Cassazione Penale, Sentenza n. 13711/2022 del 11/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva violazione di legge (art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p., in relazione all'art. 253 c.p.p.) avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Foggia che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio. Il Pubblico Ministero contestava che il Tribunale aveva ritenuto nullo il decreto per la mancanza della descrizione delle specifiche condotte attribuite al Fiume; il ricorrente sosteneva invece che, in sede di sequestro probatorio, è sufficiente indicare la pertinenza degli oggetti rispetto al reato e dare contezza essenziale di tempo, luogo e fatto, senza richiedere la completa formulazione di un capo di imputazione provvisorio. Inoltre il ricorrente affermava che la motivazione del decreto indicava in modo analitico la finalità probatoria perseguita e gli oggetti del sequestro, e che dal materiale emergevano elementi che collegavano il Fiume alle operazioni contestate (ruolo di professionista incaricato dell'invio telematico di dichiarazioni IVA per società coinvolte nella frode).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il procedimento al Tribunale di Foggia per nuovo esame. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame ha errato confondendo il fumus commissi delicti con il fumus del concorso nel reato: in sede di riesame non è richiesta la specificazione della condotta attribuita al singolo indagato, bensì la verifica dell'astratta configurabilità del reato sulla base della congruità degli elementi rappresentati dal pubblico ministero. Inoltre la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del decreto di sequestro, che esplicitava la finalità probatoria e il nesso di pertinenzialità tra i beni indicati e le ipotesi di reato formulate dall'accusa.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Fondamento del motivo di cassazione: invocata la violazione di legge relativa alla decisione del Tribunale del riesame.
art. 253, comma 1, cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione al sequestro probatorio; la Corte segnala che per la legittimità del sequestro è sufficiente che risulti la pertinenza degli oggetti rispetto al reato ipotizzato e una motivazione essenziale su tempo, luogo e fatto.
art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Richiamata nel dibattito sul rilievo della nullità: la Corte osserva che la mancata specificazione di un capo di imputazione provvisorio non integra di per sé la nullità richiamata dall'art.178 c.p.p.
art. 365, comma 1, cod. proc. pen.
Norma sul procedimento di convalida/sequestro richiamata nella discussione sull'obbligo motivazionale; la Corte ricorda che la motivazione deve consentire la verifica della pertinenzialità ma non impone l'indicazione delle condotte attribuite al singolo indagato.
art. 369, comma 1, cod. proc. pen.
Richiede l'indicazione della norma di legge violata e di elementi essenziali (tempo, luogo, fatto); la Corte sottolinea che il decreto di sequestro deve contenere tali estremi essenziali per valutare il nesso tra bene e fatto.
art. 416 cod. pen.
Norma penale richiamata tra le ipotesi di reato (associazione per delinquere); la Corte valuta l'astratta configurabilità del reato sulla base degli elementi riferiti dall'accusa.
art. 110 cod. pen.
Norma sul concorso di persone nel reato richiamata nelle ipotesi accusatorie; la Corte distingue tra accertare il fumus commissi delicti e richiedere la prova del concorso concreto in sede di riesame.
d.lgs. n. 74 del 2000, artt. 2, 4, 5 e 10
Disposizioni tributarie penalmente rilevanti (illeciti fiscali) richiamate tra le fattispecie contestate; la Corte considera la pertinenzialità degli oggetti sequestrati rispetto a tali reati.
Massime di principio
- In sede di riesame del sequestro probatorio il giudice deve verificare l'astratta configurabilità del reato sulla base della congruità degli elementi forniti dal pubblico ministero, senza effettuare un esame di merito o una verifica concreta della fondatezza probatoria.
- Non è richiesto che il decreto di sequestro contenga la completa e dettagliata formulazione di un capo di imputazione nei confronti del singolo indagato; è invece necessario che emerga, anche in modo conciso, il reato per cui si procede e gli estremi essenziali (tempo, luogo, fatto) per valutare il nesso di pertinenzialità tra i beni e l'ipotesi criminosa.
- La motivazione del sequestro deve esplicitare la finalità probatoria perseguita e la relazione di immediatezza tra le cose sequestrate e il reato oggetto d'indagine; formulazioni concise sono ammissibili purché non siano apparenti o generiche.
- Il Tribunale del riesame non può confondere il fumus commissi delicti (astratta configurabilità del reato) con il fumus del concorso o della responsabilità personale concreta dell'indagato; l'accertamento del concorso può essere rimesso alle fasi successive.
- Se il decreto di sequestro indica in modo congruo gli elementi che legittimano la pertinenzialità dei beni rispetto alle ipotesi di reato, il provvedimento è in linea di principio legittimo e non va annullato per assenza di un capo di imputazione dettagliato.
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