Ordinanza n. 14161/2026 - Roma, Sezione 1
per l’annullamento del decreto del Presidente della Repubblica -OMISSIS- aprile 2026, pubblicato sulla G.U. serie generale n. -OMISSIS- maggio 2026 e notificato in -OMISSIS- maggio 2026;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento di un Comune e contestuale nomina della Commissione straordinaria
Esito
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il decreto presidenziale di scioglimento del Comune, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e notificato nel maggio 2026. Alla camera di consiglio hanno rappresentato la necessità di conoscere gli atti istruttori riservati posti a fondamento del decreto, al fine di articolare compiutamente le proprie difese. Nel fascicolo risultavano depositati soltanto il decreto di scioglimento, la relazione del Ministro dell’interno e una versione omissata della relazione prefettizia prevista dall’art. 143, comma 3, del TUEL. È stata quindi richiesta l’acquisizione integrale della documentazione relativa alla procedura, inclusi la relazione del Prefetto, una nota del Ministero dell’interno, gli atti relativi alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, gli atti di nomina della commissione di accesso e quelli relativi all’attività svolta dalla commissione.
La decisione
Il TAR non ha definito nel merito l’impugnazione. Ritenendo necessario assicurare l’effettività del diritto di difesa, ha ordinato alle amministrazioni l’acquisizione e il deposito dell’intera documentazione relativa alla procedura di scioglimento, in versione integrale e priva di oscuramenti, comprese le allegazioni indicate in motivazione. Il Collegio ha tuttavia precisato che, trattandosi di documenti classificati come riservati ai sensi dell’art. 42 della l. 124/2007, l’amministrazione deve osservare le cautele previste dall’ottavo comma della medesima disposizione per la conservazione e l’ostensione processuale. Ha inoltre ricordato che la conoscenza degli atti, ai sensi dell’art. 262 c.p., è circoscritta allo stretto ambito processuale. È stato assegnato il termine di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza per il deposito digitale su supporto USB, con copia cartacea allegata. Gli atti sono stati rimessi al Presidente per la fissazione dell’udienza pubblica di merito. Le generalità e gli altri dati identificativi dei ricorrenti devono essere oscurati.
Norme richiamate
art. 65 c.p.a.
Richiamato quale base normativa dei poteri istruttori del giudice amministrativo.
art. 66 c.p.a.
Richiamato nel quadro dei poteri istruttori e degli incombenti acquisitivi disposti dal giudice.
art. 67 c.p.a.
Richiamato insieme agli artt. 65 e 66 c.p.a. in relazione all’acquisizione della documentazione necessaria alla decisione.
art. 143, comma 3, d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL)
Individua la relazione prefettizia nell’ambito della procedura di scioglimento del consiglio comunale.
art. 42, comma 8, l. 3 agosto 2007, n. 124
Prevede cautele per la conservazione e l’ostensione processuale dei documenti classificati come riservati.
art. 262 c.p.
Limita la conoscenza degli atti riservati allo stretto ambito processuale.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Costituisce il presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Quando il ricorrente deduce la necessità di conoscere gli atti istruttori posti a fondamento di un provvedimento amministrativo impugnato, il giudice amministrativo può ordinare l’acquisizione integrale della documentazione rilevante, se quella già versata in atti non consente l’effettivo esercizio del diritto di difesa.
- La natura riservata o classificata degli atti acquisiti in giudizio non esclude l’acquisizione da parte del giudice, ma impone all’amministrazione e alle parti il rispetto delle specifiche cautele previste dalla normativa sulla classificazione e sulla circolazione delle informazioni.
- La conoscenza processuale di documenti riservati deve rimanere circoscritta allo stretto ambito del giudizio e non può tradursi in una divulgazione estranea alle esigenze difensive e decisorie del processo.
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