Cassazione Penale, Sentenza n. 40790/2024 del 06/11/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che li aveva ritenuti responsabili, in diversa misura, di plurime truffe in ambito finanziario (costituzione e collocamento del Fondo SRRE, collocamento delle obbligazioni TRE INTERNATIONAL e collocamento delle quote del Fondo FENICE BLU) e dei reati derivati di impiego/autoriciclaggio (artt. 648 ter e 648 ter.1 c.p.). Le censure principali erano: assenza di prova della deminutio patrimonii per l'acquisto delle obbligazioni TRE da parte dei 117 clienti (quindi mancanza dell'elemento danno necessario per la configurazione della truffa), travisamento della prova e carenza di prova del contributo personale di Sturlese (mancanza di comportamento decettivo diretto), uso di argomentazioni meramente probabilistiche per ricondurre la provenienza dei fondi al reato presupposto e contestazione della corrispondenza tra i proventi contestati e la confisca disposta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto i ricorsi: ha confermato la responsabilità e le statuizioni civili già riconosciute per le truffe relative alla costituzione del Fondo SRRE (capo A, sub 1-3) e per altre parti della decisione, ma ha annullato con rinvio la sentenza limitatamente all'accertamento della responsabilità (anche ai fini di restituzione/risarcimento) per l'episodio relativo al collocamento delle obbligazioni TRE INTERNATIONAL nei portafogli dei 117 clienti (capo A, sub 4) e per i due delitti derivati contestati al capo B (artt. 648 ter e 648 ter.1 c.p.), disponendo che la Corte d'appello di rinvio si attenga ai principi di diritto indicati. Ha inoltre rilevato vizi motivazionali circa l'identificazione del danno e l'uso di argomentazioni probabilistiche per la provenienza delle somme. Sulle statuizioni non rimesse in discussione la sentenza resta confermata; sulle misure di confisca è segnalato che l'annullamento parziale produce effetti sulla confisca connessa alle posizioni rimesse in giudizio.
Norme richiamate
La truffa è reato istantaneo e di danno: richiede la prova di una effettiva deminutio patrimonii del soggetto passivo; il mero rischio o la perdita riconducibile ad altra autonoma condotta non sostituiscono l'elemento danno. Può integrare il reato anche una condotta omissiva (silenzio) se tale omissione altera il consenso dell'investitore.
art. 110 cod. pen. (concorso di persone nel reato)
Nel concorso di persone non è necessario che ciascun concorrente abbia ottenuto direttamente il profitto: è sufficiente che il reato abbia procurato un profitto ingiusto anche ad uno solo dei concorrenti; il contributo all'evento criminoso può essere anche indiretto.
art. 648 ter cod. pen. (impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita)
Per la punibilità del reimpiego è necessario il convincimento oltre il ragionevole dubbio circa la provenienza illecita della provvista; non è sufficiente un'accertazione meramente probabilistica.
art. 648 ter.1 cod. pen. (autoriciclaggio)
L'autoriciclaggio punisce chi reinveste i proventi del proprio reato quando il reimpiego sia finalizzato a scopi speculativi; la norma ha ampliato la sanzionabilità rispetto alla precedente riserva di non punibilità dell'utilizzazione del profitto da parte dell'autore, ma richiede comunque la connessione materiale con il reato presupposto e l'elemento soggettivo richiesto.
art. 648 quater cod. pen. (confisca per equivalente)
La confisca per equivalente presuppone l'accertamento della responsabilità penale; l'annullamento con rinvio di una sentenza che abbia disposto confisca incide sulla validità di tale misura (principio "simul stabunt simul cadunt").
art. 61, n. 2 e n. 9 cod. pen. (circostanze aggravanti)
Richiamate nella fase di merito per la qualificazione della responsabilità, ma non decisive ai fini del vizio di motivazione oggetto del ricorso.
art. 170 cod. pen. (effetti dell'estinzione del reato presupposto sui reati collegati)
La Corte ha richiamato gli effetti nullificatori dell'estinzione del reato presupposto sui reati che da quello dipendono, segnalando l'importanza di valutare l'effetto dell'estinzione sulla punibilità dei reati derivati.
Massime di principio
- Per la configurazione della truffa (art. 640 c.p.) in ambito finanziario è essenziale provare una concreta deminutio patrimonii della vittima; il semplice aumento del rischio o la perdita riferibile ad altra autonoma condotta non sostituiscono l'elemento danno.
- Le omissioni (silenzio o informazioni incomplete) possono integrare gli "artifici e raggiri" se il comportamento omissivo è idoneo e diretto a determinare l'errore e incidere sulla volontà negoziale dell'investitore.
- I reati derivati (autoriciclaggio, reimpiego) richiedono la prova, oltre il ragionevole dubbio, della provenienza illecita delle somme e della connessione causale con il reato presupposto; conclusioni basate solo su probabilità non sono sufficienti.
- La responsabilità per concorso di persone può fondarsi anche su contributi indiretti e sulla disponibilità/gestione di strutture che hanno reso possibile l'operazione fraudolenta; tuttavia occorre una prova del nesso causale tra il contributo e l'evento dannoso.
- La confisca connessa a una condanna penale dipende dalla stabilità della sentenza: l'annullamento parziale della condanna incide sulle misure patrimoniali disposte; le statuizioni civili risarcitorie possono restare operative nei limiti non impugnati.
- Questioni processuali come la tempestività di eccezioni (es. ritualità della querela) devono essere sollevate nei modi e termini previsti per poter essere valutate in sede di legittimità; eccezioni tardive possono essere inammissibili.
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