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Sentenza

Sentenza del 01/03/2019 n. 6083 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato due avvisi di accertamento relativi al 2006, con cui l’Agenzia aveva recuperato maggiore IRES e IRAP per ricavi non contabilizzati derivanti dall’utilizzo, da parte di società consociate polacca e cinese, di marchi, brevetti e know-how della contribuente. In Cassazione ha dedotto, tra l’altro, l’incompetenza dell’ufficio provinciale, il difetto di motivazione della sentenza, l’assenza di prova dell’utilizzo dei beni immateriali, l’inapplicabilità della disciplina del transfer pricing e l’erronea determinazione induttiva delle royalties.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato tutti i cinque motivi. Ha ritenuto corretta la competenza della Direzione provinciale, poiché la qualifica di grande contribuente deve risultare da una dichiarazione tempestiva e non omessa; ha escluso la nullità della sentenza per motivazione apparente; ha ritenuto provato l’utilizzo dei marchi, brevetti e know-how da parte delle consociate anche in assenza di un contratto formalizzato; ha chiarito che la controversia riguardava ricavi omessi per royalties, non una tipica operazione di transfer pricing subordinata alla dimostrazione di uno spostamento di imponibile; infine, ha ritenuto legittima la determinazione induttiva delle royalties, basata su presunzioni e su percentuali di mercato, non adeguatamente contrastate dalla società. La ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio, liquidate in 15.000 euro, oltre al raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.L. 29 novembre 2008, n. 185, art. 27, commi 9, 10, 13 e 14, convertito dalla L. 29 gennaio 2009, n. 2

    Per i contribuenti con volume d'affari, ricavi o compensi non inferiore a cento milioni di euro, le attribuzioni e i poteri in materia di accertamento sono demandati alle strutture individuate dall'Agenzia delle Entrate.

    La competenza delle Direzioni regionali per i grandi contribuenti presuppone una dichiarazione tempestiva dalla quale sia possibile verificare oggettivamente il superamento delle soglie dimensionali. Una dichiarazione tardiva o omessa non radica tale competenza.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 1, lett. d)

    L'ufficio può determinare induttivamente il reddito sulla base di dati e notizie comunque raccolti e di presunzioni gravi, precise e concordanti.

    La norma consente di ricostruire induttivamente ricavi non contabilizzati, inclusi i compensi per l'utilizzo di beni immateriali, quando gli elementi presuntivi siano qualificati e il contribuente non fornisca dati alternativi attendibili.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 9, comma 3

    Per valore normale si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari.

    Il valore normale dei diritti di utilizzo di marchi, brevetti e know-how può essere ricostruito facendo riferimento a transazioni comparabili e a percentuali di mercato.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 85

    I ricavi derivanti dalla concessione o dall'utilizzo economicamente rilevante di beni immateriali devono essere contabilizzati e concorrono alla formazione del reddito imponibile.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 110, commi 2 e 7

    La disciplina del valore normale e del transfer pricing opera tipicamente nelle operazioni infragruppo transfrontaliere con possibile alterazione della base imponibile. La Corte ha però distinto tale ipotesi dal caso di omessa contabilizzazione di royalties per l'utilizzo di beni immateriali propri.

  • Art. 2729 c.c.

    Le presunzioni semplici devono essere gravi, precise e concordanti. La contestazione generica delle presunzioni utilizzate dall'Amministrazione, senza documentazione o un calcolo alternativo, non è sufficiente a superarle.

  • Art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    In presenza di una doppia conforme tra primo e secondo grado, è preclusa, nei limiti applicabili, la censura relativa all'insufficiente motivazione o alla rivalutazione dei fatti.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In caso di rigetto integrale del ricorso, il ricorrente deve versare un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per l'impugnazione.

Massime di principio

  • Una società che consenta a imprese del gruppo di utilizzare marchi, brevetti o know-how deve formalizzare i rapporti, adottare una policy sulle royalties e contabilizzare i relativi ricavi; l'assenza di un contratto scritto non esclude necessariamente la tassazione se l'utilizzo effettivo è dimostrato.
  • Quando l'Amministrazione ricostruisce royalties in via presuntiva, il contribuente deve contestare puntualmente comparabili, percentuali, base di calcolo e caratteristiche dei beni immateriali, fornendo documentazione e un metodo alternativo plausibile.
  • La qualifica di grande contribuente e la conseguente competenza dell'ufficio regionale possono dipendere dai dati risultanti da una dichiarazione tempestiva; dichiarazioni omesse o tardive possono comportare l'applicazione delle regole ordinarie di competenza.
  • Non ogni recupero di royalties infragruppo costituisce automaticamente un caso di transfer pricing: occorre distinguere tra prezzo incongruo di una transazione e totale omissione di ricavi derivanti dall'utilizzo di beni immateriali.
  • In Cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione delle prove; le contestazioni fattuali devono essere adeguatamente documentate nei giudizi di merito e una doppia decisione conforme può limitare ulteriormente il controllo sulla motivazione.

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