Cassazione Penale, Sentenza n. 17209/2024 del 24/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Con ordinanza del 4 ottobre 2023 il G.U.P. di Macerata ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 24-bis c.p.p. per chiarire la competenza territoriale a procedere nei confronti di Giorgio Palumbo, a cui sono contestati i reati indicati ai capi A (furto, artt. 624 co.1 e circostanze artt. 61 n.1 e 11) e B (reato più grave con riferimento all'art. 493-ter e alla disciplina della continuazione/connessione, artt. 81 co.2, 493-ter), commessi tra il 10 aprile e il 13 maggio 2018. Il problema è che per il capo B non era stato individuato con certezza il luogo di commissione; si è dunque posta la questione se potesse applicarsi il criterio residuale di cui all'art. 9, comma 2, c.p.p. (competenza del luogo di residenza/dimora/domicilio dell'imputato quando non è possibile individuare il luogo dei reati connessi) o, al contrario, dovesse essere attribuita la competenza al Tribunale di Pesaro dato che il reato contestato al capo A era stato comunque commesso a Pesaro.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. e, sul merito della questione territoriale, ha escluso l'applicabilità della regola residuale dell'art. 9, comma 2, c.p.p., perché il reato meno grave (capo A) è individuabile come commesso a Pesaro. Alla luce della connessione tra i reati e del principio esposto dalla giurisprudenza di legittimità (Sez. U., n. 40537/2009, Orlandelli), è dichiarata la competenza del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Pesaro e gli atti devono essere trasmessi a detta autorità.
Norme richiamate
art. 24-bis cod. proc. pen.
Consente il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione per questioni di competenza territoriale prima della conclusione dell'udienza preliminare; istituto di natura preventiva introdotto dalla riforma (d.lgs. n.152/2022), che lascia al giudice procedente un ampio potere discrezionale sulla rimessione.
art. 9, comma 2, cod. proc. pen.
Criterio residuale di attribuzione della competenza territoriale al luogo di residenza/dimora/domicilio dell'imputato, applicabile solo quando non sia possibile individuare il luogo di commissione di alcuno dei reati connessi; non applicabile se per almeno un reato connesso il luogo è individuabile.
art. 12, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen.
Regolano la connessione tra reati rilevante per l'attribuzione della competenza territoriale, consentendo di unificare la cognizione sul luogo individuato per uno dei reati quando sussiste connessione.
art. 28 cod. proc. pen.
Prevede la trasmissione obbligatoria degli atti alla Corte di cassazione solo in presenza di un conflitto positivo o negativo di competenza tra autorità; diversa la disciplina del rinvio pregiudiziale che è preventiva e discrezionale.
Sez. U., n. 40537 del 16/07/2009 (Orlandelli)
"La competenza per territorio, nel caso in cui non sia possibile individuare, a norma degli artt. 8 e 9, comma primo, cod. proc. pen., il luogo di commissione del reato connesso più grave, spetta al giudice del luogo nel quale risulta commesso, in via gradata, il reato successivamente più grave fra gli altri reati; quando risulti impossibile individuare il luogo di commissione per tutti i reati connessi, la competenza spetta al giudice competente per il reato più grave, individuato secondo i criteri suppletivi indicati dall'art. 9, commi secondo e terzo, cod. proc. pen."
Principio giurisprudenziale che stabilisce la regola di attribuzione della competenza tra reati connessi: se è individuabile il luogo di uno dei reati (anche se non il più grave), la competenza può essere attribuita a quel luogo; la regola residuale dell'art. 9, comma 2, c.p.p. opera solo se nessun luogo è individuabile.
Massime di principio
- Il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. è uno strumento preventivo e discrezionale: il giudice procedente può rimettere la questione alla Cassazione ma non è obbligato, salvo che non si tratti di un conflitto positivo/negativo ai sensi dell'art. 28 c.p.p.
- La regola residuale dell'art. 9, comma 2, c.p.p. (competenza per residenza/dimora/domicilio) si applica solo quando per nessuno dei reati connessi è possibile individuare il luogo di commissione; se anche un solo reato connesso ha luogo individuabile, la competenza segue quel luogo.
- In presenza di reati connessi, va verificata la possibilità di individuare il luogo di commissione per ciascun reato: se uno dei luoghi è individuabile, si applicano i criteri di connessione (art. 12) e la competenza si determina anche sulla base della giurisprudenza consolidata (es. Sez. U. Orlandelli).
- Se il giudice rifiuta il rinvio pregiudiziale, le parti possono comunque utilizzare gli ordinari rimedi processuali per sollevare l'eccezione di incompetenza; la rimessione preventiva non è l'unica strada.
- Quando si valuta la competenza territoriale in casi plurimi o connessi, documentare e verificare con cura gli elementi fattuali (date, luoghi riferibili a ciascuna fattispecie, atti della Procura) riduce il rischio di incertezze procedurali e di rinvii.
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