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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21809/2022 del 06/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Lucca che aveva annullato un decreto di sequestro relativo a un terreno di proprietà di Boana cave s.r.l. (società di cui la resistente era legale rappresentante). La Cassazione aveva già annullato con rinvio l'ordinanza del riesame per motivazione apparente in relazione alla finalità impeditiva del vincolo e alla riconducibilità dei terreni al profitto del reato di corruzione commesso da terzo (Mario Puglia), senza mettere in discussione il fumus commissi delicti. Il pubblico ministero ha proposto ricorso per cassazione deducendo, principalmente, che il Tribunale per il riesame aveva ecceduto il mandato rescissorio e aveva illegittimamente rivalutato la sussistenza del fumus commissi delicti (violazione del principio di preclusione endoprocessuale), oltre a sostenere che il Tribunale non aveva considerato la legge regionale Toscana n.35/2015 e taluni elementi probatori rilevanti.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo del ricorso del pubblico ministero ritenendo che il Tribunale per il riesame abbia violato il mandato rescissorio e abbia illegittimamente riesaminato la sussistenza del fumus commissi delicti. L'ordinanza impugnata è stata annullata e gli atti sono stati rinviati al Tribunale di Lucca per un nuovo esame, con l'esplicito ordine che il giudice di rinvio si limiti a valutare esclusivamente i profili devoluti dalla sentenza rescindente: (a) la sussistenza dei presupposti cautelari che giustificano il sequestro impeditivo e (b) la riconducibilità dei terreni al profitto del reato di corruzione. In altre parole il riesame non può riproporre la valutazione sul fumus commissi delicti che era stata già confermata.

Norme richiamate

  • art. 627 cod. pen.

    Utilizzato come fondamento del principio per cui il giudice del rinvio deve attenersi ai limiti del mandato rescissorio; la violazione di tale limite (rivalutazione di questioni già decise) determina l'illegittimità dell'ordinanza impugnata.

  • D.L. n. 137 del 2020, art. 23 comma 8

    Richiamato solo in ordine alla celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto; indicazione procedurale sul modo in cui si è svolto il giudizio.

  • L.R. Toscana n. 35 del 2015

    Norma regionale rilevante ai fini del collegamento tra beni e profitto del reato; la sua mancata considerazione è stata contestata dal P.M. e dovrà, se pertinente, essere valutata dal Tribunale nel nuovo esame nei limiti del rinvio.

Massime di principio

  • Le ordinanze cautelari che hanno esaurito le impugnazioni producono effetti preclusivi endoprocessuali: questioni già decise non possono essere riaperte dal giudice di rinvio, neppure con argomenti diversi.
  • Quando la Corte di legittimità annulla con rinvio per motivazione apparente o limitata, il giudice a quo deve attenersi strettamente ai profili indicati dalla Cassazione e non può estendere il riesame ad altri aspetti non rimessi.
  • Se si contesta una sentenza rescindente, è decisivo precisare quale profilo specifico si ritiene viziato (es. finalità impeditiva, riconducibilità dei beni al profitto) e circoscrivere le doglianze a quei profili per evitare preclusioni.
  • Il giudice chiamato a un nuovo esame dovrà valutare le norme regionali o altri elementi di prova solo se rientrano nei limiti del rinvio; altrimenti la loro valutazione può essere considerata eccedente e suscettibile di annullamento.
  • Per il difensore della parte resistente è strategico evidenziare l'esistenza di questioni non già affrontate o eventuali nuove prove che rientrino nei profili devoluti, mentre per il pubblico ministero è importante dimostrare che il giudice di rinvio ha oltrepassato il mandato.
  • In pratica, in situazioni analoghe occorre prima verificare il contenuto preciso della pronuncia di annullamento della Cassazione (quali profili sono stati risolti e quali invece rinviati) e modulare le argomentazioni processuali rispettando tali limiti.

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