Sentenza n. 1313/2026 - Roma, Sezione 3T
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Roma n. 1936/2023, pubblicata il 24/02/2023 (RG n. 20651-2022), passata in giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Roma, sezione lavoro, n. 1936/2023, relativa al pagamento della retribuzione professionale docenti per il servizio prestato a tempo determinato
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo l'inadempimento dell'amministrazione rispetto alla sentenza civile passata in giudicato, che aveva riconosciuto il suo diritto alla retribuzione professionale docenti e quantificato in euro 849,06 l'importo dovuto. Ha chiesto l'accertamento dell'inottemperanza, la condanna dell'amministrazione al pagamento della somma e l'adozione delle misure necessarie a conformare l'azione amministrativa al giudicato. Le amministrazioni resistenti si sono costituite con atto di stile e non hanno fornito chiarimenti o indicazioni sull'avvenuta esecuzione della pronuncia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che l'ottemperanza a una sentenza del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro ha carattere meramente esecutivo e consente di accertare l'omissione o l'elusione del giudicato, senza integrare il contenuto della pronuncia civile né svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Poiché la ricorrente aveva allegato l'inadempimento e l'amministrazione non aveva dimostrato né chiarito l'avvenuta esecuzione, il Ministero è stato condannato a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stato nominato sin d'ora un commissario ad acta, individuato nel direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, affinché provveda entro ulteriori 90 giorni in caso di persistente inadempimento, anche sostituendosi o superando il dissenso di altre amministrazioni. Il TAR non ha applicato allo stato le penalità di mora, ritenendone non sussistenti i presupposti, ma ha lasciato salva la possibilità di richiederle in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese processuali, liquidate in euro 800 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
Consente di proporre l'azione di ottemperanza per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario, imponendo alla pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato.
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base normativa del giudizio di ottemperanza e delle misure adottate dal giudice per assicurare l'esecuzione del giudicato, compresa la nomina del commissario ad acta.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è proponibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, inclusa quella pronunciata in funzione di giudice del lavoro, quando l'obbligata è una pubblica amministrazione.
- Nel giudizio di ottemperanza relativo a una sentenza civile del giudice del lavoro, il sindacato amministrativo ha carattere meramente esecutivo: il giudice verifica l'omissione o l'elusione del giudicato, senza integrare il contenuto della sentenza né compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- Quando il creditore allega l'inadempimento del giudicato e l'amministrazione non fornisce chiarimenti o prova dell'avvenuta esecuzione, può essere accertata l'inottemperanza e può essere ordinato all'amministrazione di provvedere entro un termine assegnato.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare dopo la scadenza infruttuosa del termine assegnato all'amministrazione, anche con facoltà di delega e di superamento del dissenso di altre amministrazioni coinvolte.
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