Sentenza n. 7373/2026 - Roma, Sezione 3T
per l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma n. 12315/2024, depositata e resa pubblica il 02.12.2024, Sez. Lavoro e Previdenza, r.g. 11127/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Ministero nell'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro e Previdenza, n. 12315/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'attuazione della sentenza del Tribunale di Roma n. 12315/2024, passata in giudicato, deducendo l'inadempimento dell'Amministrazione all'obbligo di conformarsi al titolo giudiziale. Il Ministero si è costituito, ma non ha fornito chiarimenti o indicazioni sulla corretta esecuzione della pronuncia civile.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha precisato che, ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., l'ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario. Quando il titolo proviene dal giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha carattere meramente esecutivo: il giudice amministrativo deve accertare l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'Amministrazione, senza integrare il contenuto della sentenza né compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Considerato che il ricorrente aveva allegato l'inadempimento e che l'Amministrazione non aveva dimostrato l'avvenuta esecuzione, il TAR ha condannato il Ministero a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha inoltre nominato, per l'eventuale perdurante inadempimento, il direttore generale competente quale commissario ad acta, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli il potere di sostituirsi all'Amministrazione e di superare l'eventuale dissenso di altre Amministrazioni entro i successivi 90 giorni. È stata esclusa, allo stato, la penalità di mora, ritenuta eventualmente richiedibile in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese processuali, liquidate in euro 600 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato
La disposizione consente di agire in ottemperanza davanti al giudice amministrativo per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario e l'adempimento del correlato obbligo conformativo della pubblica amministrazione.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario, comprese quelle pronunciate in funzione di giudice del lavoro, quando la pubblica amministrazione sia tenuta a conformarvisi.
- L'ottemperanza a una sentenza civile del giudice del lavoro ha carattere meramente esecutivo: il giudice amministrativo accerta l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza integrare il contenuto del titolo o svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- Qualora il ricorrente alleghi l'inadempimento dell'amministrazione e quest'ultima non fornisca chiarimenti o prova dell'avvenuta esecuzione del titolo, il giudice può ordinare l'adempimento entro un termine e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia.
- La penalità di mora non deve essere applicata automaticamente nell'azione di ottemperanza, potendo essere richiesta e valutata in caso di perdurante inottemperanza oltre il termine assegnato dal giudice.
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