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Sentenza

Sentenza n. 1224/2026 - Cagliari, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600536

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esclusione dal lotto 2 della procedura aperta per i servizi di vigilanza portuale, oltre agli atti della verifica di congruità e agli atti di gara presupposti e conseguenti

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (impresa concorrente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, classificatasi al primo posto con 79,02 punti, aveva offerto € 10.528.228,40, oltre € 2.900 per la sicurezza, indicando costi della manodopera per € 9.173.845,448, inferiori del 4,56% alla stima della stazione appaltante. Dopo una verifica di congruità articolata in più richieste di chiarimenti, l’Autorità l’aveva esclusa contestando la collocazione tra le spese generali di alcune voci (Direttore Tecnico, formazione e indennità radiogena) e l’omessa previsione di costi accessori di manutenzione e pulizia delle forniture. Con un unico articolato motivo, la società deduceva violazione degli artt. 1, 3, 4, 10, 41 e 110 del d.lgs. 36/2023, degli artt. 18 e 69 della direttiva 2014/24/UE e dei principi di proporzionalità, parità di trattamento e trasparenza, nonché eccesso di potere per difetto d’istruttoria e sviamento. Sosteneva che le voci fossero state comunque considerate nell’economia dell’offerta, che l’eventuale diversa imputazione dell’indennità radiogena (€ 138.758,40 sull’intera durata) fosse marginale, che non fosse stata dimostrata l’effettiva entità dei costi accessori omessi e che la verifica dovesse concentrarsi sulla sostenibilità complessiva, non su singole imputazioni contabili. Rappresentava un utile superiore a € 300.000 e lamentava inoltre richieste frammentarie e termini troppo ristretti, lesivi del contraddittorio. Chiedeva anche rinvio pregiudiziale alla CGUE sulla compatibilità con il diritto UE di un’interpretazione che imponesse l’esclusione per la rettifica, anche marginale, dei costi della manodopera senza valutare la sostenibilità complessiva.

La decisione

Durante il giudizio, in esecuzione dell’ordinanza cautelare del TAR, la stazione appaltante ha rinnovato la verifica considerando anche, con criterio prudenziale, l’imputazione ai costi della manodopera delle voci contestate. Ha concluso che tali voci e gli ulteriori costi accessori non compromettevano la sostenibilità dell’offerta, tenuto conto dell’utile di € 300.885,55 e delle riserve di commessa di € 330.000; ha quindi escluso l’anomalia e, dopo la verifica positiva dei requisiti, ha aggiudicato il lotto alla ricorrente con decreto del 5 agosto 2026. Il TAR ha ritenuto che l’esclusione impugnata fosse stata superata dagli atti sopravvenuti e che l’aggiudicazione avesse integralmente soddisfatto l’interesse sostanziale della ricorrente, senza residua utilità concreta e attuale nella decisione sulle censure. Ha pertanto dichiarato cessata la materia del contendere, senza pronunciarsi nel merito sui motivi né sull’istanza di rinvio pregiudiziale. Spese compensate, con obbligo dell’Amministrazione di rimborsare alla ricorrente il contributo unificato.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, gli atti impugnati sono superati da provvedimenti sopravvenuti che soddisfano integralmente l’interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, eliminando ogni utilità concreta e attuale derivante dalla decisione sulle censure originarie.

Come è indicizzato

MaterieOfferta e valutazioneEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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