dimostrato un giudicato interno e ha ritenuto non scrutinabile in Cassazione la richiesta di una diversa lettura delle prove. Le sanzioni restano non dovute: la disciplina successiva ha modificato il parametro rilevante per l’agevolazione, rendendo non più sanzionabile la dichiarazione relativa alle caratteristiche di lusso secondo il precedente criterio. Spese del giudizio di legittimità compensate per reciproca soccombenza.
Norme richiamate
D.M. 2 agosto 1969, art. 6
L'art. 6 di detto decreto include, tra gli altri tipi di abitazioni di lusso, le unità immobiliari "aventi superficie utile complessiva superiore a mq. 240, esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine", riconnettendo la caratteristica di immobile di lusso al dato quantitativo della superficie dell'immobile, con esclusione, solo dei predetti ambienti.
Per la disciplina applicabile alla vicenda, è di lusso l’abitazione con superficie utile complessiva superiore a 240 mq. Le esclusioni sono quelle tassativamente indicate; gli ambienti qualificati come cantina non sono automaticamente esclusi se sono concretamente utilizzabili e legati all’abitazione.
D.P.R. n. 131 del 1986, Tariffa, parte I, art. 1, nota 2-bis
In tema di agevolazioni "prima casa", a norma del D.P.R. n. 131 del 1986, tariffa 1, art. 1, nota 2 bis, il beneficio fiscale richiesto è connesso all'acquisto di case di abitazione prive delle caratteristiche di lusso, indicate dal D.M. 2 agosto 1969.
Nel regime applicabile al trasferimento in esame, l’accesso all’agevolazione prima casa dipendeva dall’assenza delle caratteristiche di lusso individuate dal D.M. 2 agosto 1969.
D.M. Lavori Pubblici 10 maggio 1977, n. 801
Ne consegue che ai fini della determinazione della superficie utile non potevano essere esclusi, come sostiene il contribuente, le superfici occupate dalle strutture portanti, dalle pareti divisorie, dai vani finestre, dalle soglie porte, dagli sguinci e simili.
I criteri di calcolo del D.M. n. 801 del 1977 non possono essere impiegati per ampliare le esclusioni previste dal D.M. n. 1072 del 1969 ai fini della qualificazione dell’immobile come di lusso.
D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 3, comma 2
In proposito, si ravvisano i presupposti per l'applicazione del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 3, comma 2, secondo cui, in materia di sanzioni amministrative per violazioni tributarie, salvo diversa previsione di legge, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per il fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile.
Il principio del favor rei esclude le sanzioni quando una legge successiva rende non più rilevante la condotta contestata secondo il parametro normativo precedente. Nel caso concreto, la dichiarazione sulle caratteristiche di lusso non poteva più fondare la sanzione, pur restando dovuta l’imposta secondo la disciplina vigente al momento del trasferimento.
D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 10, comma 1, lett. a), e D.Lgs. n. 175 del 2014
A tale fine va, in questa sede, precisato che la documentazion allegata dal ricorrente con memoria, relativa all'avvenuto classamento dell'immobile in catg. A/7, non assume rilievo nella presente controversia, tenuto conto che il nuovo regime trova applicazione ai trasferimenti imponibili realizzati successivamente alla modifica legislativa intervenuta con il D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 10, comma 1, lett. a) e con il D.Lgs. n. 175 del 2014, con la conseguenza che il trasferimento dedotto nel presente giudizio, antecedente a questo discrimine temporale, continua ad essere disciplinato in base alla previgente disciplina.
La disciplina sopravvenuta, che lega il beneficio anche alla categoria catastale, si applica ai trasferimenti successivi alle modifiche indicate. I trasferimenti anteriori restano soggetti alle regole previgenti per la spettanza dell’imposta agevolata, ferma la possibile applicazione del favor rei alle sanzioni.
Codice di procedura civile, art. 384
La Corte di Cassazione per la funzione nomofilattica ad essa affidata dall'ordinamento, nonchè dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo, di cui all'art. 111 Cost. , comma 2, ha il potere di correggere la motivazione della sentenza ai sensi dell'art. 384 c.p.c. (Cass. S.U. n. 2731 del 2017).
La Cassazione può correggere la motivazione della decisione impugnata quando ciò sia necessario per esercitare la funzione nomofilattica e rispettare economia processuale e ragionevole durata del processo.
Codice di procedura civile, art. 346; D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 54 e 56
La formazione di cosa giudicata su un capo della sentenza per mancata impugnazione può verificarsi solo con riferimento ai capi che siano completamente autonomi perchè fondati su distinti presupposti di fatto e di diritto, sicchè l'acquiescenza alle parti della sentenza non impugnata non si verifica quando queste si pongono in nesso consequenziale con altra o trovino in essa il suo presupposto.
Il giudicato interno si forma solo su capi autonomi, fondati su presupposti distinti. Non si consolida una statuizione collegata in modo consequenziale a un’altra parte della decisione o da questa dipendente.
Costituzione, art. 111, comma 2
La Corte di Cassazione per la funzione nomofilattica ad essa affidata dall'ordinamento, nonchè dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo, di cui all'art. 111 Cost. , comma 2, ha il potere di correggere la motivazione della sentenza ai sensi dell'art. 384 c.p.c. (Cass. S.U. n. 2731 del 2017).
Il principio di ragionevole durata del processo, insieme all’economia processuale, sostiene il potere della Cassazione di correggere la motivazione senza cassare la decisione quando la correzione consente di definire la controversia.
Massime di principio
- Per i trasferimenti soggetti al regime previgente, la qualificazione di un’abitazione come di lusso ai fini dell’agevolazione prima casa si determina secondo il D.M. 2 agosto 1969, considerando la superficie utile complessiva e le sole esclusioni espressamente previste.
- La denominazione catastale o planimetrica di un locale non è decisiva: ai fini del computo conta la sua concreta utilizzabilità. Un piano interrato o un vano chiamato cantina può essere incluso se è utilizzabile per attività della vita quotidiana e collegato all’abitazione.
- Non si possono applicare criteri di calcolo propri di una diversa disciplina per sottrarre dalla superficie utile muri, divisori, finestre o altre componenti non escluse dalla norma pertinente.
- Una perizia dell’Amministrazione finanziaria è una perizia di parte, non fa piena prova del contenuto valutativo; può tuttavia concorrere a fondare la decisione se il giudice spiega perché la ritiene attendibile. In Cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio.
- Il giudicato interno richiede un capo realmente autonomo: non si forma su una statuizione dipendente o consequenziale a un’altra parte della decisione.
- Quando una riforma modifica il criterio legale per accedere a un’agevolazione, occorre distinguere imposta e sanzioni: il tributo relativo a un trasferimento anteriore può restare dovuto secondo la disciplina allora vigente, mentre le sanzioni possono essere escluse per favor rei se la condotta contestata non è più rilevante secondo la legge successiva.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 11 mag 2017Sentenza del 11/05/2017 n. 108 - Corte Costituzionale
- Sentenza · 11 mag 2017Sentenza del 11/05/2017 n. 11611 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 11 mag 2017Sentenza del 11/05/2017 n. 11614 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 11 mag 2017Sentenza del 11/05/2017 n. 11616 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 11 mag 2017Sentenza del 11/05/2017 n. 11617 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 11 mag 2017Sentenza del 11/05/2017 n. 11645 - Corte di Cassazione
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →