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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20993/2023 del 18/07/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

La controversia riguarda il trattamento economico spettante a una dirigente medica che, quale facente funzioni, aveva sostituito il direttore di una struttura complessa del servizio sanitario. Il giudice di primo grado aveva riconosciuto, per il periodo eccedente i dodici mesi dal giugno 2008, il trattamento economico proprio del direttore sostituito ai sensi degli artt. 40 e 42 del c.c.n.l. 8 giugno 2000; la corte d'appello ha invece riformato la decisione, limitando la condanna alla sola indennità sostitutiva prevista dall'art. 18 del medesimo c.c.n.l. per il periodo di effettiva sostituzione. La ricorrente ha denunciato in cassazione la violazione e falsa applicazione dell'art. 2103 c.c., dell'art. 19, comma 1, d.lgs. n. 165/2001 e dell'art. 18 del c.c.n.l. della dirigenza medica e veterinaria 1998/2001, sostenendo che l'incarico di direzione di struttura complessa integrasse mansioni superiori e desse diritto all'intero trattamento economico del sostituito per tutti i periodi di effettivo svolgimento delle relative funzioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo e ha confermato la decisione d'appello. Ha ribadito l'orientamento consolidato secondo cui la sostituzione del dirigente medico ex art. 18 c.c.n.l. non configura svolgimento di mansioni superiori, perché avviene nell'ambito del ruolo e livello unico della dirigenza sanitaria; di conseguenza non si applica l'art. 2103 c.c. e al sostituto spetta soltanto la prevista indennità sostitutiva, senza diritto al trattamento accessorio del sostituito, neppure se la sostituzione si protrae oltre il termine di sei o dodici mesi. Il ricorso è stato quindi rigettato; nessuna pronuncia sulle spese per mancata tempestiva proposizione del controricorso, con richiamo altresì alla preclusione delle memorie della parte intimata nel rito camerale.

Norme richiamate

  • art. 2103 c.c.

    non si applica al rapporto dirigenziale sanitario, poiché le sostituzioni nell'unico ruolo dirigenziale non integrano mansioni superiori

  • art. 19, comma 1, d.lgs. n. 165/2001

    conferma l'inapplicabilità dell'art. 2103 c.c. alla dirigenza, quale rapporto caratterizzato dal conferimento di incarichi a termine e non da progressione di mansioni

  • art. 18 c.c.n.l. dirigenza medica e veterinaria 8 giugno 2000

    disciplina specificamente la sostituzione del dirigente medico, prevedendo che non costituisca mansioni superiori e riconoscendo solo l'indennità sostitutiva

  • artt. 40 e 42 c.c.n.l. 8.6.2000

    invocati dalla ricorrente a fondamento del diritto al trattamento economico del direttore sostituito, ma ritenuti non applicabili nel caso di sostituzione disciplinata dall'art. 18

  • art. 24 d.lgs. n. 165/2001

    il trattamento economico della dirigenza è rimesso alla contrattazione collettiva e ha carattere onnicomprensivo

  • art. 15 d.lgs. n. 502/1992

    la dirigenza sanitaria opera in un unico ruolo distinto per profili professionali e in un unico livello

  • art. 15 ter d.lgs. n. 502/1992

    ribadisce l'assetto della dirigenza sanitaria e il regime delle sostituzioni

  • art. 28, comma 6, c.c.n.l. 8.6.2000

    prevede l'equivalenza delle mansioni dirigenziali e l'inapplicabilità dell'art. 2103, comma 1, c.c.

  • art. 36 Cost.

    ritenuto non violato, poiché l'indennità sostitutiva è considerata adeguatamente remunerativa

  • art. 380 bis.1 c.p.c.

    nel rito camerale introdotto dalla riforma, la tardiva costituzione dell'intimato rende inammissibili anche le memorie depositate

  • art. 370 c.p.c.

    la preclusione al controricorso tardivo comporta la conseguente inammissibilità delle ulteriori difese scritte della parte intimata

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    dà atto dei presupposti processuali per l'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Nella dirigenza sanitaria, la sostituzione temporanea del titolare di una struttura complessa non integra svolgimento di mansioni superiori, perché si colloca nell'ambito di un unico ruolo e di un unico livello dirigenziale.
  • L'art. 2103 c.c. non è applicabile alla dirigenza pubblica sanitaria quando la disciplina speciale di legge e di contratto collettivo regola in modo compiuto il conferimento e la sostituzione degli incarichi.
  • Quando il contratto collettivo prevede espressamente una indennità sostitutiva per la sostituzione del dirigente, tale indennità esaurisce il trattamento spettante al sostituto e impedisce la pretesa al trattamento economico del dirigente sostituito, anche se la sostituzione si prolunga oltre i termini previsti per la copertura del posto vacante.
  • Il termine massimo previsto per la sostituzione svolge una funzione di impulso organizzativo e procedurale, ma la sua violazione non trasforma automaticamente la sostituzione in mansioni superiori né fa sorgere un diritto al maggiore trattamento economico.
  • Nel rito camerale di legittimità, la mancata tempestiva costituzione dell'intimato preclude il deposito di valide memorie difensive successive.
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Come è indicizzato

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RamiLavoroProcesso civile
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