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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32900/2022 del 07/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame di Firenze che aveva confermato la misura cautelare personale (custodia in carcere per Ktira, poi arresti domiciliari per Zoubir) e il sequestro preventivo di due esercizi commerciali e somme sui conti. I motivi di ricorso deducono: 1) omessa trasmissione e mancata valutazione dell'interrogatorio di garanzia reso da Zoubir (art. 294 c.p.p.); 2) carenza/contraddittorietà della motivazione circa il ruolo e il contributo stabile della Zoubir nel presunto sodalizio finalizzato al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990); 3) carenza/contraddittorietà della motivazione circa la partecipazione e i comportamenti di Ktira nel sodalizio; 4) carenza di motivazione circa il fumus per il sequestro preventivo della macelleria e del ristorante (dubitando della provenienza illecita dei fondi e sostenendo l'esistenza di prestiti leciti); 5) inesistenza o non attualità delle esigenze cautelari, considerato il tempo trascorso dalle condotte contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i motivi di ricorso. In sintesi: 1) il primo motivo è infondato perché l'interrogatorio di garanzia configura elemento favorevole solo se abbia contenuto obiettivamente favorevole e sia stato specificamente evocato nel ricorso al riesame; qui il contenuto non è stato indicato. 2) e 3) sulle ragioni della gravità indiziaria la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente motivato, valorizzando intercettazioni, dichiarazioni eteroaccusatorie e sequestri che delineano un'associazione finalizzata al traffico di cocaina e i ruoli di Ktira e Zoubir (coordinamento, contatti con fornitori, conteggi, ricerca di strumenti non intercettabili, acquisto di auto con doppiofondo). 4) sul sequestro preventivo la Corte ha ritenuto presente il fumus commissi delicti: non era necessario provare la colpevolezza piena della persona sui cui beni è operato il sequestro; le evidenze indiziarie hanno giustificato la misura e le argomentazioni difensive (prestiti da familiari) sono risultate incongrue alla luce degli accertamenti che hanno individuato prestanome. 5) sull'attualità delle esigenze cautelari la Corte ha confermato l'applicabilità della presunzione relativa di attualità ex art. 275, comma 3 c.p.p. per i reati posti a base della misura; il solo decorso del tempo non è sufficiente a superare la presunzione, che può esserlo solo mediante elementi concreti che dimostrino lo scioglimento o il recesso dal vincolo associativo. Conseguenza: rigetto dei ricorsi, condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e adempimenti di cancelleria previsti dall'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 c.p.p.

    Disciplina il procedimento davanti al tribunale del riesame; richiamata per l'obbligo di considerare elementi sopravvenuti e per i limiti del riesame della misura cautelare personale

  • art. 294 c.p.p.

    Regola l'interrogatorio di garanzia; la Corte precisa che esso è trasmissibile come elemento favorevole solo se ha contenuto oggettivamente favorevole e viene specificamente indicato nel ricorso al riesame

  • art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.

    Norme di rito per i motivi di cassazione (nullità per omessa motivazione e vizio di motivazione); utilizzate come riferimenti formali per censurare la motivazione del giudice del riesame

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Fattispecie di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte richiama i requisiti interpretativi (patto associativo tra almeno tre persone, risorse e disponibilità stabili, adesione consapevole e stabile)

  • art. 275, comma 3 c.p.p.

    Presunzione relativa di attualità delle esigenze cautelari per reati particolarmente gravi; la Corte conferma che è relativa e che il tempo trascorso è elemento da valutare ma non di per sé dirimente

  • art. 648 ter c.p.

    Reato di riciclaggio; richiamato in relazione al sequestro preventivo degli esercizi commerciali come reato presupposto o connesso

  • art. 125, comma 3 c.p.p.

    Richiamato in tema di sindacabilità delle misure cautelari reali: vizi della motivazione sono sindacabili solo se radicali e in violazione di questo articolo

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Riferimento formale agli adempimenti di cancelleria conseguenti alla sentenza (notifiche/adempimenti relativi alle misure)

  • art. 416-bis c.p.

    Norma richiamata soltanto per confronto giurisprudenziale circa i requisiti strutturali del vincolo associativo; la Corte distingue i requisiti richiesti per l'associazione di stampo mafioso rispetto all'associazione finalizzata al narcotraffico

Massime di principio

  • Un interrogatorio di garanzia ai fini del riesame va considerato elemento favorevole solo se il suo contenuto è obiettivamente favorevole e viene espressamente evocato e valorizzato dal difensore nel ricorso al tribunale del riesame
  • In sede cautelare la nozione di 'gravi indizi di colpevolezza' è meno rigorosa che in sede di giudizio di merito: il giudice del riesame deve motivare la gravità del quadro indiziario secondo logica e diritto, ma non è richiesto il livello probatorio del giudizio di condanna
  • L'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990) può essere riconosciuta anche su basi organizzative rudimentali: sono sufficienti ruoli, coordinamento e disponibilità stabili di risorse umane e materiali per realizzare il programma criminoso
  • Il sequestro preventivo richiede il 'fumus commissi delicti' e non la prova compiuta della colpevolezza della persona: il giudice valuta l'astratta riconducibilità dei fatti a una fattispecie delittuosa e le risultanze processuali complessive
  • La presunzione relativa di attualità delle esigenze cautelari (art. 275, comma 3 c.p.p.) può essere superata solo da elementi concreti che dimostrino lo scioglimento o il recesso dal vincolo associativo; il solo decorso del tempo non è di per sé sufficiente
  • Le censure sulla motivazione delle misure reali sono sindacabili in Cassazione solo se si tratta di vizi radicali o di violazioni degli obblighi motivazionali previsti dalla legge

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