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Sentenza

Corte di giustizia, Ordinanza C-292/18

Ordinanza della Corte (Ottava Sezione) del 6 dicembre 2018. — Petra Breyer e Heiko Breyer contro Sundair GmbH. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Amtsgericht Kassel Zweigstelle Hofgeismar. — Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte – Trasporto – Regolamento (CE) n. 261/2004 – Diritto a compensazione pecuniaria in caso di cancellazione del volo – Articolo 3, paragrafo 5 – Ambito di applicazione – Articolo 2, lettera a) – Nozione di vettore aereo – Impresa che non possiede ancora una licenza di esercizio alla data della prevista effettuazione di un volo – Questione che non dà adito a nessun ragionevole dubbio. — Causa C-292/18

Giurisprudenza europea62018CO0292

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha chiarito che il regolamento n. 261/2004 si applica solo ai vettori aerei muniti di valida licenza di esercizio. Se, alla data fissata per il volo, la compagnia non aveva ancora ottenuto tale licenza, i passeggeri non possono invocare la compensazione pecuniaria per cancellazione prevista dal regolamento. La Corte ha però precisato che restano possibili altre azioni o tutele fondate su diversi strumenti del diritto dell'Unione, come la direttiva sui viaggi tutto compreso.

Regolamento (CE) n. 261/2004: esclusione della compensazione per cancellazione del volo quando il vettore non aveva ancora ottenuto la licenza di esercizio alla data prevista del volo.

La questione giuridica

Se il regolamento n. 261/2004, in particolare gli articoli 2, lettera a), 3, paragrafo 5, 5, paragrafo 1, lettera c), e 7, paragrafo 1, debba applicarsi a un'impresa che aveva richiesto la licenza di esercizio prima del volo, ma non l'aveva ancora ottenuta alla data prevista per l'effettuazione del volo, e quindi se i passeggeri abbiano diritto alla compensazione pecuniaria per la cancellazione.

Principio di diritto

Un'impresa che, alla data prevista per l'effettuazione del volo, non dispone ancora di una valida licenza di esercizio non rientra nella nozione di "vettore aereo" ai sensi dell'articolo 2, lettera a), del regolamento n. 261/2004 e non è soggetta all'ambito di applicazione di tale regolamento ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5; di conseguenza, la mancata effettuazione del volo non può fondare il diritto alla compensazione pecuniaria prevista dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera c), e 7, paragrafo 1. Resta ferma, tuttavia, la possibilità per i passeggeri di far valere altri rimedi su basi diverse del diritto dell'Unione.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Regolamento (CE) n. 261/2004
  • Articolo 2, lettera a), regolamento (CE) n. 261/2004
  • Articolo 3, paragrafo 5, regolamento (CE) n. 261/2004
  • Articolo 5, paragrafo 1, lettera c), regolamento (CE) n. 261/2004
  • Articolo 7, paragrafo 1, regolamento (CE) n. 261/2004
  • Regolamento (UE) n. 1008/2008
  • Regolamento (CEE) n. 2407/92
  • Direttiva 90/314/CEE
  • Direttiva 2005/29/CE
  • Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte

Regolamento n. 261/2004 e licenza di esercizio del vettore aereo

La pronuncia, resa in forma di ordinanza motivata ai sensi dell'articolo 99 del regolamento di procedura, riguarda un rinvio pregiudiziale dell'Amtsgericht Kassel in materia di compensazione per cancellazione del volo. Il problema nasce dal fatto che la compagnia indicata per operare i voli aveva richiesto la licenza di esercizio, ma non l'aveva ancora ottenuta nelle date previste per il volo.

Fatti e procedimento principale

Nel mese di febbraio 2017 due passeggeri avevano prenotato un viaggio tutto compreso presso un operatore turistico, con voli inizialmente attribuiti a Sundair GmbH. Poco prima della partenza furono trasferiti su altri voli: l'andata arrivò a destinazione con 13 ore e 30 minuti di ritardo rispetto all'orario originariamente previsto, mentre il volo di ritorno partì 3 ore e 40 minuti prima dell'orario inizialmente fissato. I passeggeri chiesero quindi a Sundair la compensazione pecuniaria prevista dal regolamento n. 261/2004.

