Sentenza n. 620/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza n. -OMISSIS- (reg. gen. -OMISSIS-) del 6 giugno 2025, notificata il 17--OMISSIS-, con la quale il Dirigente responsabile del Settore -OMISSIS- - -OMISSIS- del Comune di Roseto degli Abruzzi ha disposto l’applicazione nei confronti dei ricorrenti della sanzione pecuniaria di € 20.000,00 ai sensi dell’art. 31, comma 4-bis, DPR 380/2001, per inottemperanza all’ordinanza di demolizione n. -OMISSIS- relativo a opere edilizie abusive sull’immobile sito in Roseto degli Abruzzi alla via -OMISSIS-, distinto in catasto al foglio di mappa -OMISSIS-;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza comunale di irrogazione della sanzione pecuniaria di 20.000 euro ai sensi dell’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001, per inottemperanza a un ordine di demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sanzione pecuniaria irrogata per non avere ottemperato all’ordine di demolizione di opere abusive realizzate al piano sottotetto di un fabbricato situato in area vincolata. Con il primo motivo hanno dedotto la violazione dell’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 e la falsità dei presupposti, sostenendo che l’ordine di demolizione fosse riconducibile all’art. 33 d.P.R. 380/2001, relativo agli interventi di ristrutturazione edilizia abusiva, e non all’art. 31, con conseguente inapplicabilità della sanzione pecuniaria e dell’acquisizione gratuita. Con il secondo motivo hanno dedotto eccesso di potere per falsità dei presupposti e carenza di istruttoria, sostenendo che la manifestata volontà di adempiere e l’avvio dei lavori di ripristino avrebbero dovuto escludere o ridurre la sanzione, anche in considerazione della funzione repressiva e deterrente della stessa. Con il terzo motivo hanno dedotto la violazione dell’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 e dell’art. 28 l. 689/1981, eccependo la prescrizione quinquennale del potere sanzionatorio, poiché l’ordinanza sarebbe stata adottata oltre cinque anni dopo l’inottemperanza.
La decisione
Il TAR ha respinto integralmente il ricorso, compensando le spese. Ha escluso, anzitutto, che l’ordine di demolizione facesse riferimento all’art. 33 d.P.R. 380/2001: il provvedimento non richiamava tale disposizione e la stessa convocazione per il sopralluogo richiamava espressamente l’art. 31. Nel merito, il Collegio ha qualificato le opere come realizzazione di un sottotetto abitabile non previsto dal progetto, con mutamento di destinazione d’uso, incremento di volume e superficie utile, aumento del carico urbanistico e modifiche sostanziali dell’organismo edilizio. Tali interventi sono stati ritenuti riconducibili alla nuova costruzione o, comunque, alla totale difformità dal permesso di costruire e, in area vincolata, all’art. 31 d.P.R. 380/2001 anche per effetto dell’art. 32, comma 3. Il secondo motivo è stato respinto perché la sanzione prevista dall’art. 31, comma 4-bis, costituisce conseguenza diretta dell’accertata inottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine legale di novanta giorni; la disponibilità tardiva a eseguire il ripristino e l’avvio successivo dei lavori non eliminano l’illecito già perfezionato. È stata infine respinta l’eccezione di prescrizione, poiché l’inottemperanza all’ordine di demolizione costituisce illecito omissivo permanente: la prescrizione quinquennale decorre dalla cessazione della permanenza, che si verifica con la demolizione o con la sanatoria, non intervenute nel caso concreto.
Norme richiamate
art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001
La sanzione amministrativa di carattere pecuniario di cui all’art. 31, comma 4-bis del D.P.R. 380/2001 costituisce conseguenza diretta dell’accertamento dell’inottemperanza dell’ordine di demolizione entro gli inderogabili termini previsti dalla legge.
La sanzione pecuniaria consegue direttamente all’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine previsto dalla legge; una successiva disponibilità del destinatario a ripristinare lo stato dei luoghi non impedisce l’irrogazione della sanzione.
art. 31 d.P.R. 380/2001
Tali interventi, comportando un apprezzabile incremento di volume e di superficie utile (con l'inclusione del sottotetto nella superficie edificabile), configurano un organismo edilizio diverso da quello preesistente e sono qualificabili come "nuova costruzione" o, quantomeno, come intervento in "totale difformità" dal titolo edilizio, ricadendo appieno nell'ambito applicativo dell'art. 31 T.U.E..
La realizzazione di un sottotetto abitabile con incremento apprezzabile di volume e superficie utile e alterazione dell’organismo edilizio può essere qualificata come nuova costruzione o totale difformità dal titolo, rientrando nell’ambito dell’art. 31.
art. 32, comma 3, d.P.R. 380/2001
Ai sensi dell’art. 32, comma 3, D.P.R. 380/2001 (che si riporta testualmente in seguito), gli interventi abusivi su immobili vincolati sono sempre considerati in totale difformità dal permesso di costruire (ai sensi e per gli effetti degli articoli 31).
Per gli interventi abusivi realizzati su immobili vincolati, la qualificazione come totale difformità opera ai sensi e per gli effetti dell’art. 31.
art. 28 l. 689/1981
Ai fini dell'irrogazione della sanzione pecuniaria per il caso di inottemperanza all'ordine di demolizione, la prescrizione quinquennale di cui all'art. 28, l. 24 novembre 1981 n. 689 inizia a decorrere solo dal giorno in cui è cessata la situazione di illiceità, vale a dire con il conseguimento delle prescritte autorizzazioni, ovvero - in mancanza delle stesse - con la effettiva demolizione delle opere abusive.
La prescrizione quinquennale dell’illecito di inottemperanza decorre soltanto dalla cessazione della situazione illecita, determinata dalla sanatoria o dalla demolizione effettiva delle opere.
Massime di principio
- La realizzazione di un sottotetto abitabile non previsto dal titolo, accompagnata da incremento apprezzabile di volume e superficie utile, mutamento di destinazione d’uso e aumento del carico urbanistico, può configurare una nuova costruzione o, quantomeno, un intervento in totale difformità dal permesso di costruire, soggetto alla disciplina dell’art. 31 d.P.R. 380/2001.
- Gli interventi abusivi realizzati su immobili vincolati sono considerati, ai sensi dell’art. 32, comma 3, d.P.R. 380/2001, eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire, con applicazione degli effetti previsti dall’art. 31.
- La sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 consegue all’inottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine legale di novanta giorni; la successiva manifestazione di volontà di adempiere o l’avvio tardivo dei lavori di ripristino non eliminano l’illecito già perfezionato.
- L’inottemperanza all’ordine di demolizione costituisce un illecito amministrativo omissivo permanente; la prescrizione quinquennale prevista dall’art. 28 l. 689/1981 decorre dalla cessazione della permanenza, che si verifica con la demolizione delle opere abusive o con la loro sanatoria, non dal semplice decorso del termine assegnato per ottemperare.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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