Cassazione Civile, Sentenza n. 26012/2022 del 05/09/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava, in sintesi, la mancata autonoma e adeguata motivazione della sentenza di appello (la CTR non avrebbe effettuato una valutazione critica e non avrebbe indicato gli elementi dai quali ha tratto la conferma della pronuncia di primo grado), nonché violazioni di norme processuali e sostanziali relative alla prova delle operazioni e all'esistenza delle fatture contestate (connivenza nella frode dell'acquirente, prova dell'effettività degli acquisti, deducibilità dei costi, regolarità dei trasporti e dei pagamenti). Venivano dedotte specifiche censure ai sensi dell'art. 360 c.p.c. (n.3, n.4, n.5) e contestata anche la legittimazione della titolare della ditta individuale e questioni relative alla prescrizione/raddoppio dei termini di accertamento.
La decisione
La Corte ha dichiarato la mancanza di legittimazione di Maria Giulia Milva Casanova quale titolare della omonima ditta CI.ERRE; ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in relazione alle riprese IRAP per gli anni d'imposta 2002-2003-2004; per il resto ha accolto i primi due motivi di ricorso (relativi alla carenza di motivazione/autonoma valutazione della CTR), ha assorbito le restanti censure, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla CTR del Veneto in diversa composizione per nuovo esame e per la liquidazione delle spese di lite.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, cod. proc. civ.
Base normativa per i motivi di cassazione (vizi di motivazione, violazione di norme di diritto e rilevanza di fatti non esaminati); qui invocato nelle lettera n.3 (violazione di legge), n.4 (nullità per mancata corrispondenza tra chiesto e pronunciato) e n.5 (omesso esame di fatto decisivo).
artt. 39, 40, 42 d.P.R. n. 600/1973
Norme sulla documentazione e sugli obblighi fiscali relative alle fatture e agli elementi probatori delle operazioni: richiamate nella controversia riguardo all'onere probatorio e alla verifica di operazioni eventualmente inesistenti.
artt. 54 e 56 d.P.R. n. 633/1972
Norme IVA concernenti detrazione dell'imposta e regime delle fatture; utilizzate nel rilievo sulla deducibilità/detraibilità in presenza di operazioni contestate come inesistenti.
art. 2697, comma 2 cod. civ.
Regola il principio della prova: chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento; richiamata nel contesto dell'onere probatorio tra contribuente e Amministrazione.
art. 2727 ss. cod. civ.
Norme sulla documentazione contabile e sulle scritture private come mezzi di prova; valutate nella disputa sull'effettività delle transazioni e sul valore probatorio delle fatture esibite.
art. 54, comma 1, lett. q) d.l. n. 83/2012
Norma collegata alla disciplina fiscale (limiti o presunzioni in materia di imposte) richiamata in relazione all'omesso esame di fatti decisivi circa la realtà delle forniture e la buona fede del contribuente.
art. 115 cod. proc. civ.
Principio di non contestazione degli atti e fatti non contestati dalle parti; evocato per sostenere che certi fatti (es. consistenza del fabbisogno, congruità dei prezzi, regolarità dei pagamenti) andavano ritenuti provati per mancata contestazione.
art. 112 cod. proc. civ.
Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: dedotto come violato perchè la sentenza di appello non si sarebbe pronunciata su una eccezione rilevante (illegittimità degli avvisi per raddoppio dei termini).
art. 43, comma 3, d.P.R. 600/1973
Normativa sui termini del potere accertativo dell'Ufficio (raddoppio dei termini); invocata nella censura relativa alla mancata pronuncia sulla presunta illegittimità degli avvisi di accertamento per gli anni 2002-2004.
Giurisprudenza Corte di Cassazione (ex: Ordinanza n.20883/2019)
Richiamata per il principio secondo cui la Corte d'appello/CTR deve motivare autonomamente la decisione e non limitarsi a ripetere o a richiamare passivamente le argomentazioni del giudice di primo grado.
Massime di principio
- La Corte d'appello (o la CTR) è tenuta a svolgere una motivazione autonoma e critica: non basta richiamare la decisione di primo grado senza indicare gli elementi dai quali trae il proprio convincimento; la carenza di tale autonoma motivazione costituisce motivo di cassazione.
- In materia di operazioni potenzialmente inesistenti l'Amministrazione deve fornire elementi obiettivi, gravi, precisi e concordanti per dimostrare la non effettività delle operazioni; d'altra parte il contribuente non può limitarsi a esibire solo fatture senza circostanziare altri elementi probatori quando l'Ufficio ha prodotto indizi di fittizietà.
- Il giudizio sulla prova segue il principio civilistico: chi deduce fatti impeditivi o estintivi deve provarli; le scritture e le fatture hanno valore probatorio che può essere valutato criticamente in relazione all'insieme probatorio.
- Se la titolarità di una ditta individuale o la legittimazione a farsi parte sono contestate, il relativo difetto può determinare l'inutilizzabilità del ricorso di quella persona e va dichiarato espressamente dal giudice.
- Questioni procedurali (es. mancata pronuncia su eccezioni rilevanti o difetto di corrispondenza tra chiesto e pronunciato) possono determinare la nullità o la cassazione della decisione con rinvio per nuovo esame.
- Quando parte della domanda è divenuta inattuabile o la materia del contendere è cessata (es. per effetto di prescrizioni, definizioni o altri motivi), il giudice può dichiarare la cessazione della materia del contendere limitatamente ai profili rilevanti.
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