Questione pregiudiziale

Il giudice tedesco ha chiesto se gli articoli 5, paragrafo 1, lettera c), e 7, paragrafo 1, del regolamento n. 261/2004 si applichino anche a un'impresa che, pur avendo richiesto la licenza di esercizio prima del volo, non l'aveva ancora ottenuta alla data prevista per l'effettuazione del volo. In sostanza, la questione verteva sull'applicabilità del regolamento a un soggetto che non aveva ancora acquisito lo status di "vettore aereo" ai sensi dell'articolo 2, lettera a).

Quadro normativo rilevante

La Corte richiama in particolare:

  • l'articolo 2, lettera a), del regolamento n. 261/2004, che definisce il "vettore aereo" come un'impresa di trasporto aereo munita di valida licenza di esercizio;
  • l'articolo 3, paragrafo 5, che limita l'ambito di applicazione del regolamento ai vettori aerei operativi;
  • l'articolo 5, paragrafo 1, lettera c), che riconosce la compensazione in caso di cancellazione del volo, salvo eccezioni;
  • l'articolo 7, paragrafo 1, che disciplina l'importo della compensazione;
  • il regolamento (UE) n. 1008/2008, richiamato per il regime delle licenze di esercizio delle imprese aeree nell'Unione;
  • la direttiva 90/314/CEE, richiamata per evidenziare che possono esistere tutele alternative nel contesto dei viaggi tutto compreso;
  • la direttiva 2005/29/CE, menzionata come ulteriore strumento di tutela dei consumatori.

Ragionamento della Corte

La Corte osserva che l'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento n. 261/2004 si applica solo ai vettori aerei operativi, e che la definizione di vettore aereo presuppone una valida licenza di esercizio. Poiché il regolamento 1008/2008 vieta alle imprese stabilite nell'Unione di effettuare trasporti aerei di passeggeri senza la licenza appropriata, un'impresa priva di licenza alla data del volo non è autorizzata a operare e non può essere considerata soggetta al regolamento n. 261/2004 nel suo complesso.

Da ciò la Corte ricava che la mancata esecuzione del volo da parte di un'impresa in tale situazione non produce gli effetti di una "cancellazione" rilevante ai fini dell'articolo 5, paragrafo 1, lettera c), e dunque non sorge il diritto alla compensazione pecuniaria dell'articolo 7, paragrafo 1. La Corte aggiunge, tuttavia, che ciò non preclude eventuali rimedi fondati su altre basi normative, in particolare sulla direttiva 90/314/CEE e sugli altri strumenti di tutela dei consumatori del diritto dell'Unione.

Decisione e dispositivo

La Corte risponde che l'articolo 3, paragrafo 5, in combinato disposto con l'articolo 2, lettera a), del regolamento n. 261/2004 deve essere interpretato nel senso che un'impresa che abbia richiesto la licenza di esercizio ma non l'abbia ancora ottenuta alle date fissate per i voli previsti non rientra nell'ambito di applicazione del regolamento. Di conseguenza, i passeggeri interessati non hanno diritto alla compensazione pecuniaria prevista dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera c), e 7, paragrafo 1.

Principio affermato

La nozione di vettore aereo ai fini del regolamento n. 261/2004 richiede il possesso effettivo di una valida licenza di esercizio al momento del volo; la sola richiesta pendente non basta. In assenza di tale licenza, il passeggero non può invocare la compensazione del regolamento per cancellazione del volo, ferma restando la possibilità di azioni alternative su altre basi normative.

Come è indicizzato

Materietrasporto aereocompensazione dei passeggerilicenza di esercizio del vettore aereoviaggi tutto compresotutela dei consumatori

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