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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05325/2024 del 28/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce da una verifica della Guardia di Finanza avviata presso l’abitazione della contribuente a seguito di segnalazione dell’amministrazione fiscale francese circa disponibilità finanziarie in Svizzera. Nel corso del controllo venivano esaminati, tra l’altro, accrediti registrati nel 2006 su conti correnti italiani per complessivi euro 150.000, che la contribuente giustificava come restituzione di un prestito infruttifero concesso a un professionista di fiducia. L’Ufficio, ritenendo non provato il rapporto debitorio e quindi non superata la presunzione di cui all’art. 32 del d.P.R. n. 600/1973, emetteva avviso di accertamento recuperando a tassazione gli importi come redditi diversi. La contribuente impugnava l’atto e, dopo esito sfavorevole nei gradi di merito, ricorreva in cassazione con sei motivi: 1) violazione dell’art. 12, comma 7, L. n. 212/2000 per emissione dell’avviso prima dei 60 giorni dal processo verbale di constatazione; 2) ulteriore violazione della stessa norma per avere la CTR escluso la nullità dell’atto in ragione delle dichiarazioni rese durante il controllo; 3) violazione degli artt. 2719 e 2704 c.c. e dell’art. 116 c.p.c. sulla valutazione di una copia di quietanza autenticata; 4) omesso esame del fatto decisivo relativo all’autenticazione della quietanza da parte di pubblico ufficiale; 5) violazione degli artt. 2719, 2702 e 2703 c.c. e dell’art. 116 c.p.c. sulla valutazione di copia di un atto di riconoscimento di debito con data e sottoscrizione autenticate; 6) omesso esame di fatti decisivi sulla natura di assegni circolari e sulla corrispondenza di addebiti su un conto del debitore. La Corte ha ritenuto fondati i primi due motivi, assorbendo gli altri, perché l’avviso era stato emesso prima del decorso del termine dilatorio di 60 giorni e la CTR aveva erroneamente ravvisato l’urgenza solo nell’approssimarsi della decadenza, senza una effettiva prova di specifiche ragioni urgenti da parte dell’Ufficio.

La decisione

La Corte ha accolto i primi due motivi di ricorso, dichiarando assorbiti i restanti quattro. Ha cassato la sentenza della CTR Toscana e ha rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Toscana, in diversa composizione, affinché riesamini la controversia applicando il principio secondo cui l’avviso di accertamento emesso prima dei 60 giorni dal rilascio del pvc è illegittimo salvo comprovate e specifiche ragioni di urgenza. Il giudice di rinvio dovrà provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 12, comma 7, L. 212/2000

    L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza

    Il termine di 60 giorni dopo il rilascio del pvc è garanzia del contraddittorio procedimentale; la sua violazione determina illegittimità dell’atto, salvo che l’Ufficio provi specifiche ragioni di urgenza esistenti al momento dell’emissione.

  • art. 32 d.P.R. n. 600/1973

    L’Ufficio ha fondato l’accertamento sulla presunzione relativa relativa ai movimenti bancari non giustificati, ponendo a carico del contribuente l’onere di fornire prova contraria.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Norma processuale richiamata quale parametro per i motivi di ricorso per violazione di legge.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Norma processuale richiamata per i motivi di ricorso relativi all’omesso esame di fatti decisivi.

  • art. 2719 c.c.

    Richiamato in relazione alla contestazione sulla attendibilità probatoria delle copie fotostatiche di documenti prodotti in giudizio.

  • art. 2704 c.c.

    Richiamato in relazione alla data certa e alla valutazione della documentazione prodotta in copia.

  • art. 2702 c.c.

    Richiamato in relazione alla efficacia probatoria della scrittura privata.

  • art. 2703 c.c.

    Richiamato in relazione all’autenticazione delle sottoscrizioni e delle copie da parte di pubblico ufficiale.

  • art. 116, comma 1, c.p.c.

    Richiamato come parametro del prudente apprezzamento delle prove da parte del giudice.

  • art. 2697 c.c.

    Evocato nel primo motivo in relazione al principio di ripartizione dell’onere della prova e alla vicinanza della prova.

Massime di principio

  • L’avviso di accertamento emesso dopo accesso, ispezione o verifica nei locali del contribuente non può essere notificato prima del decorso di 60 giorni dal rilascio del pvc, salvo che l’Amministrazione dimostri specifiche e concrete ragioni di urgenza esistenti al momento dell’emissione.
  • La mera prossimità del termine di decadenza non integra di per sé una ragione di urgenza idonea a consentire l’emanazione anticipata dell’atto impositivo.
  • Il termine dilatorio dell’art. 12, comma 7, L. n. 212/2000 non ammette equipollenti: non può essere sostituito da un contraddittorio endoprocedimentale più o meno intenso svolto in fasi precedenti o parallele.
  • In caso di violazione del termine dilatorio, l’onere di provare l’effettiva urgenza grava sull’Ufficio; in mancanza di tale prova, l’atto è illegittimo.
  • La garanzia del contraddittorio procedimentale prevista dallo Statuto del contribuente è posta a tutela del pieno dispiegarsi delle difese del contribuente dopo la conclusione delle operazioni di verifica.
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  • ricorrente
  • contribuente persona fisica destinataria di avviso di accertamento per movimentazioni bancarie non giustificate

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoProve
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

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