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Sentenza

Sentenza n. 6937/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, Sezione staccata di Brescia, Sezione Seconda, n. 905/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202509044

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia, Sezione staccata di Brescia, n. 905/2025, che aveva accolto nei limiti indicati in motivazione l’azione contro l’inerzia nell’esercizio della vigilanza urbanistico-edilizia

Esito

ESTINZIONE

La controversia

La ricorrente in primo grado aveva chiesto l’accertamento dell’obbligo del Comune e/o della Prefettura di concludere il procedimento di vigilanza urbanistica previsto dagli artt. 27 e 31 del d.P.R. n. 380/2001, in relazione a un’edificazione ritenuta abusiva e contestando l’inerzia del Comune. Il TAR aveva accolto il ricorso nei limiti indicati nella sentenza. Il privato destinatario dell’attività di vigilanza ha proposto appello contro tale decisione. Nel corso del giudizio di appello, la ricorrente originaria ha rinunciato al ricorso di primo grado e agli effetti della sentenza del TAR; l’appellante ha accettato la rinuncia e chiesto l’annullamento senza rinvio della sentenza o la presa d’atto della sua inefficacia.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato estinto l’appello per rinuncia al ricorso di primo grado. La rinuncia, notificata e depositata, riguardava anche gli effetti della sentenza impugnata; ad essa ha aderito l’appellante e non si è opposto il Comune. Di conseguenza è venuto meno l’oggetto del gravame ed è stato disposto l’annullamento senza rinvio della sentenza di primo grado. Le spese del doppio grado sono state integralmente compensate, in presenza di giustificati motivi ai sensi dell’art. 84, comma 2, c.p.a., anche in ragione dell’accordo delle parti.

Norme richiamate

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale base normativa del procedimento di vigilanza urbanistica ed edilizia il cui mancato esercizio era stato contestato in primo grado.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale base normativa del procedimento di vigilanza e repressione degli interventi edilizi abusivi oggetto dell’azione originaria.

  • art. 35, comma 2, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili, senza autonoma esplicitazione nel ragionamento decisorio.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili, senza autonoma esplicitazione nel ragionamento decisorio.

  • art. 84 c.p.a.

    La rinuncia al ricorso determina l’estinzione del giudizio; la rinuncia al ricorso di primo grado e agli effetti della sentenza impugnata giustifica inoltre l’annullamento senza rinvio della sentenza di primo grado.

  • art. 84, comma 2, c.p.a.

    Consente la compensazione delle spese per giustificati motivi; nella fattispecie tali motivi sono stati ravvisati anche nell’accordo delle parti.

  • art. 85 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili, senza autonoma esplicitazione nel ragionamento decisorio.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso di primo grado, validamente notificata e depositata, quando riguardi anche gli effetti della sentenza impugnata e sia accettata dalla parte appellante, determina l’estinzione dell’appello per venir meno dell’oggetto del gravame.
  • La rinuncia al ricorso di primo grado e agli effetti della sentenza resa su di esso consente al giudice d’appello di annullare senza rinvio la sentenza di primo grado.
  • In presenza di una rinuncia al ricorso accettata dalle parti e di un accordo sulla regolazione delle spese, il giudice può disporre l’integrale compensazione delle spese del doppio grado per giustificati motivi ai sensi dell’art. 84, comma 2, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàAbusi edilizi e sanzioni
RamiProcesso amministrativoEdilizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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