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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43088/2024 del 26/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnata la sentenza d'appello che aveva ridotto la pena a 1 anno per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione: contestata la distrazione, dal 2009 al 2012, di complessivi euro 32.554 mediante utilizzo di carte di credito societarie per spese personali. Il ricorrente ha dedotto due motivi: 1) genericità del capo di imputazione per aggregazione delle spese su periodi e tipologie, che avrebbe ostacolato la difesa; 2) errata qualificazione giuridica della condotta, sostenendo che molti prelievi erano compensi dovuti all'amministratore e dunque la fattispecie poteva essere quella di bancarotta preferenziale e non di bancarotta fraudolenta per distrazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo ritenendo sufficiente la specificazione degli atti e delle deduzioni difensive. Ha invece accolto il secondo motivo: ha annullato la sentenza impugnata e rinviato per nuovo esame al giudice di merito affinché valuti, secondo i principi richiamati dalla giurisprudenza di legittimità, se in assenza di delibera assembleare le somme prelevate siano riconducibili a un compenso effettivo e congruo rispetto all'attività svolta dall'amministratore (possibile ricaduta nella bancarotta preferenziale) oppure configurino bancarotta per distrazione. Il giudice di rinvio dovrà motivare più approfonditamente la eventuale mancata riqualificazione della condotta.

Norme richiamate

  • art. 219, comma 3, legge fallimentare

    La Corte territoriale aveva riconosciuto la circostanza attenuante prevista dalla norma e l'ha resa prevalente sulla recidiva; citata in quanto rilevante nella determinazione della pena.

  • art. 429, commi 1 e 2 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente per contestare la presunta genericità dell'imputazione; la Cassazione ha ritenuto che, pur trattandosi di aggregazione delle spese, gli atti e le deduzioni difensive permettevano il pieno esercizio del contraddittorio.

  • art. 217 cod. proc. pen.

    Citato nella censura sulla formale configurazione dell'imputazione; la Corte ha ritenuto irrilevante per l'esito della questione sulla specificità dell'accusa.

  • Cass. Sez. 5, n. 36416 del 11/05/2023 (Ciri), Rv. 285115

    Giurisprudenza richiamata come criterio: in assenza di delibera assembleare il giudice deve valutare la sostanza del rapporto (se il compenso è effettivo e se il prelievo è congruo rispetto all'impegno) per decidere tra bancarotta preferenziale e bancarotta per distrazione; la Corte di cassazione applica questo principio e chiede al giudice del rinvio una valutazione conforme.

Massime di principio

  • L'assenza di una delibera assembleare che riconosca e quantifichi il compenso non esclude automaticamente la possibilità che i prelievi costituiscano compenso legittimo: il giudice deve valutare la sostanza (prestazione effettiva e congruità) e non soltanto la forma.
  • Somme relativamente contenute e distribuite nel tempo, se proporzionate all'attività svolta, possono orientare per una qualificazione come bancarotta preferenziale piuttosto che per distrazione fraudolenta.
  • La qualificazione tra bancarotta preferenziale e bancarotta per distrazione dipende da due fattori chiave: a) esistenza di una prestazione effettiva dell'amministratore; b) congruità del prelievo rispetto all'impegno prestato.
  • Un capo di imputazione che aggrega operazioni per periodo o tipologia non è automaticamente generico se gli atti del fascicolo e le prove consentono alla difesa di esercitare pienamente il contraddittorio e ai giudici di individuare operazioni rilevanti.
  • In casi simili il giudice di merito deve motivare adeguatamente la scelta di non riqualificare la condotta, confrontandosi espressamente con i parametri di congruità e con le prove che giustificano o escludono la natura compensativa dei prelievi.

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